the crown 5

“INGLESI, BOICOTTATE THE CROWN 5, È PIENA DI BUGIE CHE DANNEGGIANO SUA MAESTÀ” - IL "DAILY MAIL" DEDICA LA PRIMA PAGINA ALLA RIBELLIONE DEGLI AMICI DI RE CARLO III NEI CONFRONTI DI NETFLIX. IN PRIMA FILA L’EX PRIMO MINISTRO JOHN MAJOR FURIOSO PER LA TESI SECONDO CUI L’ALLORA PRINCIPE DI GALLES COMPLOTTÒ CON LUI PER COSTRINGERE LA REGINA ELISABETTA AD ABDICARE – IL RITRATTO DEL SOVRANO VIENE DEFINITO “FALSO, INGIUSTO E IN GRADO DI FERIRE PROFONDAMENTE GLI ANIMI” DAL MOMENTO CHE SI PARLA DI CARLO COME DI UN… - VIDEO

 

 

EMANUELA MINUCCI per lastampa.it

 

the crown 5

Il mondo intero sta aspettando «The Crown 5» disponibile dal 9 novembre. Ma gli intimi di Buckingham Palace, che si definiscono gli amici più stretti di Re Carlo III – tra cui nomi di spicco come l’ex primo ministro John Major – hanno visto in anteprima le nuove puntate e accusano Netflix di averle riempite di bugie in grado di danneggiare pesantemente l’immagine dell’ex Principe di Galles. E invitano perciò gli inglesi e tutti coloro che hanno a cuore la monarchia inglese a boicottare Netflix perché ha prodotto «narrazioni false in grado di provocare dolore»

 

Quella scena deprecabile

In particolare, a scatenare la furia di John Major la tesi della serie targata Netflix secondo la quale l’allora Principe di Galles complottò con lui per costringere la Regina Elisabetta ad abdicare: «Si tratta di sciocchezze totalmente infondate e gravemente lesive» ha detto l’ex primo ministro: «Hanno scientemente fabbricato una dolorosa falsità in grado di distruggere la nostra immagine».

 

Carlo non può essere un complottista sleale

Gli amici di Re Carlo III hanno poi definito il ritratto del nuovo monarca che emerge dalla serie «falso, ingiusto e in grado di ferire profondamente gli animi» dal momento che si parla dell’ex principe di Galles come un complottista sleale. E hanno quindi esortato gli spettatori a boicottare lo show di successo di Netflix.

 

the crown 5

La nuova serie, che sarà disponibile dal 9 novembre, mostra appunto un Charles sprezzante che fa pressioni sul Primo Ministro John Major in un bizzarro e disonesto tentativo di forzare l'abdicazione di sua madre. Peccato che Sir John abbia dichiarato ai tabloid inglesi che quell’incontro non è mai avvenuto e ha definito la scena un «carico da novanta di sciocchezze dannosissime e una menzogna dannosa e maligna».

 

 

Il giornalista Jonathan Dimbleby, un amico del Re, ha detto dell'ultima sceneggiatura: «The Crown è pieno di assurdità, ma questa è una sciocchezza che non sta affatto in piedi». Stessi toni da parte del biografo reale Sally Bedell Smith che ha aggiunto: «Gli eventi qui raffigurati sono scandalosi e totalmente immaginari. Questo programma sta facendo danni significativi alla percezione della storia delle persone e alla loro percezione della Famiglia Reale. È stato pieno di bugie maligne fin dall'inizio, ma questo livello di abuso è ormai oltre il limite».

the crown 5

 

Nell'episodio controverso, che dovrebbe andare in onda il 9 novembre, Carlo è sostenuto da un sondaggio sui giornali che mostra il sostegno per l'abdicazione tra il 47% dei sudditi della regina. Quella storia è basata su un vero sondaggio del 1990, ma con una differenza cruciale: in quello realmente accaduto, il 47 per cento aveva detto che la regina avrebbe dovuto consegnare il trono 'ad un certo punto' in futuro.

 

Il Principe, interpretato da Dominic West, viene ritratto convinto che la regina sia troppo vecchia e troppo fuori dal mondo. Tale è la sua determinazione che convoca l’allora premier John Major chiedendogli di mantenere segrete le loro discussioni. Nel loro scambio, Carlo suggerisce che la monarchia dovrebbe seguire la guida del Partito Conservatore che un anno prima aveva spodestato la signora Thatcher.

 

«Qualcuno di più giovane»

the crown 5

Nell’episodio il principe di Galles dice: «Che cosa rende il partito conservatore la forza elettorale di successo che è? Il suo istinto di rinnovamento e la sua volontà di lasciare il posto a qualcuno più giovane», disegnando così un parallelo tra lui e il suo bis-bis-bisnonno, Edoardo VII, figlio della regina Vittoria, che fu principe di Galles per quasi 60 anni.

 

the crown 5

E aggiunge: «Si dice che la regina Vittoria non avesse fiducia in lui, che lo riteneva pericoloso, libero di pensare. Desiderava ricevere responsabilità, ma sua madre gliele rifiutò. Ma quando arrivò il suo momento, dimostrò che i suoi dubbiosi sbagliavano e che il suo dinamismo, il suo intelletto, il suo appeal popolare resero il suo regno un trionfo». E quando Major chiede a cosa stia mirando, Charles risponde: «Sto dicendo che peccato era, che spreco la sua voce, la sua presenza, la sua visione, non sia stato incorporato prima. Sarebbe stato così meglio per tutti».

 

Nell'episodio, intitolato «Queen Victoria Syndrome», Charles dice al signor Major che se si unisce alla Regina ad un prossimo ballo a Balmoral sarà in grado di giudicare da solo «se questa istituzione che ci interessa così profondamente è in mani sicure».

 

Sir Malcom Rifkind, Ministro degli Esteri sotto il signor Major, ha detto che l’illazione secondo cui il Principe stava spingendo il Primo Ministro a incoraggiare la Regina a lasciare il posto per lui era 'patetica e assurda". E ha aggiunto: “Al momento, la Regina era nei suoi 60 anni - più giovane del Re è oggi. È pura fantasia, che è quello che ci aspettiamo da questo particolare programma. L'episodio è una totale scemenza”.

the crown 5 helena bonham carter olivia colman tobias menzies the crown 5the crown 5

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…