marco rubio donald trump

JD VANCE SCANSATE: È ARRIVATO MARCO “RUBIO-TUTTO” – L’ASCESA DEL FALCO DELLA DESTRA TRADIZIONALISTA CHE, DA NEMICO GIURATO DI TRUMP CON CUI SI SMERDÒ NEL 2016 DURANTE PER LA NOMINATION REPUBBLICANA ALLE PRESIDENZIALI DEL 2016, È DIVENTATO IL NUOVO PUPILLO DEL TYCOON CHE GLI HA AFFIDATO TUTTO: PER LUI DOPPIO INCARICO AL MINISTERO DEGLI ESTERI E ALLA CASA BIANCA PIÙ ARCHIVISTA DEGLI STATI UNITI. IL TYCOON LO VORREBBE NEL RUOLO DI “VICERÈ” IN VENEZUELA, MA LUI FRENA PER NON BRUCIARSI: SA BENE COME “THE DONALD” SAREBBE PRONTO A…

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

meme su marco rubio e il venezuela

Da «little Marco» a «segretario di tutto» e ora, addirittura, una sorta di viceré del Venezuela: l’ascesa di Marco Rubio nel sistema di potere trumpiano non cessa di stupire. Dieci anni fa, di questi tempi, i due, in lotta per la nomination repubblicana alle presidenziali del 2016, si scambiavano accuse feroci e anche insulti. Marco, definito piccolo, sudaticcio, addirittura un automa da Donald Trump, ritirò la sua candidatura dopo tre mesi di sconfitte nelle primarie.

 

Ma negli anni di Mar-a-Lago «The Donald» ha cominciato ad apprezzare Rubio e a fidarsene fino al punto di sceglierlo, una volta rieletto, come segretario di Stato. Non solo: Rubio ha assunto anche la guida di UsAid, l’Agenzia internazionale per lo sviluppo, poi di fatto soppressa dal Doge di Elon Musk. E, dopo qualche mese, Trump lo ha nominato anche consigliere per la Sicurezza nazionale.

 

DONALD TRUMP E MARCO RUBIO

Doppio incarico, al ministero degli Esteri […] e alla Casa Bianca […] una concentrazione di potere sulla politica estera che ha un solo precedente nella storia americana, Henry Kissinger.

 

E Trump non si è fermato qui: appena arrivato alla Casa Bianca ha nominato Rubio anche Archivista degli Stati Uniti. Cioè capo degli Archivi di Stato, un incarico fin qui svolto da funzionari di carriera, ma che il presidente considera strategico: gli Archivi custodiscono tutti i documenti, dalla settecentesca Dichiarazione d’Indipendenza a tutti gli atti pubblici, compresi quelli relativi alle elezioni congressuali e presidenziali.

Materie «sensibili» agli occhi di «The Donald».

 

MARCO RUBIO IN VERSIONE CHE GUEVARA

È per questo che i giornali hanno cominciato a definire Rubio «segretario di tutto».

Politico abile ma anche spregiudicato (iniziò la sua carriera di senatore presentandosi agli elettori della Florida come figlio di esuli cubani vittime del regime castrista, ma poi il Washington Post scoprì che i genitori lasciarono Cuba nel 1956, tre anni prima della rivoluzione di Fidel), a Marco è riuscito un doppio miracolo politico. Falco della destra tradizionalista, radicale dei Tea Party nell’era Obama, ma anche interventista nei conflitti col marchio dei neocon di Bush, Rubio ha riorientato la sua visione ideologica in chiave populista e «America First».

 

meme su marco rubio dopo l attacco americano in venezuela

In secondo luogo, pur comportandosi da fedelissimo di Trump, Rubio è apparso al Congresso (democratici compresi) e anche agli alleati europei allarmati dagli atteggiamenti ostili della Casa Bianca, come il volto dialogante del trumpismo

 

[…]

La sua adesione alle mosse più discutibili del presidente […] fin qui aveva creato sconcerto ma senza radicali revisioni dei giudizi su di lui: costretto a seguire Trump nella sua volontà di affermare la supremazia Usa su tutto l’emisfero occidentale.

 

Ma con l’intervento in Venezuela […] l’immagine di Rubio è sempre più schiacciata sul radicalismo di Trump.

 

MARCO RUBIO - DONALD TRUMP - FOTO LAPRESSE

Marco, da sempre nemico giurato dei marxisti latinoamericani, ha sicuramente appoggiato con convinzione la decapitazione del regime di Maduro e ora già minaccia anche il governo cubano. Ma sul ruolo di «viceré» sta frenando rispetto alla spinta di Trump: giustifica lo scavalcamento del Congresso col fatto che ora alla Casa Bianca c’è «un presidente che agisce». E poi a governare direttamente su Caracas si rischia grosso se le cose dovessero andare storte, come in Iraq: Trump, che oggi lo spinge, domani sarebbe pronto a scaricare su di lui la responsabilità del fallimento.

jd vance marco rubio pete hegseth alla casa bianca per il liberation day MARCO RUBIO marco rubio rustem umerov howard lutnick marco rubio donald trump foto lapresse STEVE WITKOFF MARCO RUBIO marco rubio in israelemarco rubio rustem umerov

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