“INVECE DI PARLARE DI ESERCITO EUROPEO, RILANCIAMO LA COOPERAZIONE MILITARE TRA EUROPA E USA” – L’AMMIRAGLIO GIUSEPPE CAVO DRAGONE, CAPO DEL COMITATO MILITARE DELLA NATO, METTE IN CHIARO CHE L’ALLEANZA NON PUÒ FARE A MENO DELLO ZIO SAM, NONOSTANTE LE SPARATE DI TRUMP: “I MILITARI AMERICANI RIMANGONO FONDAMENTALI, POTRANNO ESSERCI IN FUTURO DEI RIORIENTAMENTI E CI ADATTEREMO. È VERO, TRUMP HA PRESO A SCHIAFFI L’EUROPA, MA IN ALTRI CONSESSI HA RIBADITO LA VALIDITÀ DELLA NATO” – IL COMMENTO DEL MINISTRO CROSETTO ALL’USCITA DELL'AMMIRAGLIO: “CREDO CHE CAVO DRAGONE SIA STATO FRAINTESO. NESSUNO PENSA DI AVERE DOMANI MATTINA UN ESERCITO EUROPEO, LA DIFESA È NAZIONALE” – IL PRECEDENTE, LO SCORSO DICEMBRE, QUANDO CAVO DRAGONE EVOCÒ LA POSSIBILITÀ DI ATTACCHI CYBER CONTRO LA RUSSIA DA PARTE DELLA NATO...
DIFESA: CROSETTO, 'CAVO DRAGONE FRAINTESO, SENZA AMERICANI NON ESISTE NÉ DIFESA NÉ DETERRENZA'
GUIDO CROSETTO ALLA CAMERA - FOTO LAPRESSE
(Labitalia) - "Cavo Dragone penso sia stato frainteso. Nessuno pensa di avere domani mattina un esercito europeo, la difesa è nazionale, quando parliamo di qualcosa di europeo ci riferiamo alla possibilità di interoperare tra gli eserciti dei 27 Paesi".
Lo ha detto il Ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto al forum "Difesa e sicurezza in un mondo instabile", relativamente a quanto detto dall'Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare, sull'esercito europeo.
"Le forze armate, con gli schemi della Nato, si abituano a operare tra loro come se fossero un unico Esercito, un'unica Marina, un'unica Aeronautica, pur essendo nazionali. Quindi, penso che il presidente del Comitato militare della Nato parlasse di un esercito europeo che sempre più si integra alla Nato,
giuseppe cavo dragone foto di bacco (1)
E poi ha detto una cosa banale: senza gli americani non esiste né difesa né deterrenza, oggi. La Nato senza gli americani è come una famiglia senza il marito o la moglie - ha aggiunto - La deterrenza della Nato dipende principalmente dagli investimenti che gli Usa hanno fatto e continuano a fare, di una tale entità che hanno portato a un divario tecnologico e di numeri insormontabili. L'invasione dell'Ucraina ha risvegliato in noi la necessità di pensare alla Difesa. L'Europa ha capito che deve investire, costruendo una propria capacità all'interno della Nato".
L'AMMIRAGLIO CAVO DRAGONE: «NO ALL’ESERCITO EUROPEO, GLI USA SONO FONDAMENTALI»
Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”
«La Nato ha gli strumenti per rispondere alla crisi e ripensare sé stessa. Invece di parlare di esercito europeo, cerchiamo piuttosto nuovi modi di cooperazione militare tra Europa e Stati Uniti».
L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che da un anno presiede il Comitato militare dell’Alleanza Atlantica ed è stato capo di stato maggiore della Difesa italiano, offre risposte a quella che è stata descritta come la crisi più grave del sistema di difesa occidentale creato dopo la Seconda guerra mondiale.
Il nodo Groenlandia ha fatto esplodere tensioni latenti nella Nato. Il premier canadese Mark Carney sostiene che ormai gli Stati Uniti non si fanno più carico della difesa comune. Cosa fare?
«È nel dna della Nato riflettere sul proprio ruolo, lo facciamo da 76 anni, continuando ad adattarci ai cambiamenti. I valori della sicurezza collettiva, la difesa della libertà e della democrazia restano centrali».
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La priorità?
«Al cuore resta la minaccia russa, che è stata confermata dal 2022 e che guida la nostra strategia. Dobbiamo continuare a esercitare deterrenza. Ed è vero che gli Stati Uniti suonano la carica: hanno dato forti scossoni in nome di una necessità che io ritengo giusta, ovvero che i costi per la difesa collettiva vengano distribuiti in modo più equo. L’ultimo summit dell’Aia la scorsa estate è stato un successo in questo senso: l’Europa s’impegna a più alte spese militari, adesso vanno assunte maggiori responsabilità operative».
Si è temuta persino una guerra aperta tra Usa e Danimarca. Come l’avete valutata?
LA FOTO PUBBLICATA DA TRUMP SULLA GROENLANDIA
«Per nostra fortuna, proprio in quei giorni, il 21 e 22 gennaio, si è riunito il Comitato Militare della Nato. Abbiamo lasciato che il tema Stati Uniti, Groenlandia e Danimarca fosse negoziato a livello politico tra loro.
Posso assicurare che nessuno ha valutato potesse scoppiare un conflitto armato tra alleati. Noi ci siamo dunque focalizzati sull’Artico. Molto probabilmente vi incentiveremo le nostre attività: ci saranno spese per addestramenti in loco e per i necessari equipaggiamenti in climi rigidi».
Cina e Russia negano di avervi accresciuto le operazioni militari. Cosa rilevate?
vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse
«L’Artico sta diventando sempre più centrale: i cambiamenti climatici portano allo scioglimento dei ghiacci e all’apertura di nuove rotte commerciali, oltre a rendere accessibili zone ricche di minerali e risorse. I russi sicuramente non vanno in Artico solo per osservare foche e orsi: hanno riaperto basi chiuse da decenni e testato nuove armi».
Si può quantificare la presenza cinese?
«Non con precisione. Ci sono otto nazioni artiche, sette sono della Nato, l’ottava è la Russia e ora opera di concerto con la Cina, che si qualifica ormai come una nazione quasi artica».
Zelensky parla di esercito europeo e non è il solo. Però Mark Rutte esclude che l’Europa possa fare a meno dell’ombrello Usa. Dove siamo?
DONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJA
«Non sposo l’idea di esercito europeo, resto legato alla Nato assieme agli Usa. I militari americani rimangono fondamentali, potranno esserci in futuro dei riorientamenti parziali e ci adatteremo».
Ma Trump ha preso a schiaffi l’Europa…
«Sì, lo ha fatto, però in altri consessi lo stesso Trump ha ribadito la validità della Nato».
Come vede la guerra in Ucraina?
«Siamo quasi all’inizio del quinto anno dell’invasione russa con l’inverno più rigido degli ultimi decenni e gli ucraini proseguono nel darci grandi lezioni di coraggio e capacità di resistenza. La Russia avanza a passi minimi. Negli ultimi 20 mesi è progredita di meno di 50 chilometri, circa 75-100 metri al giorno. Dall’inizio della guerra si stima abbia subito un milione e 200 mila soldati tra morti, feriti e dispersi.
vladimir putin donald trump volodymyr zelensky
Noi valutiamo che negli ultimi 10 mesi il dato sia di 300.000 perdite, più o meno 650 soldati al giorno. È un prezzo che noi eserciti occidentali non potremmo mai pagare, lo può fare Putin perché loro hanno un rispetto per il valore della vita umana più basso.
Ormai è chiaro che Putin non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi strategici iniziali: mirava a prendere l’intera Ucraina e non ha neppure occupato tutto il Donbass. Si era illuso che la sconfitta della Nato in Afghanistan lo ponesse in vantaggio. Ma oggi la Nato è più forte e coesa di prima proprio grazie alla reazione contro l’invasione dell’Ucraina».
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Cosa si attende dai prossimi colloqui a Abu Dhabi?
«La speranza che si possa terminare questo orribile massacro c’è sempre. Ma onestamente vedo pochi passi avanti. Putin resta contrario al compromesso».


