salvini bergoglio

L’ARIA CHE TIRA IN VATICANO - IL SEGRETARIO DI STATO PIETRO PAROLIN E’ IMPEGNATO NEL DISGELO CON LA CINA E DEL "DOSSIER" ITALIA SE NE OCCUPA IL NUOVO UOMO FORTE, L'ARCIVESCOVO VENEZUELANO EDGAR PENA PARRA - OLTRETEVERE SI PENSA A COME GESTIRE IL TRIONFO DI SALVINI ALLE EUROPEE - A ZINGARETTI NON BASTERÀ IL RAPPORTO STORICO CON LA COMUNITÀ DI SANT'EGIDIO - QUANDO RENZI OTTENNE DA NUNZIO GALANTINO IL VIA LIBERA PER L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE SUI DIRITTI CIVILI...

Marco Antonellis per Dagospia

 

MONSIGNOR EDGAR PENA PARRA

L'elezione di Nicola Zingaretti a segretario del Partito democratico frantuma il filo che ha tenute legato per anni il Vaticano al Nazareno. Al principio fu Dario Franceschini il cattodem più amato, aiutato ad arrivare fino alla segreteria ma poi troppo debole per resistere a Bersani. Poi nella stagione renziana erano molti i prelati ad avere un filo diretto con Palazzo Chigi. Da Monsignor Vincenzo Paglia fino al segretario della Cei, Nunzio Galantino, da cui Renzi ottenne il via libera per far approvare addirittura la legge sui diritti civili, invisa a vasta parte del mondo cattolico che si radunò in piazza per protestate fino a riempire il Circo Massimo.

 

Nel libro che presenta in giro per l'Italia e anche nell'ultima intervista a Fabio Fazio, Renzi ha più volte citato il prezzo pagato in termini di elettorato cattolico disperso per via di quella forzatura, facendo capire però di aver operato avendo sponde. Ecco, quelle sponde lì con la segreteria Zingaretti rischiano di spezzarsi definitivamente. Non per niente è già stato allertato il conte Gentiloni: sarà lui l'ambasciatore Pd oltretevere.

parolin

 

C'è un rapporto forte e storico tra la comunità di Sant'Egidio e il governatore del Lazio, ma potrebbe non bastare. Non a caso il primo incontro "politico" del neosegretario dem è stato con Emma Bonino e in Vaticano ancora ricordano il concorso pubblico bandito dal "Zinga" per assumere medici al San Camillo con l'esclusione però dei medici cattolici obiettori di coscienza sull'aborto.

 

ZINGARETTI TRA DUE RAGAZZI DI COLORE

Così, con il Segretario di Stato Pietro Parolin sempre più impegnato sul fronte cinese per lo storico scongelamento dell'ultimo muro diplomatico che ancora rimane in piedi (i comunisti di Pechino diffidano e non poco di Papa Francesco, temuto per il suo carisma), sul dossier italiano è stata data una missione esplorativa al nuovo uomo forte, l'arcivescovo venezuelano Edgar Pena Parra. Il giovane prelato sudamericano, chiamato a 58 anni come nuovo sostituto della Segreteria di Stato, si è formato a Roma alla Pontificia accademia ecclesiastica nei primi Anni Novanta ed ha già curato dossier delicatissimi.

 

SALVINI VANGELO

Ora gli tocca l'Italia. La mission? Come gestire il probabile trionfo salviniano di fine maggio cercando di prevedere lo scenario futuro, comprese le possibili elezioni politiche anticipate (che anche oltretevere danno per altamente probabili tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo se Salvini non avesse voglia di accollarsi da solo la finanziaria lacrime e sangue che ci aspetta preferendo invece un governo tecnico di pochi mesi per mettere le mani in tasca agli italiani senza "sporcare" la Lega).

 

MAURIZIO LUPI

Il conflitto tra Salvini e questo Papa non è riducibile. Ma le diplomazie sono comunque al lavoro. L'obiettivo è comunque quello di evocare un impegno politico organizzato dei cattolici, che possano tornare ad essere in qualche modo rilevanti con un proprio soggetto autonomo, inevitabilmente sganciato dal centrosinistra a trazione zingarettiana, troppo spostato su posizioni radicali e pronto a imbarcare nuovamente persino i D'Alema. I soggetti in grado di muoversi vengono sondati con discrezione, dai vari spezzoni di Comunione e Liberazione a ciò che resta dell'Udc, ma nessuno sembra volersi caricare l'ingrata fatica. Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello vogliono restare fedeli a Forza Italia e sognano di costruire lì la nuova "gamba" del centrodestra fedele a Salvini.

 

Lorenzo Cesa

Ma in Vaticano i leghisti hanno fatto arrivare un solo messaggio chiaro: con Berlusconi mai più. E questo ingarbuglia non poco la situazione. Alla fine sulla scheda elettorale il 26 maggio, con Lorenzo Cesa leader Udc che ha già barattato la fine delle scudo crociato con un posto nelle liste berlusconiane nella circoscrizione insulare, a far da polo attrattivo per i cattolici ci sarà solo il Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, a cui in Vaticano stanno tentando di affiancare altri spezzoni di naufraghi della vecchia Balena Bianca, per avere il 26 maggio almeno un soggetto in campo da cui ripartire.

 

mario adinolfi

I calcoli sono stati fatti su carta intestata della Santa Sede: il 4 marzo i vari spezzoni di cattolicesimo politico organizzato (Noi con l'Italia, Popolo della Famiglia, Italia agli italiani, Civica Popolare, Insieme) hanno ottenuto sommati il 3.7% dei voti. Non è un patrimonio da buttare via, è una base di elettorato identitario da cui certamente si può partire.

 

Ad aver mantenuto però in piedi le strutture organizzative e la presenza sul territorio, battuto palmo a palmo per la raccolta firme per il reddito di maternità, è solo il Popolo della Famiglia. E così Adinolfi viene accompagnato città per città dai vescovi. Sabato sarà proprio nella Città dei Papi, a Viterbo, per presentare il reddito di maternità al fianco del vescovo della città.

 

Gualtiero Bassetti, presidente Cei

I tempi per la soluzione del rebus si fanno piuttosto serrati, visto che tra trenta giorni esatti al Viminale dovranno essere depositati i simboli dei partiti che concorreranno alle europee. La Cei vuole mantenersi neutrale e in questo Bassetti e Russo (presidente e segretario generale) sono più prudenti della Santa Sede che invece intende affrontare il dossier Italia presto e con piglio.

 

La Chiesa italiana sogna qualche forma di appeasement con la Lega che in Segreteria di Stato vaticana oggi appare difficilmente immaginabile. Ma le diplomazie comunque sono al lavoro e Salvini ha deciso di mettere nell'armadio il vestito da carnevale di enfant terrible, per mettere su i panni dell'uomo di governo affidabile, buono per i colli romani, dal Quirinale al Vaticano. Chissà però se il travestimento sarà credibile.

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”