L’ASSE (TELEFONICO) ROMA-BERLINO - CHRISTIAN WULFF, IL PRESIDENTE TEDESCO NEL CUORE DELLA MERKEL, RIVELA: “NAPOLITANO MI TELEFONÒ DI PERSONA PER INFORMARMI DELLA NOMINA DI MARIO MONTI A SENATORE A VITA” - FRA IL QUIRINALE E LA GERMANIA È UN IDILLIO: DOPO AVER OBBEDITO ALLA MERKEL E AVER ‘’DESTITUITO’’ CON SALVACONDOTTO POLITICO-ECONOMICO IL POMPETTA, RE GIORGIO SI INTRATTIENE COL PRESIDENTE CRUCCO TRAVOLTO DA SCANDALI…

Enzo Piergianni per "Libero"

DA METTERE IN TESTA AL PEZZO SU NAPOLITANO-WULFF - VIDEO: Napolitano mortificato sulla corruzione italiana di fronte ai tedeschi: http://www.youtube.com/watch?v=b3ub5o72Zww&feature=g-all-u&context=G219f36bFAAAAAAAAOAA

Il Quirinale non ha segreti per la Germania. Impelagato tra il pagamento della nuova casa e l'assedio della stampa che vuole vederci chiaro, Christian Wulff, il presidente tedesco,
magari non sarà proprio uno stinco di santo, ma almeno il merito di avere un rapporto speciale con i palazzi italiani del potere, i suoi connazionali devono riconoscerglielo. E quanto sia privilegiato il suo rapporto col Belpaese lo ha svelato inaspettatamente lui stesso ieri durante il volo da Berlino a Roma.

«Il presidente Napolitano mi telefonò di persona per informarmi immediatamente della nomina di Mario Monti a senatore a vita», si è vantato con i giornalisti tedeschi accreditati nella delegazione che lo accompagna nella visita di Stato: ieri a Roma, oggi a Milano, domani a Bari. Libero è venuto a conoscenza della rivelazione di Wulff dall'esterefatto corrispondente a Roma dell'autorevole Frankfurter Allgemeine Zeitung, Jorg Bremer, chiacchierando con lui dopo la conferenza stampa congiunta dei due presidenti nella tarda mattinata al Quirinale.

Una telefonata presidenziale per avvisare con urgenza il capo di Stato tedesco del conferimento del laticlavio a Mario Monti sicuramente non era un atto dovuto. Sembra piuttosto un eccesso di zelo, a meno che non fosse attesa con impazienza a Berlino. Quella conversazione tra i due presidenti che scavalcava i tradizionali canali diplomatici delle rispettive ambasciate, stando alla ricostruzione della circostanza, sarebbe avvenuta il 9 novembre.

A sentirne parlare adesso per la prima volta, dopo le tumultuose settimane dello spread a ruota libera, fa tornare alla mente un altro potente squillo italo-tedesco che scatenò un pandemonio quando venne scoperto da un'inchiesta del Wall Street Journal. Infatti, il 20 ottobre, quindi tre settimane prima della chiamata per la nomina di Monti, c'era già stato un vertice telefonico italo-tedesco non meno fuori dal comune tra la cancelliera Angela Merkel e il presidente Napolitano. Secondo i segugi del Wall Street Journal, Angela aveva alzato la cornetta per sollecitare il cambio della guardia a Palazzo Chigi. Come poi, in effetti, avvenne con l'avvento del Professore al posto del Cavaliere.

Adesso, da parte di Wulff non è stato un capolavoro politico spifferare, due ore prima di mettere piede al Quirinale, quella telefonata riservata con l'inquilino del Colle. Se ne dicono già abbastanza sulle ingerenze della Germania in casa altrui. «Pazzesco, ma forse voleva solo sottolineare la sua amicizia con Napolitano», è la spiegazione che si è dato il giornalista della Frankfurter Allgemeine Zeitung. Il sodalizio tra i due presidenti non è fatto solo di telefonate.

Ieri hanno avuto il quarto incontro bilaterale da quando, nel giugno 2010, Angela Merkel ha fatto eleggere il governatore democristiano della Bassa Sassonia al vertice dello Stato. Napolitano è stato invitato a ricambiare la visita di Wulff con un viaggio in Germania prima della fine del suo mandato. «Ringrazio il presidente per la sua visita che è una prova di fiducia nell'Italia», ha detto Napolitano chiudendo la conferenza stampa.

Wulff finora si era fatto notare per la sua dichiarata ostilità agli eurobond, ma sembra essersi un po' ammorbidito. Al Quirinale, davanti ai cronisti, ha riconosciuto che la politica del rigore non può essere disgiunta da obiettivi di crescita: «Nessuno deve nutrire dubbi sulla volontà della Germania di essere solidale con l'Italia e con l'Europa nel suo insieme».

Evidentemente, le fiamme di Atene sono un brutto segnale anche per i tedeschi. A pochi giorni dal verdetto internazionale dell'Aja che ha negato all'Italia indennizzi per le vittime dell'occupazione tedesca durante la guerra, Wulff ha sottolineato che si tratta di «una sentenza giuridica, non politica» lasciando intendere che la Germania non ritiene chiuso il capitolo morale dei risarcimenti.

 

GIORGIO NAPOLITANO MERKELmonti merkel CHRISTIAN WULFF E GIORGIO NAPOLITANOChristian Wulff

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