brexit

''ECONOMIST'' IN CULO ALLA BREXIT - ''L'IMPENSABILE È DIVENTATO IRREVERSIBILE. ORA L'UNICA STRADA È DIVENTARE COME LA NORVEGIA. MA ATTENTI: QUEL PAESE PER ACCEDERE AL MERCATO UNICO DEVE GARANTIRE L'INGRESSO DEI LAVORATORI EUROPEI. QUINDI SULL'IMMIGRAZIONE NON CAMBIEREBBE NIENTE''

Il commento di ''The Economist'', tradotto e ri-pubblicato da www.internazionale.it

 

la campagna da 350 milioni a settimana all europala campagna da 350 milioni a settimana all europa

L’impensabile è diventato irreversibile. Solo un anno fa pochissime persone avrebbero immaginato che schiere di cittadini britannici che amano lamentarsi dell’Unione europea – le sue ridicole norme, i suoi budget gonfiati e i suoi pomposi burocrati – avrebbero effettivamente votato per lasciare il club dei paesi che acquistano quasi la metà dei beni esportati del Regno Unito.

 

Eppure, dalle prime ore del 24 giugno, era chiaro che gli elettori avevano ignorato gli avvertimenti di economisti, alleati e governo e che, dopo più di quattro decenni nell’Ue, erano pronti a fare un salto nell’ignoto.

 

Il crollo della sterlina al valore minimo degli ultimi trent’anni ha offerto un assaggio di quello che verrà. Il calo della fiducia potrebbe gettare il Regno Unito in recessione. Un’economia meno dinamica in modo permanente significa meno posti di lavoro, entrate fiscali più basse e, alla fine, maggiore austerità. Il risultato del referendum farà vacillare la già fragile economia mondiale.

 

Dannosa incertezza

 

la regina elisabetta riassume il brexitla regina elisabetta riassume il brexit

Gli scozzesi, che in gran parte hanno votato per restare nell’Ue, potrebbero adesso nuovamente desiderare di staccarsi dal Regno Unito, come hanno quasi fatto nel 2014. Dall’altra parte della Manica, euroscettici come il Fronte nazionale francese vedranno l’uscita britannica come un incoraggiamento. L’Ue, un’istituzione che ha contribuito a mantenere la pace in Europa per mezzo secolo, ha subìto un colpo grave.

 

Gestire le conseguenze del voto, che ha visto il paese spaccato per età, classe e geografia, richiederà abilità politica nel breve periodo; a lungo termine potrebbe comportare una ridefinizione delle linee di divisione politica tradizionali e anche dei confini interni al paese. Ci sarà un lungo periodo di dannosa incertezza. Nessuno sa quando il Regno Unito lascerà l’Ue o in quali termini. Ma tra il giubilo dei sostenitori dell’uscita e le recriminazioni dei fautori dell’Unione, due domande s’impongono: cosa significa il voto per il Regno Unito e per l’Europa? E che cosa succede adesso?

 

BREXITBREXIT

Il voto per lasciare l’Ue equivale a uno sfogo di rabbia contro “l’establishment”. Tutti, da Barack Obama ai capi della Nato e del Fondo monetario internazionale, hanno esortato i britannici a scegliere l’Ue. I loro inviti sono stati ignorati dagli elettori che hanno respinto non solo i loro argomenti, ma il valore degli “esperti” in generale. Larghi settori dell’elettorato, quelli maggiormente colpiti dai tagli alla spesa pubblica e che non hanno avuto accesso al benessere del paese, sono ormai in preda a un populismo rabbioso.

 

I britannici hanno espresso molte ragioni per il loro desiderio di rompere con l’Ue, dal deficit di democrazia a Bruxelles alla debolezza delle economie della zona euro. Ma la questione centrale sembra essere stata la libera circolazione delle persone. Poiché il numero di nuovi arrivi nel paese è aumentato, l’immigrazione è salita in cima alla lista delle preoccupazioni.

 

FOOTBALL BREXIT FOOTBALL BREXIT

Di conseguenza, i leader della campagna per l’uscita hanno promesso ai loro sostenitori sia un’economia fiorente sia il controllo dell’immigrazione. Ma i britannici non possono ottenere questo risultato solo votando per la Brexit. Se vogliono accedere al mercato unico dell’Ue e beneficiare della ricchezza che comporta, dovranno anche accettare la libera circolazione delle persone. Se invece il Regno Unito la rifiuta, dovrà pagare il prezzo di essere escluso dal mercato unico. Il paese deve scegliere tra frenare l’immigrazione e massimizzare la ricchezza.

 

brexit  6brexit 6

Secondo noi, il nuovo primo ministro dovrebbe optare per un accordo come quello della Norvegia, che dà pieno accesso al mercato unico più grande del mondo, ma mantiene il principio della libera circolazione delle persone. In questo modo si potrebbe massimizzare la ricchezza. Il presunto costo – l’immigrazione – è in realtà un beneficio, come hanno riconosciuto gli stessi sostenitori dell’uscita.

 

I migranti europei contribuiscono attivamente alle finanze pubbliche, e quindi pagano in modo più che sufficiente per il loro uso dei servizi sanitari ed educativi. Senza migranti provenienti dall’Ue, scuole, ospedali e settori economici come l’agricoltura e l’edilizia sarebbe a corto di manodopera.

 

brexit  5brexit 5

Il compito più difficile sarà dire ai britannici che hanno votato per lasciare l’Ue che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Il nuovo primo ministro dovrà affrontare le accuse di tradimento, per la semplice ragione che dovrà tradire una delle promesse, che si tratti dell’immigrazione o dell’economia. È per questo che gli elettori dovranno confermare qualsiasi futuro accordo, preferibilmente in una elezione generale piuttosto che in un altro referendum. Questo potrebbe essere più facile di quanto non sembri oggi. Nell’attesa di confermare l’accordo, l’economia soffrirà e l’immigrazione calerà da sola.

 

DAVID CAMERONDAVID CAMERON

La Brexit è anche un duro colpo per l’Ue. I burocrati di Bruxelles hanno perso il contatto con i cittadini comuni, e non solo nel Regno Unito. Una recente indagine del Pew research center ha rivelato che in Francia, uno dei paesi fondatori dell’Unione e suo acceso sostenitore, solo il 38 per cento delle persone continua ad avere una posizione favorevole verso l’Ue, una percentuale di sei punti inferiore a quella del Regno Unito. In nessuno dei paesi esaminati dall’indagine si è registrato molto sostegno per le istituzioni di Bruxelles.

david cameron fulminato dalla mogliedavid cameron fulminato dalla moglie

 

Ogni paese avverte questo risentimento a modo suo. In Italia e in Grecia, dove le economie sono deboli, la rabbia è rivolta contro l’austerità imposta dalla Germania. In Francia, l’Unione europea è accusata di essere “ultraliberista” (mentre i britannici la condannano per l’eccesso di regole). In Europa orientale, i nazionalisti tradizionali criticano l’Unione per l’imposizione di valori come il matrimonio gay.

nicola sturgeon trionfanicola sturgeon trionfa

 

L’Ue deve sicuramente affrontare la rabbia popolare, ma il rimedio di fondo consiste nel dare un forte impulso alla crescita. Promuovere il mercato unico in settori come i servizi digitali e i mercati finanziari, per esempio, creerebbe posti di lavoro e ricchezza. La zona euro ha bisogno di basi forti, a partire da una vera e propria unione bancaria.

 

nicola sturgeon dopo il restylingnicola sturgeon dopo il restyling

The Economist vede molti svantaggi in questo voto e il rischio che il Regno Unito diventi più chiuso, più isolato e meno dinamico. Sarebbe un male per tutti se il paese si trasformasse nella Piccola Inghilterra e, ancora peggio, se questo portasse a una Piccola Europa. I leader della campagna per l’uscita rispondono a questi timori promettendo di far fiorire un’economia del ventunesimo secolo vibrante e aperta verso l’esterno. Dubitiamo che con la Brexit si raggiungerà questo obiettivo, ma nulla ci renderebbe più felici che l’essere smentiti.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…