L’INSULTO È UN SEGNALE DI DEBOLEZZA – GIAMPIERO MASSOLO: “IL VERO MOTIVO DELLE IGNOBILI OFFESE DEL RUSSO SOLOVYEV A MATTARELLA E MELONI È LA DELUSIONE PER UN INVESTIMENTO CHE NON HA PAGATO: LA SCOMMESSA DI UN’ITALIA CONTROLLABILE, ANELLO DEBOLE DELL’OCCIDENTE. IL FALLIMENTO DELLA GEOPOLITICA DELL’INFLUENZA. CI SAREBBE QUASI DA RALLEGRARSI” – “E POI TRUMP. QUI ENTRA IN GIOCO L’APOTEOSI DELLA MINACCIA DELLA FORZA, MISTA ALLO STUPORE CHE AD ESSA NON CORRISPONDA L’IMMEDIATA RESA DELLA CONTROPARTE IRANIANA. SGRAMMATICATURE AMERICANE, CERTO. MA...”
Estratto dell’articolo di Giampiero Massolo per il “Corriere della Sera”
Parole scagliate come pietre. Apparentemente a caso. [...] Ma sottovalutare il peso geopolitico delle invettive sarebbe fuorviante. Denotano di volta in volta disappunto, supponenza, delusione, chi le lancia è raramente privo di obiettivi.
Due casi clamorosi. Le ignobili offese russe al Presidente Mattarella e a Giorgia Meloni e le minacce di Trump di cancellare la civiltà iraniana [...] e [...] punire gli europei per eccesso di ignavia. A prescindere dalla loro volgarità, le contumelie del commentatore filo-putiniano Solovyev trasudano dispetto e frustrazione. Come quelle della portavoce del Ministero degli Esteri Zakharova, dunque del governo russo.
Sono provocate certo dal nostro sostegno all’Ucraina, dalla riluttanza all’ipotesi di riaprire le forniture di gas russo, dall’appoggio alla nuova tornata di sanzioni.
Ma il vero motivo — ed ecco la geopolitica che ritorna — è la delusione russa per un investimento che non ha pagato: la scommessa di un’Italia controllabile, anello debole dell’Occidente. Il fallimento della geopolitica dell’influenza. Ci sarebbe quasi da rallegrarsi per gli insulti, se non fosse che siamo talvolta noi stessi ad alimentare le illusioni altrui con qualche giro di valzer. Più consapevolezza aiuterebbe.
E poi Trump. Qui entra in gioco l’apoteosi della minaccia della forza, mista allo stupore che ad essa non corrisponda l’immediata resa della controparte iraniana. L’escalation verbale per evitare di far seguire i fatti (densi di rischi) alle parole. Inconcepibile per lui che non si ceda al più forte. In fondo, è la stessa logica applicata agli alleati europei: codardi da sanzionare, con sprezzo e ignoranza dei loro vincoli costituzionali e di bilancio.
Sgrammaticature americane, certo. Ma è ancora la geopolitica a riproporsi. Il richiamo alla realtà. Davvero gli ayatollah credono di poter conservare a lungo il loro potere mentre l’Iran rischia la distruzione? E gli europei per quanto tempo ancora pensano di potersi estraniare da un conflitto che coinvolge la loro stabilità economica, energetica e sociale? La geopolitica ha le sue regole. Talvolta, fermarsi alle parole può far perdere il senso delle cose.




