LES PUTAINS DE LA RÉPUBLIQUE – L’IPOCRISIA DELLA NUOVA LEGGE FRANCESE SULLA PROSTITUZIONE: PUNISCE I CLIENTI, NON LE LUCCIOLE (COME LEGALIZZARE IL NARCOTRAFFICO E PUNIRE CHI FA USO DI DROGA)

John Lichfield per "The Independent" - pubblicato da "Il Fatto quotidiano"

C'è stato un tempo nel quale a Rue Saint Denis, nel centro di Parigi, di notte le donne erano appoggiate al muro spalla contro spalla. Oggi a Rue Saint Denis abbondano i sex shop, i negozi di cellulari e i magazzini per la vendita all'ingrosso di prodotti alimentari. Erano per lo più francesi, di mezza età o anche più anziane, modestamente vestite o vestite a mala pena secondo uno stile che aveva tutta l'aria di una divisa.

Fino ad una decina di anni fa quando la mattina accompagnavo i miei figli a scuola passavamo dinanzi ad una signora sulla cinquantina o sessantina che in minigonna batteva il marciapiedi nei pressi dell'Arco di Trionfo. I miei figli l'avevano ribattezzata "Madame leopardata".

Da un pezzo non c'è più. Ci ha pensato nel 2003 l'allora ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy facendo approvare una legge severissima sull'adescamento anche "passivo". Era considerato reato persino "sembrare" una prostituta in pubblico. Le conseguenze di quella legge furono aberranti. Le prostitute si videro costrette a vestirsi come le altre donne la qual cosa comportò che anche le signore per bene se stavano ferme per strada in certi quartieri di Parigi venivano avvicinate e fatte oggetto di proposte imbarazzanti.

Un'altra conseguenza indesiderata fu quella di spingere le prostitute ai margini della società e spesso nell'illegalità inducendo la maggior parte delle prostitute francesi a cambiare mestiere. Oggi secondo le stime ci sarebbero in Francia circa 40.000 prostitute, l'80% delle quali straniere (o stranieri) spesso sotto il controllo di bande criminali dell'est europeo, della Cina o dell'Africa. In questi giorni si sta tentando di cancellare dal-l'ordinamento la legge Sarkozy.

Un disegno di legge all'esame dell'Assemblea Nazionale dovrebbe depenalizzare l'adescamento e la Francia diventerebbe il secondo paese, dopo la Svezia, a punire il cliente e non la prostituta. Qualora la legge fosse approvata al cliente verrebbe comminata una multa di 1500 euro per la prima infrazione elevabili a 3000 in caso di recidiva. Inoltre dovrebbe seguire corsi di rieducazione sessuale. La legge prevede anche una serie di interventi per aiutare le prostitute a rifarsi una vita e a restare legalmente in Francia.

Il disegno di legge, per quanto controverso, dovrebbe essere approvato dall'Assemblea Nazionale la prossima settimana, ma potrebbe terminare la sua corsa al Senato con la tacita approvazione del governo. Sarebbe la pasticciata e ipocrita conclusione di una serie di tentativi di disciplinare la prostituzione che vanno avanti da 67 anni.

L'ipocrisia sociale e istituzionale non è una prerogativa solamente francese. La legge attualmente in vigore stabilisce che la prostituzione è illegale in linea di principio, ma anche che non è illegale fare la prostituta. È illegale gestire un bordello, sfruttare la prostituzione e adescare i clienti in luoghi pubblici. Non è illegale invece vendere il proprio corpo o comprare quello altrui.

Il film di Bunuel del 1967, "Bella di giorno", nel quale l'annoiata mogliettina borghese Catherine Deneuve lavora in una casa d'appuntamenti di lusso alcune ore, è fuorviante. Il romanzo di Joseph Kessel, da cui il film era tratto, era ambientato negli anni '20. I critici del disegno di legge in discussione - tra cui associazioni di prostitute e celebrità con, in prima fila, la stessa Catherine Deneuve - sostengono che la proposta di legge aggiunge ipocrisia a ipocrisia. Da un lato si consente l'adescamento, dall'altro chi cede alle lusinghe dell'adescatrice viene multato. Sarebbe come legalizzare il narcotraffico e continuare a punire chi fa uso di droga.

I sostenitori del disegno di legge - gruppi di femministe e organizzazioni di ex prostitute - sono del parere che la nuova legge renderebbe il quadro legislativo più coerente. Infatti nel 1960, ratificando la Convenzione delle Nazioni Unite del 1949, la Francia ha ufficialmente riconosciuto che la prostituzione è una forma di schiavitù e di violenza. La legislazione attuale criminalizza prostitute e sfruttatori. La nuova legge, molto più correttamente, considera le prostitute vittime e i clienti responsabili di crimini a sfondo sessuale.

Le tradizionali argomentazioni - siano esse a favore della tolleranza, dell'abolizione o della proibizione - debbono fare i conti con una realtà nuova e inquietante: in Europa la prostituzione, legale o meno, è in mano alla criminalità internazionale. La nuova legge scoraggerebbe il traffico di donne. La Germania ha fatto la scelta opposta nel 2002 legalizzando la prostituzione. Le prostitute da 100.000 che erano sono diventate 400.000, quasi tutte straniere e la maggior parte costrette a prostituirsi.

Per una volta le organizzazioni delle prostitute e la polizia la pensano allo stesso modo: punire i clienti spingerebbe il mestiere più antico del mondo ancora più nell'illegalità e nella criminalità rendendo ancor più arduo il compito di perseguire le reti internazionali che nella sola Europa guadagnano con la prostituzione 2 miliardi di euro l'anno.

Traduzione di Carlo Antonio Biscotto

 

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