L'IPOTESI DI ADDIO ANTICIPATO DI CHRISTINE LAGARDE ALLA BCE APRE IL GRAN VALZER DELLE EURO-NOMINE! - DOPO CHE LA PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRA EUROPEA HA AMMESSO DI STAR PENSANDO DI LASCIARE IL SUO INCARICO PER CANDIDARSI ALLE ELEZIONI PRESIDENZIALI IN FRANCIA, È INIZIATO IL TOTO NOMI PER IL SUO SOSTITUTO: CIRCOLA IL NOME DI KLAAS KNOT, EX GOVERNATORE DELLA BANCA CENTRALE OLANDESE (SAREBBE ANDATO DA GIORGIA MELONI PER INCASSARE IL VIA LIBERA ALLA SUA NOMINA). UN ALTRO CANDIDATO POSSIBILE È IL PRESIDENTE DELLA BRI, LO SPAGNOLO PABLO HERNÁNDEZ DE COS - IN TEORIA, LA PRESIDENZA TOCCHEREBBE A UN TEDESCO. MA UNA TEDESCA AI VERTICI DELLE ISTITUZIONI EUROPEE C'È GIÀ: URSULA VON DER LEYEN - UN ALTRO CONNAZIONALE ALLA BCE SAREBBE TROPPO. A MENO CHE...
Estratto dell’articolo di Anais Ginori, Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”
CHRISTINE LAGARDE A CHE TEMPO CHE FA.
A Sintra erano ricominciate a circolare voci, raccolte da Repubblica, su una possibile uscita di scena prematura di Christine Lagarde. Un anno fa la presidente della Bce aveva smentito vigorosamente quest'ipotesi. Quando dal Forum economico mondiale (Wef) di Davos erano rimbalzate sul Financial Times indiscrezioni che la davano dimissionaria con sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza dell'autunno del 2027, Lagarde aveva detto che avrebbe portato a termine il suo mandato, aveva negato di ambire a prendere il posto del fondatore del Wef, Klaus Schwab. Ma al consueto simposio portoghese della Bce, nei giorni scorsi, quelle voci sono tornate prepotentemente a circolare.
EMMANUEL MACRON E CHRISTINE LAGARDE AL FORUM DI DAVOS – FOTO LAPRESSE
Mercoledì, in un'intervista al quotidiano francese Les Echos, la presidente ha ammesso per la prima volta che la sua uscita anticipata è uno scenario possibile. Al giornalista che le chiedeva se potrebbe lasciare prima per impegnarsi nella campagna elettorale francese - che a giudicare dai sondaggi sarà in salita per i partiti centristi ed europeisti - Lagarde ha risposto: «È possibile. Sono convinta che nel dibattito sulle elezioni presidenziali francesi ci sarà bisogno di una voce europea».
La logica è anche quella, proprio in vista di un Eliseo che potrebbe essere conquistato dalla destra di Bardella, di piazzare un francese ai vertici della Bce prima della dipartita della parigina Lagarde. Dalla fondazione della banca centrale europea non c'è mai stato un comitato esecutivo senza un esponente francese, tedesco o italiano.
E l'attuale presidente francese Emmanuel Macron vorrebbe nominare la prossima connazionale nel board prima che all'Eliseo arrivino gli euroscettici di Rassemblement national e Lagarde lasci a ottobre. La scelta potrebbe ricadere sull'attuale vice della Banque de France, Agnès Bénassy-Quéré.
A febbraio Macron aveva deciso già di "blindare" la Banque de France con una mossa a sorpresa. L'allora governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau, aveva annunciato le sue dimissioni anticipate rispetto alla scadenza del suo mandato a fine 2027. [...]
Sulla successione a Lagarde, intanto, continua a circolare il nome di Klaas Knot, ex governatore della Banca centrale olandese: sarebbe andato persino da Giorgia Meloni per incassare il via libera alla sua nomina. Un altro candidato possibile è il presidente della Bri, lo spagnolo Pablo Hernández de Cos.
In teoria, la presidenza toccherebbe a un tedesco, nell'eterno derby tra Paesi del Nord e del Sud che ha sempre caratterizzato il totonomine per la presidenza. Ma una tedesca ai vertici delle istituzioni europee c'è già: Ursula von der Leyen - un altro connazionale alla Bce sarebbe troppo. A meno che - ma è un'ipotesi remota - la presidente della Commissione europea venga eletta a gennaio presidente della Repubblica, quando scadrà Frank-Walter Steinmeier. [...]
ursula von der leyen mark carney g7 evian, francia foto lapresse
ursula von der leyen mario draghi
pablo hernandez de cos francois villeroy de galhau andrea ceccherini ignazio visco klaas knot
Klaas Knot
CHRISTINE LAGARDE E DONALD TRUMP

