soldi truffa

CON I FONDI...ABBIAMO TOCCATO IL FONDO – MANCO A DIRLO, L’ITALIA HA IL RECORD EUROPEO DI TRUFFE E RAGGIRI LEGATI AI FONDI DI COESIONE, FINANZIAMENTI COMUNITARI E NAZIONALI DESTINATI ALLE REGIONI MENO SVILUPPATE - SECONDO LA PROCURA EUROPEA, SOLO NEL 2024 BEN 458 NUOVE INCHIESTE, QUASI UN QUINTO DI TUTTE QUELLE APERTE, HANNO INTERESSATO IL NOSTRO PAESE CON UN DANNO STIMATO IN CIRCA 3,5 MILIARDI DI EURO. DENARI CHE FINISCONO PER FINANZIARE LE SAGRE DELLA PATATA, DELLA CASTAGNA, DELLA ZAMPOGNA E DEL CACIOCAVALLO PODOLICO - I TANTI SOLDI NON SPESI DIVENTANO UN TESORETTO UTILIZZATO DALLE REGIONI PER FINANZIARE DI TUTTO, PURE I PROGRAMMI TV…

Estratto dell’articolo di Paolo Baroni per “la Stampa”  

 

caciocavallo

La sagra della patata, quella della castagna, del cinghiale, del prosciutto e poi dei funghi, la festa del caciocavallo podolico, la sagra dello scazzatiello e la rassegna della zampogna, sino ad arrivare alla festa del fagiolo quarantino e della patata di Volturara Irpina, provincia di Avellino che per l'acquisto di beni e servizi mette in conto oltre 153.000 euro di spesa.

 

Altre sagre hanno richieste più basse, alcune anche di poche migliaia di euro, ma intanto il conto si ingrossa. Con la scusa della promozione turistica le Regioni italiane, quelle del Nord come quelle del Sud, finiscono col finanziare anche programmi tv, mentre è un dato assodato che molto spesso le risorse del Fondo sociale europeo destinate alla formazione sfociano in truffe belle e buone. Corsi fantasma, ruberie, insomma.

 

funghi secchi 2

Secondo la Procura europea (Eppo), solo per restare al 2024 ben 458 nuove inchieste, quasi un quinto di tutte quelle aperte dalla Procura europea, hanno interessato il nostro Paese con un danno stimato in circa 3,5 miliardi di euro.

 

Quando si parla di fondi di coesione, risorse che mettono assieme finanziamenti comunitari e finanziamenti nazionali, a favore innanzitutto delle regioni meno sviluppate del Sud e di quelle «in transizione» del Centro con una quota minore assegnata anche alle altre regioni più sviluppate, sono due i problemi che emergono: il primo è quello dell'estrema polverizzazione dei progetti gestiti dalle tante amministrazioni locali che, spesso in assenza di altri fondi, si aggrappano alle risorse messe a disposizione alla Ue; e l'altro, in parte collegato al primo è il ritardo di fatto cronico con cui l'Italia riesce a spendere questi fondi.

 

castagne

E per questa ragione, visto che il tesoretto è lì, spesso inutilizzato per mesi, se non per anni, i fondi di coesione vengono utilizzati come un bancomat, copyright delle Regioni che in questi giorni protestano per l'ennesimo scippo che si profila.

 

«Quella dei fondi di coesione - spiega il direttore della Svimez Luca Bianchi - è una politica importante perché in questi anni ha consentito di compensare la carenza di fondi nazionali soprattutto verso il Sud. Ma presenta anche dei problemi, soprattutto in termini di capacità di spesa, perché fatichiamo a spendere questi fondi. Gli obiettivi sono spesso troppo generici, poco mirati e questo aumenta il rischio di disperdere i fondi o comunque di distoglierli. C'è un po' di tutto dentro e forse c'è troppo».

 

Solo per restare al bilancio di lungo termine della Ue riferito al 2021-2027 l'Italia nel complesso ha a disposizione ben 73,93 miliardi di euro ripartiti in 4 differenti fondi.

 

ZAMPOGNA

In tutto sono 62 i programmi finanziati: 11 sono gestiti al livello nazionale, 38 fanno capo alle Regioni e 10 sono classificati «interregionali». Stando al monitoraggio della Ragioneria dello Stato aggiornato al 28 febbraio, su 73,93 miliardi totali sono appena 28,2 quelli che risultano «impegnati», mentre i pagamenti si fermano a quota 10,91 miliardi di euro.

 

In termini di impegni l'avanzamento complessivo è arrivato al 38,1% mentre se si guardano i soli pagamenti si scende al 14,76%. Il Jft, come le aree a cui sarebbe destinati questi fondi (Taranto ed il Sulcis), è fermo ad un misero 2,11% dei pagamenti, il Fers è al 12,99%, il Feampa al 16,08 ed il Fondo sociale europeo al 17,99%.

 

BOLLETTE LUCE

Non sorprende quindi più di tanto anche negli ultimi tempi, non senza polemiche da parte delle opposizioni, si sia attinto ai fondi di coesione ad esempio per finanziare il Ponte sullo Stretto, ipotizzando di togliere 3,8 miliardi a Calabria e Sicilia, o per finanziare la Difesa con 248 milioni sottratti a Sicilia (199 milioni), Calabria (14,8), Basilicata (13,7), Abruzzo (11,2), Lombardia (7,5) e Molise (1,9).

 

Adesso si pensa di attingere a questo tesoretto per far fronte al caro energia, «ma così si snatura completamente uno strumento pensato per ridurre le diseguaglianze strutturali, non certo per fare interventi di tipo congiunturale», segnala Bianchi. «Adesso - aggiunge - non bisogna aver paura di una profonda riforma della coesione, ed in questo senso occorre prendere esempio dal Pnrr che al Sud ha avuto risultati migliori di altre politiche ed essere attenti ai risultati, passando da un sistema incentrato sui rimborsi che arrivano a fronte di una certificazione di spesa a rimborsi legati al conseguimento di precisi risultati prefissati».

BOLLETTE LUCE

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”