NON DITE A SALVINI CHE L’ITALIA USERÀ 10 MILIARDI DI FONDI “SAFE”, IL PROGRAMMA CHE GARANTISCE PRESTITI COMUNI A LIVELLO UE PER SPESE NELLA DIFESA. BRUXELLES PROMUOVE IL CAMBIO DI ROTTA DEL GOVERNO: MA COME LA PRENDERA’ IL FILOPUTINIANO SALVINI CHE SI ERA DETTO CONTRARIO AI FONDI UE PER NUOVI ARMAMENTI? IL TEMA AGITAVA I RAPPORTI TRA ROMA E BRUXELLES DALLO SCORSO MAGGIO, QUANDO LA PREMIER GIORGIA MELONI AVEVA LEGATO L'ADESIONE ALLA RICHIESTA ITALIANA DI FLESSIBILITÀ PER LE SPESE SULL'ENERGIA…
Simone Martuscelli per “La Stampa” - Estratti
Una sforbiciata meno netta del previsto. L'Italia utilizzerà «una larga maggioranza» dei 14,9 miliardi complessivi destinati a Roma all'interno del programma Safe, che garantisce prestiti comuni a livello Ue per spese nella difesa.
A quanto si apprende, la cifra comunicata dal governo italiano dovrebbe assestarsi tra gli otto e i dieci miliardi. Un importo superiore rispetto alle ipotesi iniziali e che è stato accolto con un evidente cambio di tono – in senso positivo – dalla Commissione europea.
«La situazione sta andando nella giusta direzione», ha dichiarato ieri un portavoce dell'esecutivo europeo, aggiungendo che l'Italia «ha un'industria militare estremamente competente e svolge un ruolo cruciale per l'Ue nel suo complesso».
Per la Commissione, «l'Italia è pienamente a bordo e nessun finanziamento andrà sprecato». Il governo italiano ha infatti fornito rassicurazioni non solo sull'importo, ma anche sulle tempistiche: la cifra definitiva verrà comunicata «in tempo utile», così da poter riassegnare le somme residue ad altri Stati membri.
L'unica vera scadenza legale, infatti, è l'obbligo per l'esecutivo Ue di redistribuire le somme non utilizzate entro la fine dell'anno. Motivo per cui, quando a luglio il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva parlato di una decisione definitiva entro l'anno, la reazione a Bruxelles era stata decisamente infastidita:
«Non c'è tempo da perdere», era stato il messaggio proveniente dall'Ue. Ora invece arriva una distensione su un tema che agitava i rapporti tra Roma e Bruxelles dallo scorso maggio, quando la premier Giorgia Meloni aveva legato l'adesione alla richiesta italiana di flessibilità per le spese sull'energia, senza la quale sarebbe stato «molto difficile spiegare all'opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe», visto il limitato spazio fiscale a disposizione.
Durante l'estate tra Bruxelles e le autorità italiane ci sono stati scambi definiti «positivi» da palazzo Berlaymont, con il contatto decisivo che è avvenuto al termine della scorsa settimana.
Ora Roma dovrà rifinire l'elenco dei progetti che vuole finanziare attraverso il programma per poi restituirlo a Bruxelles e procedere con la firma del contratto di prestito: dall'esecutivo europeo l'aspettativa è che il tutto possa essere completato entro la fine di settembre, in modo tale da procedere alla redistribuzione degli "avanzi" con un secondo round di Safe a partire da ottobre.
Il programma Safe vale complessivamente 150 miliardi di euro, coinvolge 19 Paesi e all'Italia spetta la quinta fetta più grande dopo Polonia (a cui è destinato quasi un terzo del programma, con 43,7 miliardi), Romania, Ungheria e Francia.
La Commissione raccoglie fondi sui mercati a nome dell'Ue e li presta agli Stati a tassi più bassi di quelli che otterrebbero da soli: un «interesse vantaggioso rispetto a un titolo di Stato», anche se dalla struttura differente, come ha ricordato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Le forniture ammesse si dividono in due categorie: da un lato munizioni, artiglieria, piccoli droni, cyber e mobilità militare, dall'altro i sistemi più complessi come difesa aerea, capacità navali, assetti spaziali e guerra elettronica. I contratti devono anche garantire che non oltre il 35% del costo dei componenti provenga da fuori Ue, Paesi See-Efta o Ucraina. A oggi sono 13 gli Stati Ue che hanno firmato il proprio contratto di prestito, mentre 4 sono in procinto di farlo. Oltre all'Italia, anche l'Ungheria deve ancora definire i dettagli della propria partecipazione.
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