di maio foa

MAI DIRE RAI – I GRILLINI FANNO IL GIOCO DELLE VERGINELLE: OK A MARCELLO FOA COME PRESIDENTE RAI, MA SENZA UN ACCORDO ESPLICITO CON FORZA ITALIA E SENZA GARANZIE DI ALCUN TIPO PER BERLUSCONI – MA IN MOLTI SCOMMETTONO CHE ALLA FINE FOA CE LA FARÀ. DOMANI GLI AZZURRI POTREBBERO ASTENERSI IN VIGILANZA E CONSENTIRE AI CONSIGLIERI RAI DI RIPRESENTARLO. A QUEL PUNTO…

Mario Ajello per “il Messaggero”

 

MARCELLO FOA

E' impazzita la maionese o, come lo chiama qualcuno dentro e fuori da Viale Mazzini, è il «gioco delle verginelle»? Le verginelle sarebbero i 5Stelle che vorrebbero che Marcello Foa passasse come presidente della Rai, ma senza un accordo esplicito con Forza Italia e senza garanzie di alcun tipo per Berlusconi.

 

Perciò di fronte alla trattativa cominciata nella cena di Arcore tra Salvini e il Cavaliere, che a dispetto di certi ottimismi non si è conclusa affatto («Adesso vedremo se il centrodestra troverà la quadra su tante questioni», dice uno dei partecipanti, Giorgetti, quello a cui si è rivolto la Meloni per dire: «Non potete escludermi»), Di Maio convoca i suoi a Palazzo Chigi, e da quella che ormai è una war room contro lo strapotere leghista parte il grido della purezza per rassicurare la pancia grillina: «Berlusconi non metterà mai le mani sulla Rai!».

berlusconi

 

E ancora, per evitare che M5S tendenza Fico spari a pallettoni, mentre Dibba l' invettivista è sempre stato allineato e coperto su Di Maio dalla parte di Foa: «Basta perdite di tempo - è lo sfogo del vicepremier M5S ormai impegnato a minare le strategie di Salvini - e se salta Foa ce ne faremo una ragione». Le verginelle riusciranno nell' intento di apparire tali agli occhi del proprio popolo che considera Berlusconi il Male Assoluto?

SALVINI DI MAIO

 

Molti scommettono che alla fine Foa ce la farà. Lui mantiene la sua tranquillità, come sempre in tutte questa lunga buriana politica che personalmente sembra non riguardarlo. E il suo assillo - come dice agli amici - è che la Rai superi questa fase d' incertezza e diventi pienamente operativa.

 

TUTTI CONTRO TUTTI

Intanto, siamo alle minacce nel corpo a corpo M5S-Lega. Come quella del capogruppo grillino alla Camera, Francesco D' Uva: «La visita di Salvini ad Arcore? Sicuramente avrà informato i suoi commensali, compreso Antonio Tajani, che che introdurremo il reddito di cittadinanza, taglieremo le pensioni d' oro, e approveremo la legge anti-corruzione».

 

Marcello Foa

Le bandiere identitarie M5S tornano a sventolare, per risalire dal baratro dei sondaggi e dalla debolezza politica evidente, e quella dell' anti-berlusconismo hard non poteva mancare. Con buona pace dei «salamelecchi» - così li chiamano i grillini - di Salvini al Cavaliere.

 

VITO CRIMI

Mentre tra i berlusconiani c' è chi parla di raggiro: «Salvini ha spinto Crimi e M5S a minacciare Berlusconi sui tetti pubblicitari a Mediaset, per indebolirlo ancora di più e fargli accettare Foa». Chissà. I problemi sul percorso Rai di sicuro sono tanti. Oggi dovrebbe tenersi un nuovo vertice, in cui - visto che di centrodestra da riunificare si parla, e il caso Foa viene fatto rientrare in un accordo più generale comprensivo per esempio del dossier elezioni regionali - anche Giorgia Meloni parteciperà.

 

giorgia meloni

La quale al momento dice con qualche ragione: «Ma se c' è accordo sul centrodestra, che accordo è senza di noi che del centrodestra siamo parte integrante?». E pure Forza Italia è tutto un ribollire. «Di Salvini non ci fidiamo», questo il mood: «A Berlusconi ha portato solo chiacchiere e convenevoli, senza mettere nulla nero su bianco».

 

E se il Cavaliere avesse ceduto sulla base di questo, da Letta a Tajani si sarebbe di nuovo scatenato l' inferno. Mentre c' è chi, come Andrea Ruggeri, azzurro in Vigilanza, osserva: «La cosa bizzarra è che una poltrona di peso marginale, qual è quella del presidente Rai, diventa il caso politico per eccellenza, più della lotta alle tasse eccessive, che gli italiani pagano in cambio di niente».

GIORGIO MULE'

 

E Giorgio Mulé, a sua volta forzista in Vigilanza, alla vigilia della convocazione - per domani - della commissione conia questa immagine: «Ci dev' essere tra noi, Salvini e la Meloni un' armonia perfetta e codificata sulle regionali e sul resto. Un' armonia come quella dell' attacco della Quinta di Beethoven. Foa non può essere una distonia, altrimenti l' accordo diventa cacofonico».

ANZALDI

 

Lo stesso Foa, nel suo tenersi fuori dalle schermaglie, non sta ricevendo - né in un senso né in un altro, ossia via libera o stop - telefonate da parte di Berlusconi o di Salvini o di altri impegnati nella soluzione politica del rompicapo di Viale Mazzini. Lì, ma anche a Montecitorio e negli altri Palazzi che contano, c' è chi fa notare di fronte ai paletti che stanno mettendo i 5Stelle: «Dicono mai con Berlusconi.

 

Però il patto con lui, per eleggere Fico alla presidenza della Camera, lo hanno fatto». Per di più, c' è il Pd che incalza i grillini, con Michele Anzaldi: «I notai della porcata fuorilegge dell' elezione di Foa, se dovesse andare in porto, sarebbero da ricercare ad Arcore ma risponderebbero al nome di Fico, Di Maio, Di Battista».

 

VIALE MAZZINI

Ma c' è di più: la paura dei consiglieri Rai che, se designano di nuovo Foa, in assenza di pareri giuridici blindati sul fatto che lo possano fare, finiscano sommersi da ricorsi e da tanti soldi da pagare. Intanto la Vigilanza vuole rispettare le regole e le procedure.

 

Quindi l' ipotesi per sbloccare questa vicenda ormai troppo lunga potrebbe essere questa. Domani Forza Italia in Vigilanza potrebbe astenersi - sulla risoluzione che invita il Cda a pronunciarsi su Foa - consentendo così ai consiglieri Rai di ripresentarlo. E a quel punto la palla ripassa alla Vigilanza che, in presenza di un accordo politico nel centrodestra definito, vota l' uomo indicato da Salvini. Ma per ora, la Rai sta affogando nel caos generale.

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