alessandro giuli censura corriere della sera

L’UNICA EGEMONIA DELLA DESTRA È QUELLA DEL VITTIMISMO – ALESSANDRO GIULI SI LAGNA SU FACEBOOK PER UNA PRESUNTA “CENSURA” DA PARTE DEL “CORRIERE DELLA SERA”: “PRIMA MI CHIEDONO UNA REPLICA A UN EDITORIALE VELENOSO SULLA CULTURA DI DESTRA SCRITTO DA ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA, POI CAMBIANO IDEA VIRANDO SU UN'INTERVISTA A TUTTO CAMPO, CON LA PRIMA DOMANDA PROPRIO SU GALLI DELLA LOGGIA. MA SICCOME LA RISPOSTA ALLA DOMANDA NON PIACE DECIDONO DI NON PUBBLICARE L'INTERVISTA” - LA REPLICA DEL "CORRIERE": "POLEMICA PRETESTUOSA E SENZA FONDAMENTO. NESSUNA CENSURA. È LUI CHE HA RIFIUTATO L'INTERVISTA DIECI GIORNI FA. DOMENICA L'HA ACCETTATA MA SI È CONCENTRATO SU UN EDITORIALE CRITICO DI GALLI DELLA LOGGIA, CHIEDENDONE LE DIMISSIONI CON UN CONTORNO DI INSULTI... ("PERDITEMPO SEDUTO SU UNA POLTRONA DI PRESTIGIO")

 

GIULI CONTRO IL 'CORRIERE': 'CENSURATA MIA INTERVISTA. E POI SIAMO NOI GLI ILLIBERALI'

ALESSANDRO GIULI MAXXI

 (Adnkronos) - Il ministro della Cultura Alessandro Giuli accusa il Corriere della Sera di aver censurato un'intervista a tutto campo, che avrebbe dovuto contenere anche la replica a un editoriale di Ernesto Galli della Loggia sulla cultura di destra, pubblicato sul quotidiano lo scorso sabato.

 

"In un primo momento - scrive Giuli in un post su Facebook - dal Corriere mi chiedono una replica a un editoriale velenoso sulla cultura di destra scritto da Galli della Loggia, poi cambiano idea virando su un'intervista a tutto campo, con la prima domanda proprio su Galli della Loggia. Ma siccome la risposta alla domanda non piace decidono di non pubblicare l'intervista". Il ministro riferisce inoltre di aver accettato modifiche richieste dalla testata: "E dire che, previa supplica del Corriere, avevo anche accettato di togliere le parole 'perditempo' e 'poltrona di lusso'".

 

alessandro giuli a piazza italia, la festa di fdi a roma foto lapresse

Giuli conclude il suo intervento polemizzando sul piano dei principi: "Poi dicono che gli illiberali siamo noi di destra…". Il ministro ha allegato al post il testo integrale dell'intervista definita "censurata". Da cosa nasce questa accusa di censura? Sabato 12 luglio, in prima pagina del 'Corriere', è stato pubblicato l'editoriale di Ernesto Galli della Loggia dal titolo 'Cultura, lo scatto non c'è', con l'accusa al governo Meloni di mancanza di idee e di aver ridotto la gestione culturale a un mero esercizio di occupazione di posti di potere.

 

alessandro giuli e la censura del corriere della sera

Nell'articolo, Galli della Loggia osserva che la destra al governo avrebbe avuto l'opportunità di rilanciare l'immagine culturale dell'Italia, ''non la messa in cantiere dell'Enciclopedia Italiana, ma'' almeno il lancio di nuove istituzioni museali e scientifiche. Secondo lo storico, si è preferito un approccio difensivo e burocratico, privo di visione: ''Egemonia non vuol dire avere una lista di posti a disposizione e cominciare a riempirli sostituendo gli amichetti degli altri con i propri''.

 

Galli della Loggia riconosce al solo ministro Valditara un tentativo coraggioso di riforma, '' imbarcandosi nella perigliosa impresa di dar vita niente di meno che a nuove Indicazioni per la scuola italiana dell'obbligo'', e ricorda di essere stato inserito nel gruppo di docenti universitari che si sta ''avventurando in un territorio che la sinistra di tutte le tinte ha sempre considerato un suo elettivo monopolio politico-culturale''.

 

ernesto galli della loggia (2)

Alla domanda diretta sul tema, il ministro Giuli ha risposto rivendicando risultati concreti e parlando dell'autore dell'editoriale. Nella versione originale, poi ''depurata'' delle parole 'perditempo' e 'poltrona di lusso', come scrive Giuli su Facebook, si legge: ''I perditempo insinuano che l'impegno della destra sia concentrato sulle poltrone, noi intanto raggiungiamo risultati: sabato abbiamo ottenuto l'iscrizione di un nuovo sito Unesco, il 61°, le 'Domus de Janas' sarde. Un primato mondiale riconosciuto al Ministero della Cultura''.

 

Il ministro ha poi puntato il dito contro la posizione ricoperta da Galli della Loggia: ''Prendo sul serio la sua illuminante autodenuncia: il mio predecessore lo aveva nominato in una 'poltrona' di lusso, a capo della Consulta dei Comitati Nazionali, dalla quale il Prof ha giudicato le opere di Papini, di Volpe e perfino di Gentile indegne di valore nazionale. La stessa Consulta ha bocciato le celebrazioni del 650° anniversario di Boccaccio.''

 

alessandro giuli il passo delle oche

In chiusura, l'affondo: ''Ergo: mozione accolta, ora mi aspetto che lui dia il buon esempio e lasci spazio a persone più motivate. Altrimenti sarò costretto a replicare parafrasando Hegel: 'Non c'è eroe (politico) per il suo cameriere (intellettuale).''' Questo scontro culturale ha ora assunto un risvolto politico e mediatico: Giuli ha reso pubblica la sua risposta, sostenendo che il Corriere abbia scelto di non pubblicare l'intervista dopo averla sollecitata, fatto che ha ulteriormente alzato i toni dello scontro.

 

CULTURA: CORRIERE RISPONDE A GIULI, 'POLEMICA PRETESTUOSA E SENZA FONDAMENTO'

(Adnkronos) - ''Dieci giorni fa avevamo chiesto intervista al ministro su quanto accadeva al ministero ma ce l'ha negata'', così la direzione del 'Corriere della Sera' all'Adnkronos in replica al post su Facebook del ministro della Cultura Alessandro Giuli.

 

Prosegue la nota: ''Domenica il ministro ha accettato intervista ma si è concentrato su un editoriale critico sulla politica culturale del professor Galli Della Loggia in cui si rispondeva esclusivamente chiedendo le sue dimissioni da un incarico culturale con un contorno di insulti.

 

Al ministro è stato chiesto di replicare con una lettera alle accuse politiche del professor Galli. Nessuna censura. Lui ha rifiutato. Se cambierà idea siamo pronti a pubblicarla. Il resto è una polemica pretestuosa e senza fondamento. Del resto nell'intervista si nega anche l'evidenza rispetto a quanto sta accadendo nel suo ministero''.

 

CULTURA: GIULI, ''IL CORRIERE HA DEFINITO L'INTERVISTA 'BELLA E PUNTUALE', POI L'HA CENSURATA''

LUCIANO FONTANA GIORGIA MELONI - FORUM DI CERNOBBIO

 (Adnkronos) - ''Ecco che cosa pensava ieri il Corriere della Sera prima di censurare la mia intervista. Serve altro?''. Così esordisce su X il ministro della Cultura Alessandro GIULI, in un post in cui trascrive la conversazione avvenuta con il giornalista (non menzionato) che lo aveva intervistato.

 

Il 'Corriere', così scrive Giuli, commenta così l'intervista: ''A me pare molto bella densa e puntuale. Non rischiamo di dare del perditempo a Ernesto?'', al che il ministro risponde: ''Possiamo sostituire con ''alcuni''. Oppure ''c'è chi dice''. E il cronista replica: ''Okkk''. Il post si inserisce nel 'duello' tra via del Collegio Romano e via Solferino, iniziato con l'editoriale di Ernesto Galli della Loggia sul 'Corriere' di sabato 11 luglio.

 

Giuli il giorno dopo, cioè ieri, ha dato un'intervista al quotidiano, che però oggi non è uscita. Colpa, sostiene il ministro in un post Facebook in cui ha pubblicato la bozza integrale dell'intervista, della risposta su Galli della Loggia, in cui lo definiva 'perditempo' e ricordava il suo incarico ministeriale.

 

ernesto galli della loggia

La direzione del 'Corriere' ha scritto all'Adnkronos spiegando di essere pronta a pubblicare una lettera di risposta del ministro all'editorialista, e che la polemica sollevata è 'pretestuosa e senza fondamento', visto che nell'intervista si è concentrato 'esclusivamente chiedendo le dimissioni [di Galli della Loggia] da un incarico culturale con un contorno di insulti'. Con questo ulteriore post su X il ministro intende dunque far capire che il giudizio del quotidiano sull'intervista non era lo stesso della nota inviata stamattina.

 

CULTURA: GALLI DELLA LOGGIA A GIULI, 'POLTRONA DI LUSSO? NON RETRIBUITA, MI E' COSTATA 200 EURO DI TAXI'

 (Adnkronos) - Prosegue lo scontro tra il ministro della Cultura, Alessandro GIULI, e lo storico Ernesto Galli della Loggia. Dopo che il ministro aveva accusato Galli della Loggia di aver occupato una ''poltrona di lusso'' alla guida della Consulta dei Comitati Nazionali - organismo che aveva bocciato celebrazioni e progetti culturali - lo studioso risponde precisando i termini dell'incarico.

chiara sbarigia (2)

 

''La 'poltrona di lusso' di cui fantastica il ministro Giuli consiste in un incarico non retribuito che mi ha tenuto impegnato per non più di alcune mattinate,'' scrive Galli della Loggia in una nota.

 

''Mi è costato centocinquanta-duecento euro di taxi, di cui ho fatto volentieri dono all'amministrazione del mio Paese.'' Lo storico aggiunge che le decisioni contestate dal ministro - tra cui la mancata approvazione delle celebrazioni per Boccaccio e le valutazioni su Gentile e Papini - sono state ''debitamente motivate'' nei verbali e non avevano nulla a che fare con giudizi di valore sugli autori.

 

L'antefatto della polemica risale a un editoriale di Galli della Loggia sul Corriere della Sera, in cui lo studioso aveva accusato la destra di governo di mancanza di idee e di occuparsi solo di nomine e posizioni di potere.

 

luciano fontana confronto enrico letta giorgia meloni al corriere4

Giuli aveva replicato rivendicando i risultati raggiunti e definendo Galli della Loggia ''un perditempo'' seduto su una ''poltrona'' di prestigio.

 

Queste frasi sono state poi ''depurate'' nella versione finale di un'intervista al Corriere della Sera che sarebbe dovuta uscire oggi ma che, secondo il ministro, è stata censurata dal quotidiano. La cui direzione, a sua volta, ha precisato all'Adnkronos di essere pronta a pubblicare la replica di Giuli e che si tratta di una 'polemica pretestuosa e senza fondamento'''.

 

 

IL TESTO DELL’INTERVISTA DEL “CORRIERE DELLA SERA” AD ALESSANDRO GIULI

 

charles francis kaufmann con anastasia trofimova - foto chi l ha visto

Ministro Giuli, sabato scorso Ernesto Galli della Loggia ha contestato al governo Meloni uno «scatto» in più sulla cultura: citando la famosa egemonia, scrive che si ottiene solo «grazie a buone idee, sapendo poi trovare le persone e i modi giusti per trasformale in iniziative e istituzioni». Invece per Galli della Loggia ci si è limitati spesso solo a occupazioni di posti, come nel caso Rai. Lei cosa ne pensa?

I perditempo insinuano che l'impegno della destra sia concentrato sulle poltrone, noi intanto raggiungiamo risultati: sabato abbiamo ottenuto l'iscrizione di un nuovo sito UNESCO, il 61°, le "Domus de Janas" sarde. Un primato mondiale riconosciuto al Ministero della Cultura.

 

charles francis kaufmann

Quanto a Galli della Loggia, prendo sul serio la sua illuminante autodenuncia: il mio predecessore lo aveva nominato in una 'poltrona' di lusso, a capo della Consulta dei Comitati Nazionali, dalla quale il Prof. ha giudicato le opere di Papini, di Volpe e perfino di Gentile indegne di valore nazionale.

 

La stessa Consulta ha bocciato le celebrazioni del 650° anniversario di Boccaccio. Ergo: mozione accolta, ora mi aspetto che lui dia il buon esempio e lasci spazio a persone più motivate. Altrimenti sarò costretto a replicare parafrasando Hegel: "Non c'è eroe (politico) per il suo cameriere (intellettuale).

 

Il Mic è stato al centro di vari terremoti, col famoso Tax Credit concesso al produttore operativo italiano di Francis Kaufmann, sospettato del duplice omicidio di villa Pamphili. La riforma non finirà per togliere risorse al cinema italiano, penalizzando i veri autori?

CINECITTA PRIMA DI ALESSANDRO GIULI - MEME BY GNOLA

I veri autori non dovranno più dividere i soldi con i truffatori. Il governo Meloni sta sanando un sistema che faceva acqua da tutte le parti e quest'acqua alimentava anche il malaffare, a disonore del miglior cinema italiano. Con la stretta del Mic, compresa la formazione in itinere di una Commissione di verifica, chi fa davvero cinema non ha alcunché da temere.

 

Chi sostituirà alla guida della Direzione cinema Nicola Borrelli, molto apprezzato dai professionisti del settore? Scelta politica?

Borrelli verrà sostituito da una figura non meno qualificata di lui, tramite una procedura di interpello fondata esclusivamente sulla competenza.

 

E chi arriverà alla presidenza di Cinecittà dopo le traumatiche dimissioni di Claudia Sbarigia?

Nicola Borrelli

Le dimissioni di Sbarigia non sono state traumatiche: lei ha dichiarato di volersi "concentrare nella Presidenza di APA", società privata che rappresenta i produttori. Il Presidente di Cinecittà non lo sceglie il Mic: io mi limiterò a controfirmare la proposta di un nome proveniente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, e che non farà rimpiangere Sbarigia.

 

Parlando di Cinecittà e del suo rilancio lei ha usato parole durissime: una governance intelligente ha tolto l'Unione Sovietica da Cinecittà perché prima c'era l'Unione Sovietica. Ma quando mai c'è stata l'Unione Sovietica a Cinecittà?

L'espressione "Unione Sovietica" era riferita all'eccesso di vincoli, anche tematici, e di obblighi di appartenenza che avevano trasformato un tempio della cultura in un edificio vuoto e pericolante. La nuova governance guidata da Manuela Cacciamani sta risanando i conti e ridando vita e lustro internazionale agli studios oltre a raggiungere i target PNRR. A proposito di persone giuste al posto giusto.

 

Come va la difficile convivenza con la sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni? Molti la ritengono il vero ministro-ombra del settore cinema, è al suo posto da molti anni e in governi politicamente diversi. In molti pensano che lei, ministro, non ne chieda le dimissioni per non alterare il quadro politico del governo.

ALESSANDRO GIULI - LUCIA BORGONZONI

C'è un rapporto di stima e di affetto, all'interno di una normale catena gerarchica nella quale il ministro assegna alcune deleghe a un sottosegretario. Non ho mai chiesto dimissioni o minacciato ritiri di deleghe.

 

Di fronte all'enormità del problema Tax Credit- Kaufmann, e considerata la personalizzazione critica nei miei confronti da parte di alcuni artisti, non voglio esimermi dal mettermi direttamente in gioco per rassicurare il settore e accelerare la trasformazione del sistema in senso più efficiente e rigoroso.

 

Sono imminenti le scelte per molti grandi musei. Ci saranno soltanto direttori italiani, come qualcuno sospetta?

Sono giunte le terne dei candidati per i più importanti musei di prima fascia. Nel pieno rispetto del valore professionale dei nomi proposti, mi ritengo insoddisfatto del lavoro della commissione.

 

Valuterò se riaprire il bando, contestualmente allo svolgimento di quello per i musei di seconda fascia, per avere un quadro completo e un valore indiscutibile dei massimi dirigenti, nazionali o internazionali che siano.

alessandro giuli a piazza italia, la festa di fdi a roma foto lapresse ALESSANDRO GIULI PRESTA GIURAMENTO DA MINISTRO DELLA CULTURA AL QUIRINALE alessandro giuli a piazza italia, la festa di fdi a roma foto lapresse.

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