IL PETROLIO DI CARACAS E’ UN DONO O UN CETRIOLO? - LE SOCIETÀ PETROLIFERE AMERICANE VOGLIONO "GARANZIE SERIE" DA WASHINGTON PRIMA DI INVESTIRE IN VENEZUELA – E LO SPIEGA BENE PAUL DE GRAUWE, DOCENTE ALLA LONDON SCHOOL OF ECONOMICS: “PER RIATTIVARE L'INDUSTRIA PETROLIFERA VENEZUELANA, DILAPIDATA DA ANNI DI MALAGESTIONE E MANCATE MANUTENZIONI, SERVIREBBERO DAGLI 80 AI 100 MILIARDI DI INVESTIMENTI. CHI DOVREBBE FINANZIARLI? – ALLE COMPAGNIE DI ‘BIG OIL’ SI CHIEDE DI FARSI CARICO DI INGENTI INVESTIMENTI MA DEVONO FRONTEGGIARE PREZZI DEL GREGGIO IN CADUTA LIBERA: SIAMO ORMAI SOTTO I 60 DOLLARI AL BARILE QUANDO TRE ANNI FA SI VELEGGIAVA SOPRA I 100 - QUESTO DEL VENEZUELA È PER TRUMP UN DIVERSIVO IN UN MOMENTO IN CUI HA SPAVENTOSI PROBLEMI INTERNI: I SONDAGGI IN RIBASSO, IL CASO EPSTEIN, I DAZI CHE SI SONO DIMOSTRATI UN BOOMERANG E STANNO PER ESSERE CASSATI DALLA CORTE SUPREMA, L'INFLAZIONE CHE PENALIZZA I CONSUMATORI”
???? | AHORA — Marco Rubio:
"Tenemos un proceso triple en Venezuela. El primer paso es la estabilización del país. La segunda fase será la recuperación, asegurando que Occidente tenga acceso a los mercados venezolanos. La tercera fase será la transición".pic.twitter.com/eoXrlWW6QS
— Agustín Antonetti (@agusantonetti) January 7, 2026
'BIG PETROLIO USA VOGLIONO GARANZIE DA TRUMP PER IL VENEZUELA, CHEVRON TRATTA'
'Possibile estensione della licenza speciale'
(ANSA) - NEW YORK, 07 GEN - Le società petrolifere americane vogliono "garanzie serie" da Washington prima di investire in Venezuela. Secondo quanto riportato dal Financial Times, le big del greggio hanno incontrato nelle ultime ore alcuni funzionari dell'amministrazione in vista dell'incontro alla Casa Bianca di venerdì. A loro hanno chiesto forti garanzie legali e finanziarie. Chevron, l'unica big già presente in Venezuela, è nel frattempo in trattative con l'amministrazione per una possibile estensione della sua licenza speciale per operare nel Paese.
TRUMP, VENEZUELA COMPRERÀ SOLO PRODOTTI USA CON RICAVI PETROLIFERI 'Farà affari con noi come principale partner'
(ANSA) - NEW YORK, 07 GEN - "Il Venezuela acquisterà solo prodotti americani con i soldi che riceverà dal nostro nuovo accordo sul petrolio. Gli acquisti includeranno, fra l'altro, prodotti agricoli, medicinali, e apparecchiature per migliorare la rete elettrica e gli impianti energetici". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "In altre parole, il Venezuela si impegna a fare affari con gli Stati Uniti come suo principale partner. Una scelta saggia", ha messo in evidenza Trump
"SERVIRANNO MILIARDI NON CI SARÀ UNA CORSA A SFRUTTARE I POZZI". PAUL DE GRAUWE, DOCENTE ALLA LONDON SCHOOL OF ECONOMICS: "FRANCAMENTE NON VEDO UN GRANDE FAVORE ALLE AZIENDE AMERICANE"
Estratto dell’articolo di Eugenio Occorsio per “la Repubblica”
“Francamente non vedo che tipo di favore Trump abbia fatto alle compagnie petrolifere e al suo Paese: per riattivare l'industria petrolifera venezuelana, dilapidata da anni di malagestione e mancate manutenzioni, servirebbero dagli 80 ai 100 miliardi di investimenti. Chi dovrebbe finanziarli?» Paul De Grauwe, docente alla London School of Economics, invita a considerare i fatti nella loro essenzialità: «Dal punto di vista strettamente economico non è un affare, anzi è il suo contrario».
Perché allora Trump chiede agli americani di gioire con lui per questa bonanza di miliardi che starebbe per abbattersi sugli Stati Uniti?
«Perché è un uomo irrazionale, imprevedibile, fuori controllo. Pretende che le compagnie, che lo hanno ampiamente finanziato in campagna elettorale, condividano tutto il suo entusiasmo. E non si rendano conto che questo del Venezuela è solo un gigantesco diversivo per impressionare l'opinione pubblica in un momento in cui il presidente ha spaventosi problemi interni: i sondaggi in ribasso, il caso Epstein, i dazi che si sono dimostrati un boomerang e oltretutto stanno per essere cassati dalla Corte Suprema, l'inflazione che penalizza i consumatori delle fasce meno abbienti, e altri ancora».
PETROLIO VENEZUELANO - RISERVE E PRODUZIONE
Beh, diciamo che come diversivo è in grande stile…
«Sì, ma si aggiunge a tante altre misure demagogico-populiste di cui non si vede la logica: è di queste ore l'annuncio che Trump vieterà ai fondi istituzionali di investire in case "per single". Ma si rende conto? C'è poi da aggiungere che anche per le compagnie petrolifere stesse questa fase non è delle più felici».
Big Oil? Questo simbolo mondiale di ricchezza e potenza?
«Certo. Gli si chiede di farsi carico di ingenti investimenti ma nell'anno appena trascorso sono cresciute in Borsa di non più del 4-5% contro il 15 e più per cento delle aziende tecnologiche, e il 13% dell'indice S&P's. Devono fronteggiare prezzi del greggio in caduta libera: siamo ormai ampiamente sotto i 60 dollari al barile quando tre anni fa si veleggiava sopra i 100. […] Hanno montagne di debiti a loro volta, e – proprio in Venezuela – hanno perso decine di miliardi di dollari a causa delle ripetute nazionalizzazioni, iniziate ancora prima dell'era Chavez negli anni ‘70».
Però hanno anche vinto una serie di cause in virtù delle quali hanno maturato oltre 60 miliardi in indennizzi.
«Chi dovrebbe restituirli? Il governo venezuelano? Ma quale governo? Trump vedrà i Ceo di Big Oil nel weekend ma per ora li messi solo in imbarazzo, altro che regalo […]».
petrolio in venezuela
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