LA LINEA TRAVAGLIO NON BASTA: LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DEL MOVIMENTO 5 STELLE È A FAVORE DELLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE – SECONDO UN SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI, IL 63% DEI SOSTENITORI DI GIUSEPPE CONTE È ORIENTATO A VOTARE SÌ AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA – IL DATO È SIGNIFICATIVO PERCHÉ I DIRIGENTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE, A DIFFERENZA DEL PD (DOVE C’È UN’AMPIA CORRENTE RIFORMISTA), SONO TUTTI COMPATTAMENTE SCHIERATI PER IL NO, A PARTIRE DAGLI EX MAGISTRATI CAFIERO DE RAHO E ROBERTO SCARPINATO..
Estratto dell’articolo di Giulia Merlo per “Domani”
La maggioranza degli elettori del Movimento 5 stelle potrebbe votare Sì al referendum sulla riforma Nordio, nonostante il loro partito sia schierato per il No.
Il dato è ormai stabile da due mesi ed emerge dal sondaggio di gennaio dell’Istituto Piepoli, secondo cui il 63 per cento dei sostenitori di Giuseppe Conte è a favore della riforma, con solo una leggera flessione rispetto alla rilevazione di dicembre in cui erano il 65 per cento.
CAFIERO DE RAHO GIUSEPPE CONTE
Il dato è significativo perché il Movimento 5 stelle – a differenza del Partito democratico dove si è esposta la componente dei Riformisti per il Sì (infatti nel centrosinistra il Sì è al 37 per cento) – è tutto compattamente schierato per il No ed è anche il partito con due importanti esponenti che sono ex magistrati come Federico Cafiero de Raho e Roberto Scarpinato. Ma evidentemente il messaggio non è ancora arrivato in modo chiaro ai suoi elettori, oppure non li ha convinti.
«Il dibattito è ancora in fase di pre-campagna elettorale, i leader ne parlano il meno possibile e mancano le parole chiave», è la premessa del presidente dell’Istituto Piepoli Livio Gigliuto, «tuttavia il dato sui Cinque stelle va letto ne senso che, probabilmente, quel mondo sempre orientato al voto antisistema considera la magistratura un pezzo proprio del sistema. Per questo la leadership del Movimento dovrebbe rafforzare la comunicazione, spiegando perché il No è il vero voto antisistema».
manifesti del comitato del no al referendum sulla riforma della giustizia
Potenzialmente, inoltre, altri due elementi potrebbero orientare al Sì gli elettori di Conte: il sorteggio previsto nella riforma è in qualche modo simile al vecchio mantra dell’«uno vale uno», inoltre la condanna in primo grado al figlio di Beppe Grillo potrebbe aver influito negativamente.
L’Istituto Piepoli è uno dei pochi che scorpora l’orientamento degli elettori del M5s da quello del centrosinistra, tuttavia un dato emerge: tutti i sondaggi – da Alessandra Ghisleri ad Antonio Noto – collocano il Sì in una forbice tra il 56 e il 60 per cento.
[…] Il dato, però, viene respinto dai dirigenti del Movimento. «Mi sembra inverosimile», è il commento del senatore del M5s e avvocato, Ettore Licheri. «Mi sento di respingere questi numeri, il nostro elettorato è molto consapevole che questo è un passaggio esiziale per difendere la democrazia da un governo che contesta la separazione dei poteri, con la premier Meloni che sostiene che i poteri debbano marciare nella stessa direzione».
carlo nordio presenta il suo libro alla camera - foto lapresse
In ogni caso, ci sono ancora due mesi di campagna elettorale prima del voto referendario fissato per il 22-23 marzo […] e il Movimento 5 stelle ha iniziato a muoversi: il materiale informativo è pronto e i coordinatori territoriali stanno organizzando in tutte le città i banchetti dei gruppi territoriali, per informare i cittadini ma anche – secondo il sondaggio Piepoli – i loro elettori.
GIUSEPPE CONTE MARCO TRAVAGLIO
sigfrido ranucci - comitato del no al referendum sulla giustizia
ETTORE LICHERI

