“LO IUS SOLI È UNA QUESTIONE CHIUSA” - QUEL CHE RESTA DI ALFANO CHIUDE I GIOCHI: “ORA SAREBBE UN REGALO ALLA LEGA - GENTILONI DIMOSTRI FORZA E AUTONOMIA E NON INSEGUA LA DESTRA. VINCIAMO LE ELEZIONI E CAMBIAMO LA CITTADINANZA ALL'INIZIO DELLA PROSSIMA LEGISLATURA”

MANIFESTANTE PRO IUS SOLI

Francesca Schianchi per “La Stampa”

 

«No a forzature: lo ius soli è una questione chiusa». Non c'è margine di trattativa, nessuna modifica può oggi convincere la truppa di Alfano a votare la legge sulla cittadinanza: una frenata - nell' aria da tempo e ufficializzata ieri al termine della direzione del partito - che di fatto rende quasi impossibile l' approvazione del provvedimento, nonostante dal Pd come da Palazzo Chigi si insista a dichiarare di volerlo fare. E apre una nuova crepa dentro alla maggioranza, dove la sinistra di Mdp - che ieri in Commissione difesa ha mandato sotto il governo - insorge per bocca del coordinatore Speranza: «Gentiloni dimostri forza e autonomia e non insegua la destra».

 

«Vinciamo le elezioni e cambiamo la cittadinanza all' inizio della prossima legislatura», aveva anticipato il ministro degli esteri a qualcuno che nel Pd si sta occupando del dossier. Il rinvio della discussione a data da destinarsi viene messo agli atti da Maurizio Lupi, neo coordinatore di Ap, nominato per scongiurare la tentazione di strappo dei lombardi nel partito.

Alfano 1

 

«Credo che il presidente Gentiloni terrà conto della nostra posizione come ne ha tenuto conto a luglio - spiega Lupi - il governo farà una sintesi, non è un monocolore Pd», e comunque se provasse a imporre la fiducia, in Consiglio dei ministri gli esponenti di Alternativa popolare voterebbero contro.

 

«Si continua a lavorare perché possano esserci le condizioni», filtra da Palazzo Chigi la volontà del premier Gentiloni di trovare il modo di portare comunque a casa il testo. «La legge si deve fare perché crea integrazione ed è una risposta all' inquietudine e alla paura.

IUS SOLI

Non c' è tempo sbagliato per un diritto sacrosanto: cerchiamo una maggioranza parlamentare per un provvedimento in cui crediamo - fa sapere Matteo Richetti, deputato dem e portavoce del partito - Non vogliamo mettere in difficoltà il governo, ma la posizione del Pd sullo ius soli non si sposta di un millimetro».

 

Ottimismo e buona volontà che difficilmente potranno avere un seguito, considerata l'importanza dei 24 voti di Ap nell' arena difficile di Palazzo Madama, nonostante sia favorevole la sinistra all' opposizione («che schifo una politica attenta solo al tornaconto», sbotta il leader di Si, Nicola Fratoianni).

 

paolo gentiloni

Due anni fa, in prima lettura alla Camera, il gruppo di Alfano aveva sostenuto la legge. Oggi però siamo alla vigilia delle elezioni, in una fase in cui il tema della cittadinanza e quello dell' immigrazione vengono spesso sovrapposti e strumentalizzati.

 

«Una cosa giusta fatta in un momento sbagliato può diventare un regalo alla Lega», la motivazione di questo ripensamento fornito dal leader del partito centrista (anche se il capo della Lega Salvini interpreta come un regalo la decisione di fermarsi: «Siamo riusciti a fermare lo ius soli»).

 

IUS SOLI

Anche nel Pd, quando il premier a inizio estate decise di rinviare la discussione, molti - a cominciare dal segretario Renzi - pensarono che non ci sarebbero più state le condizioni per realizzare un provvedimento così delicato. E dai vertici del Nazareno hanno smesso da tempo di arrivare pressioni: «Quello che decide Gentiloni va bene, siamo con lui», la litania ripetuta dai renziani. Il segretario domenica scorsa, nel suo discorso conclusivo della festa dell' Unità nazionale, ha evitato di toccare l' argomento. Se ne riparla (forse) nel prossimo Parlamento.

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