1. DA LONDRA A NEW YORK, DALL’”INDEPENDENT” AL “NY TIMES”: WOJTYLA SANTO DE CHE? 2. ‘’SI RITIENE GIUSTAMENTE CHE PAPA GIOVANNI PAOLO II ABBIA AIUTATO AD ABBATTERE IL COMUNISMO, CON IL CONSEGUENTE CROLLO DELL’UNIONE SOVIETICA, ISPIRANDO UNA NUOVA GENERAZIONE DI CATTOLICI CON UN PAPATO GIRAMONDO E TOCCANDO QUESTIONI CALDE MENTRE LA CRISTIANITÀ AFFRONTAVA IL TERZO MILLENNIO. MA LO SCANDALO DI ABUSI SESSUALI CHE AVVENNE SOTTO I SUOI OCCHI, RESTA UNA MACCHIA SUL SUO OPERATO” 3. DICE NIENTE PADRE MARCIAL MACIEL DEGOLLADO? UN GENIO DELLA TRUFFA, DROGATO, PEDOFILO E PADRE SI’, MA DI TRE FIGLI: ERA CONSIDERATO UN FARO IN VATICANO 4. WOJTYLA ERA A CONOSCENZA DELLA DOPPIA VITA DEL FONDATORE DEI LEGIONARI DI CRISTO 5. I DOCUMENTI DELL’ARCHIVIO DIMOSTRANO CHE DIVERSI PAPI, INCLUSO GIOVANNI XXIII, ANCHE LUI SANTO DOMENICA PROSSIMA, SEMPLICEMENTE SI GIRARONO DALL’ALTRA PARTE

1. SANTO DUBITO? L'"INDEPENDENT" SI CHIEDE PERCHE' CANONIZZARE CHI HA TOLLERATO I PEDOFILI
da www.independent.co.uk

Si ritiene giustamente che Papa Giovanni Paolo II abbia aiutato ad abbattere il comunismo, ispirando una nuova generazione di cattolici con un papato giramondo e toccando questioni calde mentre la Cristianità affrontava il terzo millennio. Ma lo scandalo di abusi sessuali che avvenne sotto i suoi occhi, resta una macchia sul suo operato.

Lui e i suoi consiglieri non hanno compreso la gravità del problema fino al suo 26simo anno di papato, sebbene i vescovi americani avessero fatto istanza alla Santa Sede sin dalla fine degli anni Ottanta, chiedendo di trovare un modo rapido per sospendere i preti pedofili.

L'esperienza di Giovanni Paolo in Polonia, sotto i regimi comunisti e nazisti che screditavano innocenti preti con accuse inventate, forse ha influenzato la sua scelta di difendere a spada tratta il clero. L'esodo dei preti dopo i turbolenti anni '60, lo ha convinto a voler trattenere almeno quelli che erano rimasti.

Papa Francesco domenica canonizzerà Giovanni Paolo II e dovrà decidere se autorizzare il progetto di riforma imposto ai Legionari di Cristo, dopo che, nel 2009, hanno ammesso che il fondatore dell'Ordine ha abusato dei seminaristi e che era padre di tre figli. I Legionari di Cristo erano ritenuti un modello da Papa Wojtyla.

Il Vaticano era a conoscenza della doppia vita di Padre Marcial Maciel Degollado. I documenti dell'archivio dimostrano che diversi Papi, incluso Giovanni XXIII, anche lui canonizzato domenica prossima, semplicemente chiusero un occhio davanti a credibili resoconti secondo cui Maciel era un genio della truffa, tossicodipendente e pedofilo.

Nel 1948, sette anni dopo che Maciel aveva fondato l'ordine, la Santa Sede ricevette documenti dai suoi delegati e vescovi in Messico e Spagna che mettevano in discussione la legittimità dell'Ordine, notando il comportamento totalitario di Maciel e le violazioni spirituali sui giovani seminaristi.

Nel 1956 la Santa Sede lo sospese per due anni, per farlo smettere con la morfina. Roma guardò per anni dall'altra parte, grazie al fatto che Maciel riusciva a tenere buoni i suoi preti e che aveva posizionati i suoi emissari nei posti chiave del Vaticano, grazie al fatto di coltivare scrupolosamente i cardinali vaticani, i vescovi messicani, e i ricchi, potenti, cattolici laici.

In Vaticano erano colpiti dall'ortodossia dei preti di Maciel e dalla sua capacità di attrarre nuove vocazioni e donazioni. Nel 1994 Giovanni Paolo II lo lodò in quanto "guida efficace della gioventù". Non fu l'unico a essere ingannato. I suoi consiglieri erano tra i più accaniti sostenitori di Maciel, convinti che le accuse contro di lui fossero le tipiche "calunnie" destinate al più santo dei santi.

Dopo che il Vaticano condannò Maciel a una vita di pentimento e preghiere per i suoi abusi sessuali, nel 2008, il Cardinal Sodano ancora lodava il suo spirito, "l'umiltà" di Maciel nel farsi da parte. Quell'anno il Cardinale Franc Rode disse ai preti della Legione che aveva assolto Maciel ed elogiava "i frutti" che il suo gruppo aveva dato alla Chiesa: «Il frutto è buono. Straordinariamente buono. E' eccellente. Possiamo allora dire che l'albero è cattivo? Da un punto di vista puramente logico, direi di no. Assolvo Padre Maciel. Non lo giudico».

Com'è possibile che così tanta gente sia stata ingannata tanto a lungo? E che una struttura come la Chiesa abbia permesso la nascita, nel suo seno, di un ordine simile? E' stato davvero depurato dagli abusi che hanno consentito a generazioni di preti di seguire con cieca obbedienza un falso profeta?

Nel libro del 2013 "Una Vita con Karol", il Cardinale Stanislaw Dziwisz (la forza trainante della veloce canonizzazione) sostiene che il Papa non sapeva assolutamente nulla riguardo le malefatte di Maciel e, anzi, se la prende con la struttura eccessivamente burocratica del Vaticano che non ha permesso al Papa di ricevere l'informazione.

Juan Vaca ha un'altra versione dei fatti. Nel 1979, un anno dopo che Giovanni Paolo era diventato Papa, mandò a Roma una serie di notizie bomba dove si dettagliavano gli abusi sessuali perpetrati da Maciel su di lui, altri preti e una ventina di seminaristi. Ci vollero otto anni, e la morte di Wojtyla, per far sì che Papa Benedetto XVI sanzionasse Maciel.

Ha dichiarato Vaca: «Ancora una volta mi sento oltraggiato, furioso, ingannato. Mi ribello al procedimento che santifica un Papa che non ha fatto nulla per tutelare la Chiesa Cattolica e la società dall'orrenda crisi inflitta dagli abusi sessuali del clero cattolico».

Padre Robert Gahl, teologo morale all'università pontificia di Roma, ha detto che è interesse della Chiesa investigare a fondo sullo scandalo della Legione - incluso scovare gli angoli del Vaticano in cui i discepoli di Maciel ancora si annidano e esercitano potere - poiché: «Giovanni Paolo, colui che fece abbassare gli occhi ai dittatori, non si sarebbe mai sottratto alla responsabilità di assicurare alla giustizia chi ha commesso abusi morali e sessuali. La storia domanderà chiarezza. E il tempo della chiarezza è adesso».

2. "DA WOJTYLA TROPPI SILENZI SULLA PEDOFILIA"
Paolo Mastrolilli per ‘La Stampa'

Non era un santo, perché ha chiuso gli occhi sugli abusi sessuali commessi all'interno della Chiesa. Così il New York Times rompe il coro delle celebrazioni per la canonizzazione di Giovanni Paolo II, con un editoriale della nota columnist Maureen Dowd.

Il titolo già dice tutto: «A Saint, He Ain't», una forma quasi dialettale per smontare i meriti del papa polacco. La Dowd, cattolica di formazione, riconosce a Wojtyla di essere stata una figura storica della Chiesa, soprattutto per il ruolo avuto nel crollo dell'Unione Sovietica. Nello stesso tempo rende omaggio al suo coraggio intellettuale, ricordando che nonostante l'avversione al comunismo, una volta vinta la battaglia della sua vita non fu tenero neppure con il capitalismo, anticipando molte delle critiche che oggi rendono popolare Papa Francesco.

A giudizio della Dowd, però, Giovanni Paolo II ebbe il grave torto di chiudere gli occhi sul fenomeno della pedofilia, arrivando a proteggere in Vaticano il discusso cardinale di Boston Bernard Law, titolare della diocesi dove erano avvenuti gli abusi sessuali più gravi nella Chiesa americana, e difendere strenuamente il fondatore del Legionari di Cristo Marcial Maciel Degollado, accusato personalmente di molestie. La giustificazione data per questo comportamento è che Wojtyla non credeva alle denunce, perché gli ricordavano quelle scagliate contro la Chiesa polacca dal regime comunista per abbatterla. Secondo la Dowd, però, è una difesa che non regge, perché come papa avrebbe potuto e dovuto indagare meglio.

Nel suo articolo l'editorialista del New York Times fa un paragone diretto con l'altro pontefice destinato alla gloria degli altari, Giovanni XXIII, sostenendo che la sua canonizzazione è un atto di bilanciamento politico. In sostanza Benedetto XVI ha voluto fare santo il suo predecessore, considerato un conservatore come lui, ma sapendo le riserve che esistevano, ha cercato di prevenirle elevando anche il «Papa buono».
In questo modo la Dowd, che non si occupa generalmente di Chiesa, ha rivelato forse il vero obiettivo del suo attacco.

E' vero infatti che Giovanni Paolo II è stato criticato per il modo in cui ha affrontato il problema della pedofilia, anche se su questo punto esistono versioni contrastanti, perché buona parte degli abusi erano avvenuti prima del suo pontificato, e i sostenitori replicano che fu proprio lui a cominciare la pulizia. Le sue posizioni conservatrici in tema di dottrina, però, sono innegabili, e confrontandole in maniera negativa con le aperture progressiste di Giovanni XXIII, la Dowd punta a demolire soprattutto questo aspetto del pontificato di Wojtyla.

 

 

Pedofilia Chiesa - Bambinoprodi papa giovanni paolo LITTLE TONY E PAPA GIOVANNI PAOLO II WOJTJLAPADRE ALFONSO CORONAGodfried Danneels Con Papa Giovanni Paolo IIRADUNO LEGIONARI DI CRISTOZaccai Pier Paolostringe la mano al Papa Giovanni Paolo Secondo Marcial Maciel DegolladoRONCALLI E WOJTYLAMARCIAL MACIEL - FONDATORE LEGIONARI DI CRISTORADUNO LEGIONARI DI CRISTOemo 28 stanislaw dziwiszcardinale pedofiliapapa roncalli

Ultimi Dagoreport

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”

peter thiel papa leone xiv

DAGOREPORT – PETER THIEL SBARCA A ROMA E PAPA LEONE RUGGISCE AL "CAVALIERE NERO" - IL PONTEFICE AVREBBE DATO MANDATO AL SEGRETARIO DI STATO VATICANO, PIETRO PAROLIN, DI COMUNICARE AI DOMENICANI DELL’ANGELICUM, DOVE SI SAREBBE DOVUTA TENERE LA TRE GIORNI DI CONFERENZE DI THIEL, DI CANCELLARE LA PRENOTAZIONE EFFETTUATA DAL MILIARDARIO-FILOSOFO DELLA TECNO-DESTRA E SUPPORTER DI JD VANCE - IERI LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ SAN TOMMASO D’AQUINO, PER BOCCA DEL RETTORE, PADRE THOMAS JOSEPH WHITE, HA SMENTITO LA NOTIZIA DEL CONVEGNO DI THIEL - LA 'MORAL SUASION' PAPALINA HA GIÀ FUNZIONATO O DAVVERO LE CONFERENZE NON SONO MAI STATE IN PROGRAMMA ALL’ANGELICUM? – LO SCONTRO TRA LA VISIONE TECNO-CATTO-APOCALITTICA, CON IL PALLINO DELL'ANTI-CRISTO ED ECHI ESOTERICI, DEL BOSS DI PALANTIR E QUELLA ANTI-TRUMPIANA E ANTI-MAGA DEL PAPA STATUNITENSE…

donald trump vladimir putin benjamin netanyahu

DAGOREPORT – CI SONO SOLO DUE VINCITORI, AL MOMENTO, DALLA GUERRA IN IRAN, E NESSUNO DEI DUE È DONALD TRUMP: SONO VLADIMIR PUTIN E BENJAMIN NETANYAHU. IL PRESIDENTE RUSSO GODE PER IL PREZZO DEL PETROLIO CHE S’IMPENNA E PER LA RINNOVATA CENTRALITÀ (TRUMP L’HA TENUTO UN’ORA AL TELEFONO A CHIEDERGLI CONSIGLIO) – “BIBI” VELEGGIA NEI SONDAGGI IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE E, MENTRE TUTTI SONO CONCENTRATI SU TEHERAN, INVADE IL LIBANO E S’ANNETTE LA CISGIORDANIA – LA RESISTENZA IRANIANA (HA UN ESERCITO DI MARTIRI PRONTI A MORIRE PER LA CAUSA) E I PAESI DEL GOLFO SPIAZZATI…

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO