“EMMA BONINO NON ERA UNA DONNA DI SINISTRA, DIFENDEVA I DIRITTI INDIVIDUALI MA AVEVA SCARSA ATTENZIONE PER QUELLI COLLETTIVI” - LA STORICA EX PARLAMENTARE COMUNISTA, LUCIANA CASTELLINA, 97 ANNI, RACCONTA BATTAGLIE E SCAZZI CON L’EX LEADER RADICALE: “IN CINQUANT’ANNI SIAMO SEMPRE STATE SEPARATE. CI SONO STATE LITI E COSE PESANTI. NESSUNO RICORDA, DI MARCO PANNELLA ED EMMA, I REFERENDUM DEL ‘95 CONTRO I SINDACATI, CHE PANNELLA CHIAMAVA LA “TRIMURTI”. UNO DI QUESTI SE FOSSE PASSATO SAREBBE STATA UNA TRAGEDIA..." – LA ROTTURA AL TEMPO DI BERLUSCONI E L’ABBRACCIO IN PIAZZA NAVONA QUANDO ARRIVÒ LA NOTIZIA CHE AVEVAMO VINTO IL REFERENDUM SUL DIVORZIO...
Arianna Finos per repubblica.it - Estratti
luciana castellina foto di bacco
Alla Mostra di Venezia come presidente onoraria di Bookciak, Azione!, concorso cineletterario dedicato ai cortometraggi ispirati ai libri, Luciana Castellina, 97 anni, giornalista ed ex parlamentare, ricorda Emma Bonino.
Che donna e che politica è stata?
«Intelligente, innovatrice nel modo di fare politica. Ha avuto di certo un’influenza importante. L’errore è considerarla una donna di sinistra, cosa che assolutamente non era. Era una liberale conseguente: questo significava molto impegno nella difesa dei diritti individuali, ma scarsa attenzione agli esseri umani quando vanno considerati come collettività».
Avete condiviso le battaglie, ma vi siete state su fronti opposti.
emma bonino a due anni, nel 1950
«Siamo sempre state separate. Al Parlamento europeo eravamo unite nel “Gruppo di coordinamento tecnico”, che si chiamava così per sottolineare che stavamo insieme perché non era possibile formarne uno molto piccolo, come invece nel Parlamento nazionale. Avevamo raggruppato tutti i dissidenti rispetto ai loro fronti tradizionali, ma dissidenti anche fra loro. Abbiamo vissuto così per cinque anni e sono stati molto difficili. Vennero al pettine problemi lontani dalle battaglie comuni sul divorzio e sull’aborto».
Uno degli scontri più duri tra voi?
«Il rifiuto da parte dei radicali di accettare che il movimento di Nelson Mandela, l’African National Congress, fosse riconosciuto come interlocutore della Commissione europea. Perché il Sudafrica, nonostante l’apartheid e Mandela in prigione, era considerato un Paese democratico in quanto aveva un Parlamento. È la cosa più pericolosa e continua ad avvenire: se un Paese ha un Parlamento, non importa ciò che fa. Fu un punto scabroso nei nostri rapporti».
La scelta di Bonino di candidarsi nel ‘94 con il sostegno della coalizione di Berlusconi, e poi la nomina a commissaria europea, segnarono un’altra frattura?
«Sì, da allora ci siamo viste meno. Nessuno ricorda, di Marco Pannella ed Emma, i referendum del ‘95 contro i sindacati, che Pannella chiamava la “trimurti”. Uno di quei quesiti, se fosse passato, sarebbe stato una tragedia per i sindacati. Ci sono state cose pesanti».
Cosa ha fatto Bonino di giusto e importante per il nostro Paese?
«Ha dato un grande contributo alla battaglia sul divorzio. Anche se pure quella si sarebbe dovuta fare tenendo conto dei diritti delle donne che non potevano divorziare: quali che fossero le loro ragioni, se non avevano una proprietà o uno stipendio, cinque minuti dopo aver divorziato perdevano tutto».
Malgrado la malattia, Bonino ha continuato le sue battaglie fino all’ultimo.
luciana castellina foto di bacco (2)
«Ha avuto una vita privata, Emma, non felice. Alla fine anche isolata. Io le volevo bene e mi è dispiaciuto molto. Perché la vita è fatta anche di persone con le quali hai dei dissensi».
Un litigio memorabile?
«Eravamo buffe, forse, perché stavamo nello stesso gruppo e ognuna pensava una cosa diversa. Ma andavamo negli stessi posti, facevamo le stesse cose e quindi ci trovavamo sempre insieme».
Siete state entrambe un riferimento per molte donne e ragazze che volevano fare politica.
emma bonino il giorno della prima comunione, nel 1955, a bra
«Sì, ma non siamo mai riuscite a rendere pubblico e collettivo il dibattito sulle cose che pensavamo l’una e l’altra. Le nostre uscite pubbliche sono sempre state sulle questioni su cui eravamo d’accordo. Non abbiamo mai avuto la fantasia — e sarebbe stato meglio — di organizzare delle belle assemblee per dire: “Emma la pensa così, Luciana la pensa così, ne vogliamo discutere?”. Non so perché non l’abbiamo fatto».
Tra tanti decenni condivisi, qual è l’immagine che le torna per prima?
«Come ci siamo abbracciate in piazza Navona quando arrivò la notizia che avevamo vinto il referendum sul divorzio. Eravamo entrambe lì perché quella battaglia l’avevamo fatta insieme, malgrado i dissensi».
Che le mancherà di più di lei?
«È un pezzo importante della mia vita. Scherziamo? Con Emma sono cinquant’anni buoni, vissuti gomito a gomito».
emma bonino (prima a destra) al l iceo di bra nel 1967
EMMA BONINO PAPA FRANCESCO
elly schlein emma bonino
luciana castellina foto di bacco
EMMA BONINO MARCO PANNELLA DANIELE CAPEZZONE
luciana castellina foto di bacco (1)

