luigi di maio rocco casalino giuseppe conte marco travaglio

IL M5S COME IL PARTITO COMUNISTA SOVIETICO: GUERRA DI SPUTTANESCION E COMPLOTTI - I FEDELISSIMI DI DI MAIO: "LA CAMPAGNA DI TWEET-BOMBING CONTRO DI MAIO È LA SOLITA STRATEGIA DELL'ODIO. ADESSO SFRUTTANO ACCOUNT FALSI PER ORIENTARE GLI UTENTI. SPERIAMO NON SIA FUOCO AMICO, SAREBBE MOLTO GRAVE" - IL BOMBARDAMENTO CON L'HASHTAG #DIMAIOOUT E' PARTITO DA 289 ACCOUNT FAKE, LA META' DEI QUALI OPERATIVI IN NORDAMERICA (I CONTIANI SMENTISCONO: NESSUN TWEET-BOMBING) - "REPUBBLICA": "TRA CONTE E DI MAIO CHI PERDERÀ IL DUELLO RUSTICANO POTREBBE ANCHE DECIDERE DI ANDARSENE, FONDANDO ALTRO" 

CONTE DI MAIO

M5S: DIMAIANI, 'VERIFICA SU TWEET-BOMBING CONTRO DI MAIO, SE FUOCO AMICO SAREBBE MOLTO GRAVE'

(Adnkronos) - "Stiamo facendo le opportune verifiche per capire da dove parte la campagna di tweet-bombing contro Di Maio". È quanto affermano, parlando con l'Adnkronos, gli esponenti M5S vicini al titolare della Farnesina, i quali, alla domanda su un possibile 'fuoco amico', aggiungono: "Speriamo di no, sarebbe molto grave".

 

TWEET BOMBING CONTRO DI MAIO, L'ESPERTO: "OPERAZIONE CON ACCOUNT FAKE"

Da www.adnkronos.com

 

dino giarrusso giuseppe conte luigi di maio foto di bacco

Lo scontro tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio si sposta sui social a colpi di tweet. Nelle ultime ore è entrato nelle tendenze di Twitter l'hashtag #DiMaioOut, con cui molti utenti stanno chiedendo la 'cacciata' del ministro degli Esteri dal Movimento 5 Stelle, accusandolo di aver 'tramato' contro il leader Conte nella partita per il Quirinale. Si tratta di una sommossa 'spontanea' o di un'operazione studiata a tavolino?

 

Per Pietro Raffa, esperto di comunicazione social e amministratore delegato della 'MR & Associati Comunicazione', la risposta è semplice: "E' un tweet-bombing contro Di Maio". "Ho effettuato un'analisi quantitativa e qualitativa dei tweet #DiMaioOut: sono andato a vedere quante persone avevano utilizzato l'hashtag, si tratta di 289 account. E' chiaramente un'operazione studiata, che viene fatta da chi vuole modificare la percezione su alcuni temi", spiega Raffa all'Adnkronos.

 

CONTE DI MAIO E DI BATTISTA SUI TALEBANI

"Il tweet-bombing funziona così: ci sono profili 'bot', falsi, coordinati da una persona: un argomento utilizzato da pochi soggetti finisce così nelle tendenze nazionali di Twitter. L'effetto è dare la sensazione che un tema sia molto più discusso di quanto in realtà lo sia. Ho visto che circa la metà di questi profili twittava contro Di Maio dall'America, un po' dall'America del Nord e un po' da quella del Sud.

 

Questi utenti assumono il tipico comportamento dei profili fake: producono un numero troppo elevato di tweet sugli argomenti discussi. E' probabile che ci sia qualcuno dietro che ha deciso di fare questa operazione. Si tratta inoltre di profili che in passato intervenivano in altri Stati su altri temi. Ad esempio risultavano molto attivi in Francia, per sostenere le posizioni dei gilet gialli, ma anche in Germania a sostegno dei partiti dell'ultradestra", aggiunge l'esperto.

giuseppe conte e luigi di maio

 

(di Antonio Atte)

 

BATTELLI: "NO A MINCULPOP INTERNO"

"Nel M5S vige purtroppo la regola 'o sei con me o sei contro di me'. Tutto così si riduce a tifoseria comunicativa, tutto sta nel fare uscire la notizia prima degli altri, 'intestarsela', gestire la comunicazione in maniera unilaterale e zero voci in dissenso. Questo modello può funzionare forse stando all'opposizione, con una manciata di parlamentari. Ma il M5S ha preso il 33% alle ultime elezioni e di parlamentari ne ha molti di più.

 

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

Il sistema delle parlamentarie ha fatto sì che entrassero in Parlamento sensibilità diverse, anche opposte su molte questioni. Luigi Di Maio ci ha messo sempre e per primo la faccia (mentre altri hanno preferito non prendersi alcuna responsabilità profetizzando sui social) con intuizioni incredibili e, per carità, anche errori, ammettendo poi di aver sbagliato (cosa rara in politica) e soprattutto ha sempre tenuto rapporti umani con le persone (mentre altri nemmeno ti rispondono al telefono)". Lo scrive sui social Sergio Battelli, deputato 5 Stelle e presidente della Commissione Politiche Ue alla Camera.

 

giuseppe conte beppe grillo luigi di maio

"Detto ciò, oggi abbiamo un problema: molti, io per primo, vogliono spiegazioni. Spiegazioni, non teste rotolanti. Parlare di ciò che è successo nella lunga settimana appena trascorsa. Io non ho accuse da fare ma sicuramente dubbi da dirimere", aggiunge il pentastellato. "Il MinCulPop interno - rimarca Battelli - l'ho sempre detestato e non inizierò certo a farmelo piacere oggi. Perché il non detto e il subito possono fare danni enormi. Ecco perché una richiesta di confronto seria e non di facciata, dura, forte non è uno sfregio, non è una 'lesa maestà', non è un insulto ma l'unico modo per dissipare le frizioni".

 

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

"È incredibile che il Movimento che ha fatto della Democrazia il proprio mantra usi le picconate social (con tweet che lanciavano hashtag gestiti da profili fake) Nei partiti esiste questa dialettica, esistono gli scontri forti, esistono teste pensanti che mettono alle strette il 'capo'. Fa parte della vita politica di ogni grande gruppo, si litiga in una riunione condominiale, figuriamoci qui. Le repressione o la genuflessione davanti al capo non fa parte del mio modo di fare. Di solito, dopo queste forti discussioni, si esce sempre migliori oppure a pezzi ma qui non esiste chi ha ragione e chi ha torto ma solo chi ha idea diverse per arrivare allo stesso obiettivo", conclude.

 

conte di maio

RUMORS ALLA CAMERA: "STRATEGIA DELL'ODIO"

"È la solita strategia dell'odio. Adesso sfruttano account fake per orientare gli utenti. Quella della macchina del fango contro Di Maio è una pratica già esistente, ci facciamo i conti da anni". Rispondono così all'Adnkronos i parlamentari vicini al ministro degli Esteri a chi chiede un commento sull'hashtag #DiMaioOut: una campagna mirata, secondo i 'dimaiani' - che riportano le dichiarazioni di alcuni esperti social tra cui Raffa -, "portata avanti con account falsi su Twitter".

 

"Questa nuova trovata non ci stupisce - continuano i dimaiani -, ciò non toglie che sia un fatto molto grave. Così si apre a quelle manifestazioni d'odio sui social che, specialmente negli ultimi tempi, purtroppo conosciamo bene. Recentemente abbiamo visto cosa provocano questi fenomeni, che nelle loro degenerazioni estreme possono portare ad escalation di violenza e minacce", concludono.

GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

 

I 'DIMAIANI': "STIAMO FACENDO OPPORTUNE VERIFICHE"

"Stiamo facendo le opportune verifiche per capire da dove parte la campagna di tweet-bombing contro Di Maio". È quanto affermano, parlando con l'Adnkronos, gli esponenti M5S vicini al titolare della Farnesina, i quali, alla domanda su un possibile 'fuoco amico', aggiungono: "Speriamo di no, sarebbe molto grave".

 

"PRESIDENTE DA SFIDUCIARE" C'È CHI VUOLE IL CAMBIO DI LEADERSHIP L'IRA DI GRILLO SUL CASO BELLONI

Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

RICCARDO FRACCARO GIUSEPPE CONTE

C'è solo una cosa che al momento mette d'accordo le due tribù del M5S, i "contiani" e i "dimaiani": stavolta bisogna andare fino in fondo, perché così è impossibile andare avanti. Tra i due, alla fine, ne rimarrà solo uno. Giuseppe Conte si sente tradito e per Luigi Di Maio vorrebbe una sorta di processo pubblico, non solo davanti ai parlamentari, ma di fronte a tutti gli iscritti.

 

Il ministro ed ex capo politico invece non ha alcuna intenzione di scusarsi di qualcosa e anzi, tesse la tela in quelle che prima erano le "sue" truppe, gente da lui messa in lista nel 2018, nella convinzione che sia possibile scalzare l'attuale presidente o comunque relegarlo in un angolo. Già provato dall'affare Riccardo Fraccaro nella settimana prima del voto per il Quirinale, con il già ministro sospettato di aver tramato alle spalle di Conte per mandare al Quirinale Giulio Tremonti, il presidente del Movimento si sente accerchiato. I take delle agenzie di stampa sul M5S non direttamente riconducibili ai vertici, i retroscena sui giornali: ogni commento o critica al suo operato è vista come una trama dei dimaiani. E così, a mali estremi estremi rimedi.

riccardo fraccaro foto di bacco

 

 La parola "espulsione", riecheggiata già per Fraccaro, ora torna per Di Maio. «Ora basta, vanno cacciati tutti, meglio pochi ma uniti », si è sentito dire negli ultimi giorni - più volte - da esponenti vicini all'attuale vertice. «La situazione è fuori controllo, serve un chiaro atto di sfiducia contro Conte e i suoi», promettono invece i dimaiani. Loro non se ne vogliono andare né gli basta fare la corrente di minoranza. I giochi per il Quirinale sono stati una sorta di pre-congresso, la convinzione del ministro è di poter contare su almeno 70-80 parlamentari, ad oggi (sono solo 20, replicano dall'altra sponda).

 

ELISABETTA BELLONI LUIGI DI MAIO

È difficile dire come andrà a finire, perché al di là degli schieramenti in chiaro - i pesi massimi con Di Maio sono la viceministra all'Economia Laura Castelli e l'ex ministro Vincenzo Spadafora; i fedelissimi di Conte sono il capodelegazione al governo Stefano Patuanelli e l'ex reggente del Movimento Vito Crimi - c'è una vasta area grigia dentro il M5S che non ha ancora preso una posizione e che resterà alla finestra in attesa di fiutare l'aria. E poi ci sono le variabili. La prima: Grillo, il garante acciaccato ma ancora capace di spostare gli equilibri. Da tempo viene tirato per la giacca da entrambi i versanti, la sua assenza complica le cose perché ognuno gli mette in bocca tutto e il suo contrario.

 

laura castelli foto di bacco

Ora viene descritto in piena sintonia con Conte, ora infuriato per essere stato ingannato sempre da Conte facendolo esporre su Belloni. Nessuno però dimentica la plateale demolizione di Conte, la scorsa estate, che stava facendo anche allora saltare in aria il M5S. Arrivarono proprio Di Maio e Roberto Fico a riportarlo a più miti consigli. Il presidente della Camera in questi giorni si è tenuto distante dalla contesa e tale resterà almeno fino al nuovo insediamento di Sergio Mattarella, di sicuro un suo coinvolgimento produrrà degli smottamenti in un senso o nell'altro. Dopodi ché Di Maio gode ormai di ampia stima nel cosiddetto establishment e non solo politico, ma Conte ha (o avrebbe) i voti fuori dal palazzo grazie ad un ancora alto consenso personale.

 

ALESSANDRO DI BATTISTA A DIMARTEDI

E come dimenticare infine Alessandro Di Battista, ex di lusso oggi svincolato ma che se tornasse in partita potrebbe ancora fare la differenza? Sui social non manca mai di attaccare il M5S per i suoi "tradimenti" ma intanto ha comunque difeso Conte. Chi perderà il duello rusticano potrebbe anche decidere di andarsene, fondando altro. Un esito che complicherebbe la vita a molti: al centrosinistra e poi al governo stesso, peraltro alla Farnesina si continua a ritenere che Conte in cuor suo voglia farlo cadere. Commenta un big di primo piano: «Andremo in guerra, ci saranno morti e feriti. E però obiettivi, esigenze, linguaggi e target sono ormai troppo diversi». Chi conosce bene Di Maio lo racconta come avveduto nelle cose di partito, pronto a ingaggiare battaglia quando è certo di vincerla. Altrimenti chissà, dopotutto il Parlamento sembra orientato a varare una legge proporzionale e il destino di Mario Draghi in politica potrebbe non esaurirsi al 2023.

 

 

SCOOP O FAKE? L’ATTACCO TWITTER CONTRO LUIGI DI MAIO

Raffaele Barberio per https://www.key4biz.it/

 

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

Il presunto scoop lanciato ieri sera con un tweet, si rivela all’analisi dei fatti debole e scarsamente fondato. Sorgono invece i dubbi ed i quesiti sul perché si sia soffiato cosi pesantemente su un caso, senza che alcuno si sia preso la briga di verificare.

 

Tanto rumore per nulla? Forse, ma a giudicare da quanto accaduto sembra che il vero bombing sia stato fatto da agenzie e giornali che si sono avventati su una notizia non verificata, che fa invece sorgere più di un quesito.

 

La notizia è quella dell’attacco via Twitter contro il ministro Luigi Di Maio, attacco che viene definito come premeditato, realizzato tramite Bot e proveniente prevalentemente dall’America.

 

È per questo che abbiamo cercato di vederci chiaro e abbiamo sottoposto i dati a un severo controllo rivolgendoci a WaterOnMars, che ha utilizzato la propria piattaforma di intelligence di rete Metatron, una delle più sofisticate al mondo.

 

Ma partiamo dall’inizio.

giuseppe conte luigi di maio foto di bacco (1)

 

Ieri sera il tweet di Pietro Raffa

Tutto nasce da un tweet di Pietro Raffa pubblicato ieri sera in cui si descrive un presunto tweet-bombing contro Luigi Di Maio, all’insegna dell’hashtag #DiMaioOut.

 

 

Il tweet riscuote immediato successo.

 

Stamane agenzie e testate si avventano sul tema e inseguono Raffa, esperto di comunicazione social e amministratore delegato della MR & Associati Comunicazione, il quale dichiara con sicurezza:

 

“E’ un tweet-bombing contro Di Maio…Ho effettuato un’analisi quantitativa e qualitativa dei tweet #DiMaioOut: sono andato a vedere quante persone avevano utilizzato l’hashtag, si tratta di 289 account. È chiaramente un’operazione studiata, che viene fatta da chi vuole modificare la percezione su alcuni temi”.

 

Tweet-boombing contro Luigi Di Maio: I dati dicono il contrario

Ci siamo incuriositi e abbiamo verificato che dall’analisi di WaterOnMars emergono dati del tutto differenti.

 

giuseppe conte luigi di maio e la card per il reddito di cittadinanza 9

Non risulta alcun disegno di bombing, tutt’al più di campaign, che per essere considerato tale deve affidarsi a dei Bot, ovvero ad account generati da computer.

 

Al contrario, gli account usati sono tutti riferibili a persone in carne ed ossa. Water On Mars ha riscontrato e analizzato 884 account per un totale di 2371 tweet.

 

Nessun Bot

Non figurano Bot, ma cosiddetti sock puppets, ovvero account usati poco e in un certo senso risvegliati dopo lungo letargo oppure account multipli che appartengono alla stessa persona (si tratta di un fenomeno tipico tra militanti politici).

 

Si tratta, nel nostro caso, di account aperti nel corso degli anni dal 2010 in poi, con solo gli ultimi due account aperti a gennaio 2022. Solo poco meno del 10% degli account coinvolti ha twittato più di 10 tweet, con la punta massima di un account (Simo) che ha twittato ben 128 volte tweet con #DiMaioOut.

giuseppe conte e luigi di maio con la postepay per il reddito di cittadinanza

 

Quindi, con buona pace del presunto scoop, nessun tweet-bombing, né bot creati da computer, ma azioni di persone vere, magari mobilitate da un ordine concertato, come spesso accade in rete, specialmente in ambito politico e di militanza.

 

Nessun attacco dall’America

Nel presunto scoop, Pietro Raffa parla anche della geo-localizzazione degli account usati: “Ho visto che circa la metà di questi profili twittava contro Di Maio dall’America”.

 

Si tratta di un dato non riscontrabile in alcun modo. Al contrario, tutti gli account usati del nostro caso sono localizzati per la quasi totalità in Italia.

 

di maio e conte

La controprova sta nel fatto che ad un controllo dell’orario di attivazione degli account, figurano tutti posizionati ad un’ora di differenza da Greenwich.

 

Quindi nessun attacco proveniente da account localizzati in America: un secondo elemento, quindi, che inficia l’attendibilità dell’analisi presentata come uno scoop e ripresa con il pieno di fanfare dalla stampa stamane.

 

Luigi di Maio: Tweet-bombing? No, news-bombing

Per la verità va anche registrato che tutte le uscite della stampa italiana (La Repubblica, La Stampa, Il Giornale ecc.) si colloca nell’arco di 60 minuti, tra le 12,18 e le 13,20, a solo titolo di curiosità. Per cui più che di tweet-bombing si tratta di una vera e propria campagna di news-bombing, ma voluta da chi?

 

Ci fermiamo qui con le prime osservazioni rilevate e domani daremo seguito ad altri commenti e alla pubblicazione delle figure, tabelle che sono state tratte in corso di rilevazione e che sono in via di elaborazione.

conte e di maio

 

Stay Tuned.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....