macron meloni

A MACRON GIRANO I COGLION: L’ULTIMA VERSIONE DELLA RIFORMA DEL PATTO DI STABILITÀ E’ INACCETTABILE PER LA FRANCIA - LE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA IMPORREBBERO A PARIGI, CHE HA UN DEFICIT MOLTO ALTO, UNA TAGLIOLA MICIDIALE - UN BEL CETRIOLINO ANCHE PER L’ITALIA: SE LA COMMISSIONE CI CHIEDESSE UNA CORREZIONE VELOCE, SU QUATTRO ANNI, DOVREMO RIDURRE IL DISAVANZO DI CIRCA 20 MILIARDI, LO 0,9% DEL PIL…

Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”

 

La più contraria all’ultima versione della riforma del Patto di stabilità resta la Francia. La distanza con la Germania è enorme […] a Berlino resiste persino il timore che qualcuno, in mancanza di un accordo, possa essere tentato da una nuova sospensione del Patto.

«Per noi, un’ipotesi inaccettabile: piuttosto, torniamo al vecchio Patto di stabilità», puntualizza. E quest’ultimo, per l’Italia, sarebbe il vero scenario da incubo.

 

[…] L’ultima proposta di Bruxelles combina una valutazione della sostenibilità del debito che sarà fatta tra i singoli governi e la Commissione ma anche il ritorno rigido di un tetto al 3% del deficit — un paletto voluto da Berlino, insieme a vincoli che imporrebbero un percorso di riduzione del debito e del deficit, le cosiddette “salvaguardie”. […] un ritorno al vecchio Patto non conviene a nessuno.

 

Ma […] anche il nuovo impone degli aggiustamenti notevoli a tutti: «In media il 2% del Pil nel medio termine, in aggiunta alle correzioni già richieste da Bruxelles per il biennio 2023-24». Tuttavia, rispetto alle vecchie regole, il taglio viene alleggerito dello 0,6% di Pil.

Gli economisti notano anzitutto che chi ha un debito alto (superiore al limite europeo del 60% del Pil) dovrà aggiustare il tiro o negoziando al tavolo con la Commissione, quando si ragionerà sulla sua sostenibilità.

 

«Ma ci sono notevoli eccezioni», scrive Bruegel, «e la principale è la Francia », che a causa del suo deficit alto rischia di far scattare la “salvaguardia” che la costringerebbe a una ghigliottina pesante. In sostanza, siccome l’allarme scatterebbe sul deficit e non sul debito — che in Francia è circa il 111% del Pil — il nuovo Patto di stabilità attiverebbe una tagliola automatica su Parigi.

 

Bruegel dimostra che le aggiunte tedesche al nuovo Patto di aprile lo hanno reso di nuovo “stupido”: «La Francia è l’esempio più lampante del perché l’ultima versione del Patto funziona male e va rivista», ragiona Lucrezia Reichlin, economista della London Business School.

 

[…] È vero che con l’ultima proposta i vincoli diventano “meno stringenti”, prosegue Reichlin, «ma se hai un disavanzo molto alto, come è il caso adesso della Francia, anche se l’analisi del tuo debito è buona e quindi le tue prospettive sui conti pubblici tutto sommato positive, la tagliola è micidiale».

 

Per l’Italia il discorso è diverso perché ha un debito che nelle previsioni della Commissione sarà al 140% del Pil nel 2024 e quindi il fatto che il deficit sarà ancora al 3,7% sarà un dettaglio meno rilevante, ai fini del negoziato. Nel caso in cui la Commissione chiedesse una correzione veloce, su quattro anni, dovrà ridurre il disavanzo di circa 20 miliardi, lo 0,9% del Pil — col vecchio Patto sarebbe stato l’1,4%. Mentre se Bruxelles concederà a Roma sette anni di tempo per raddrizzare il debito, dovrà tagliare lo 0,5%.%. Per l’Italia il nuovo Patto è meno pesante del vecchio, ma le conviene comunque continuare a trattare insieme alla Francia per liberarlo dalle ottusità tedesche […]

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…