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LA MAGGIORANZA VA IN PEZZI ANCHE SUL “SAFE”, IL FONDO UE PER L'ACQUISTO DI ARMI DOPO L’ANNUNCIO DI QUEL MERLUZZONE DI TAJANI (“ABBIAMO DECISO DI UTILIZZARE SAFE, CHIEDENDO UN INTERVENTO DI 14,9 MILIARDI”), CROSETTO LO CORREGGE E LA LEGA ALZA IL MURO: “DECIDE IL PARLAMENTO” – L’INQUILINO DELLA FARNESINA FA RETROMARCIA: “MI SONO SBAGLIATO, QUEI SOLDI SONO STATI SOLO PRENOTATI. ORA DECIDERÀ CROSETTO COME INVESTIRLI” – RENZI LO INFILZA: “UN INCAPACE TOTALE. MA È DEL MESTIERE, QUESTO?” – E IL FILOPUTIN VANNACCI? FUTURO NAZIONALE PROTESTA FUORI DA MONTECITORIO CONTRO IL PROGRAMMA SAFE E L'INVIO DI ARMI ALL'UCRAINA (“SOLDI A ZELENKSY? NO! PRIMA AL POPOLO ITALIANO”) E ATTACCA LA LEGA: “VOTA QUELLO CHE VUOLE MELONI” – ANCHE IL CAMPO LARGO È DIVISO SUI FONDI PER IL RIARMO. CONTRARISSIMI M5S E AVS. FAVOREVOLI IL PD, I RENZIANI E +EUROPA - VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica” - Estratti

 

giorgia meloni

Abbiamo deciso, anzi no. Ci mette meno di un’ora il vicepremier Antonio Tajani a ritrattare l’annuncio — l’Italia userà i fondi del programma Safe autorizzati da Bruxelles per l’acquisto di armamenti a tassi agevolati — formalizzato ieri mattina per conto del governo alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato riunite per l’informativa sugli esiti del vertice Nato ad Ankara.

 

Giusto il tempo di essere corretto in diretta dal collega Guido Crosetto, seduto accanto a lui, poi stoppato dalla rivolta della Lega, che prende subito cappello e notifica: «L’ultima parola spetta al Parlamento». L’inquilino della Farnesina fa retromarcia: mi sono sbagliato, quei soldi sono stati solo «prenotati», si corregge uscendo dall’aula. Se ne parlerà più avanti. Tradotto: di stabilito non c’è nulla.

 

Precisazione con retromarcia annessa che fotografa il cortocircuito di una maggioranza in stato confusionale sul dossier più delicato: il riarmo europeo. Tajani accelera, Crosetto frena (anche sulla scorta della prudenza invocata nei giorni scorsi da Giancarlo Giorgetti), il Carroccio alza il cartellino giallo. Alla fine nessuno sa quale sia davvero la linea dell’esecutivo.

 

 

guido crosetto e antonio tajani

A certificare il caos è lo stesso ministro della Difesa. Il titolare degli Esteri aveva appena dichiarato: «Abbiamo deciso di utilizzare Safe, chiedendo un intervento di 14,9 miliardi. Entro la fine dell’anno formuleremo la nostra proposta».

 

Crosetto, seduto al suo fianco, smonta la notizia quasi in simultanea: «Il Safe, per come è stato impostato, è uno strumento di finanziamento della difesa militare, non aggiuntivo», argomenta in commissione il cofondatore di FdI. (...)

 

Ergo, servirà prima una valutazione per capire se e come attingere alla dotazione Ue «in alternativa ai Bot e ai Cct». Altra cosa invece è lo scostamento di bilancio, quella sì «una scelta politica», insiste Crosetto, «che voteremo a settembre sullo 0,9 per la difesa e lo 0,6 per l’energia».

 

borghi salvini

Chiarimento che pesa come un macigno sulla fuga in avanti di Tajani. Presto obbligato a rinnegare se stesso: «Abbiamo detto che l’Italia ha prenotato 14,9 miliardi, che è il tetto massimo da utilizzare. Poi entro fine anno decideremo quanti usarne: sei, sette, otto, nove. O probabilmente meno», rettifica.

 

Con gran soddisfazione dei leghisti. «Prendo atto con piacere delle precisazioni di Tajani», esulta il senatore Claudio Borghi (...)

 

Testacoda che offre alle opposizioni il destro per affondare il colpo. Finendo però per mostrare le stesse crepe degli avversari: un campo largo altrettanto diviso sul Safe. Contrarissimi M5S e Avs, che si precipitano a rivendicarlo. Favorevoli il Pd (che lo aveva definito «l’unico strumento che presenta un embrione di solidarietà europea», ma ieri ha preferito chiudersi in un imbarazzato silenzio), Iv e +Europa. 

 

 

guido crosetto antonio tajani - foto lapresse

(...) A prendere la mira ci pensa Matteo Renzi: «Tajani va in commissione e dice: abbiamo deciso di chiedere il Safe per 14,9 miliardi. Una notizia importante! Ma scatta il subbuglio in maggioranza. Dopo mezz’ora Tajani precisa: non li abbiamo chiesti ma solo “prenotati”. Ma dove vive?», incalza l’ex premier: «I fondi Safe sono già prenotati: il governo deve decidere se usarli o no. Come al solito Tajani parla, poi viene richiamato all’ordine. Un incapace totale. Verrebbe da dire con Checco Zalone: ma è del mestiere, questo?». 

 

(...)

 

IL SAFE COME IN STAR WARS: LA DENUNCIA DEI VANNACCIANI

Estratti da open.online

 

Non si è fatta attendere la risposta dei Vannacciani, dopo le dichiarazioni del ministro Tajani rilasciate in mattinata sulla disponibilità dell’Italia ad aderire ai fondi Safe per la difesa. Fuori da Montecitorio, con uno striscione dal titolo «Soldi a Zelenksy? No! Prima al popolo italiano», hanno protestato contro la decisione di continuare a inviare armi all’Ucraina e contro l’adesione dell’Italia al fondo europeo per la difesa (che però è stata successivamente smentita dal ministro che ha parlato di valutazione in corso): «Dopo il PNRR, un altro debito che pagheranno i nostri figli».

FUTURO NAZIONALE PROTESTA CONTRO IL SAFE

 

 

Ad uscire sul piazzale di Montecitorio per lanciare la protesta – anche in nome del loro leader Roberto Vannacci, oggi assente – è stato il resto della compagine di Futuro Nazionale, a partire dal capogruppo Edoardo Ziello, seguito, nelle dichiarazioni, da Davide Bergamini.

 

Così Ziello ha esordito rivendicando la risoluzione presentata alla Camera «che conteneva la richiesta di un impegno chiaro al Governo, ovvero interrompere immediatamente ogni fornitura di armamenti a favore dell’esercito di Zelensky». «Riaprire immediatamente i colloqui con la Russia», ha chiesto poi Bergamini, per fare in modo che le risorse energetiche siano «quelle acquistate a miglior prezzo» e si ponga fine a un conflitto «che non ha nulla a che fare con l’Europa».

 

guido crosetto antonio tajani maurizio gasparri - foto lapresse

Fondi, ribadisce il deputato di Futuro Nazionale, che sarebbero meglio spesi per «abbattere i costi dell’energia» e per occuparsi dei veri problemi del popolo italiano. Posizione, quest’ultima, che contrasta fortemente con le parole pronunciate in mattinata dal ministro della difesa Crosetto, che aveva rivendicato con orgoglio l’invio da parte dell’Italia di 13 pacchetti di aiuti all’Ucraina, commentando: «Io non ho mai sentito in ospedale qualcuno dire che fare una trasfusione e dare una medicina significa aumentare i tempi della malattia». E, ancora: «L’aiuto all’Ucraina è come la medicina a un malato».

 

 

A preoccupare di più tra le fila di Futuro Nazionale sembra però l’impegno, fresco di giornata, assunto dal ministro Tajani nel corso dell’informativa sugli esiti del vertice Nato di Ankara, avvenuto stamattina, 28 luglio, alle Commissioni Affari Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato. Un sì ai fondi Safe, per un «debito» da 14,9 miliardi che, secondo Ziello, sarà un «cappio al collo, funzionale ad uno scippo di sovranità del nostro Paese a favore dell’Europa (...)

antonio tajani. - foto lapresse

 

 

«Sappiamo benissimo che il Safe rappresenta uno strumento che è funzionale a tutti quei paesi che vogliono armarsi o riarmarsi. Ma dov’è la minaccia?» commenta ironico Ziello sull’esigenza di un riarmo europeo. «Qui stanno creando una minaccia fantasma come nel film Star Wars». Ma «non ci sono i cosacchi alle porte del nostro Paese», prosegue. Il vero rischio per l’Europa «proviene dal confine meridionale».

 

Sembra esistere però anche un altro nemico da cui guardarsi le spalle in una «maggioranza spaccata»: «Abbiamo notato che la Lega si è rimessa al Parlamento», denuncia con malizia il capogruppo riferendosi alla posizione ambivalente del Carroccio sui fondi Safe, che in mattinata si era “smarcato” rinviando la questione al voto tra gli scranni di Camera e Senato. «Ma in realtà – prosegue Ziello – poi sappiamo come va a finire ogni volta. Di fatto la Lega si accoda alla maggioranza e vota qualsiasi cosa viene proposta dal Presidente del Consiglio».

 

Roberto Vannacci Matteo Salvini

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