conte di maio salvini

SALVINI AFFILA LA GHIGLIOTTINA: CHIEDE LA TESTA DI TRE MINISTRI M5S (TONINELLI, COSTA E TRENTA) DOPO IL CASO TAV - DI MAIO SPERA NELLE DIMISSIONI DEL TITOLARE DEI TRASPORTI - RESTA LA TENSIONE CON CONTE - INTANTO L'INCHIESTA MILANESE PROMETTE NUOVE RIVELAZIONI SUL 'RUSSIAGATE' E DI MAIO NON È IN GRADO DI GARANTIRE LA DIFESA DEL M5S SE DOVESSE USCIRE QUALCOSA DI PESANTE DALLE CARTE SU 'MOSCOPOLI'...

DANILO TONINELLI

Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

C' è un problema per la Lega e si chiama Danilo Toninelli. C' è un problema per il M5S e si chiama Danilo Toninelli. Il ministro dei Trasporti è stato il sottinteso più evocato nel colloquio durato un' ora tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Un vertice a due a Palazzo Chigi con sul fuoco tanta carne e le teste di tre ministri che il leghista vuole fuori dal governo: Elisabetta Trenta (Difesa), Sergio Costa (Ambiente) e, il bersaglio preferito del leghista, Toninelli.

 

salvini toninelli

Salvini considera il suo comportamento un «danno di immagine» per tutto il governo. E non capisce perché Di Maio non gli chieda un passo indietro. In realtà Salvini non formalizza la sua richiesta. Non vuole essere lui a pretendere il rimpasto, anche se è difficile non notare che ancora non ha indicato i sostituti per i due sottosegretari che ha perso al Mit. «Perché vuole un suo uomo a capo del ministero» sostiene Di Maio.

salvini di maio

 

E aspetta che salti Toninelli. Il leghista comunque elenca al grillino tutte le cose che non vanno ma Di Maio sembra irremovibile, anche perché sa che il caso Toninelli è una grana che va gestita in casa. Con effetti paradossali. Perché il ministro si vanta di essere un paladino No Tav, lo definisce un «bidone inutile», fa un video in cui si scatena contro «il partito del cemento», ma non si dimette anche se oggi il governo italiano dirà di sì all' Alta velocità.

 

di maio no tav

C' è gran parte del gruppo parlamentare in subbuglio e non solo perché gli chieda conto della Tav e dell' analisi costi-benefici diventata carta straccia dopo il via libera di Conte. Alcuni eletti sono furibondi per altre opere, meno note, ma cruciali per le battaglie sui territori. Leggono l' elenco dei cantieri avviati dal Cipe, in mano a Giancarlo Giorgetti, e trovano la Pedemontana lombarda, come il passante bolognese. Molti uomini della cerchia più ristretta consigliano da tempo a Di Maio di costringere Toninelli all' addio. Il leader sperava nella Tav. Quale migliore occasione per far uscire il ministro a testa alta?

 

Dimettendosi «uscirebbe da eroe e salverebbe la faccia al M5S». Invece oggi si limiterà a far firmare un dirigente la lettera che annuncia all' Ue la volontà di proseguire l' opera. Ma resterà al suo posto, anche lui in attesa di capire se dal Parlamento arriverà una mozione o una risoluzione del M5S, che farà da pura scenografia contro la Torino-Lione. La Lega frena e, a questo punto, l' appuntamento in una delle due Camere potrebbe slittare a dopo la pausa estiva, quando si sarà raffreddata la temperatura.

 

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO

A quel punto se rimpasto sarà, fa capire Di Maio a Salvini, anche il M5S chiederà di rimettere in discussione due ministri leghisti: Marco Bussetti (Scuola) e Gianmarco Centinaio (Agricoltura). Non si vedevano da 15 giorni, i due, prima che si scatenasse il caso del Metropol. È stato il grillino a chiedere un faccia a faccia: un modo anche per tranquillizzare le truppe parlamentari in ansia per le continue tensioni nel governo.

 

Certo, non ci si arriva nel più pacato dei modi a questo vertice. Con Salvini che spara bordate contro Conte e rifiuta di rispondere ai giornalisti che fanno le domande sul Russiagate. E poi con il premier a cui viene una strana voglia di sushi ed esce per pranzo da palazzo Chigi per rispedire al mittente leghista i sospetti sulle sue ambizioni politiche, proprio mentre i due vice si riuniscono senza di lui. Un dettaglio che da entrambi i partiti si precipiteranno a sottolineare. Perché - dicono - se Salvini soffre l' attivismo di Conte, anche Di Maio comincia a non tollerare la centralità conquistata dal presidente del Consiglio.

salvini conte

 

Entrambi rivendicano la titolarità della linea politica, anche se il grillino sa che in attesa di far riprendere il M5S dai suoi scombussolamenti l' argine di Conte verso il leghista gli torna molto utile. A fine vertice i collaboratori si informano con Salvini se l' incontro sia stato risolutivo, se la navigazione possa riprendere tranquilla? «No» risponde lui. «Lasciamo che sia Conte a dire che si va avanti». L' umore del vicepremier resta annerito. L' inchiesta milanese promette nuove rivelazioni e Di Maio, appena tornato da un pranzo con l' ambasciatore americano, non è in grado di garantire la difesa del M5S se dovesse uscire qualcosa di pesante dalle carte di Moscopoli. Il cedimento sulla Tav è già stato fatale. 

senato informativa di giuseppe conte sui presunti fondi russi alla lega 3

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