andreotti di maio vespa

DI MAIO STUDIA ANDREOTTI E IL GOVERNO DELLA “NON SFIDUCIA” – VUOLE IL SOSTEGNO ESTERNO DEL PD IN CAMBIO DI QUALCHE PREDELLINO PER MINISTRI “DI AREA” – IL PROBLEMA VERO RESTANO I NUMERI E IL RUOLO DI RENZI. PERCHÉ A MONTECITORIO I 5 STELLE HANNO 221 SEGGI, GLIENE SERVONO ALTRI 90 E TEMONO CHE UN RENZI SFIDUCIATO POSSA TENERSI UNA PATTUGLIA PER SÉ

 

Ilario Lombardo per la Stampa

 

luigi di maio sergio mattarella

«Non un mandato esplorativo, ma l'incarico pieno». Luigi Di Maio ha ben presente il precedente di cinque anni fa, quando a parti invertite era il Pd ad aver bisogno dei voti del M5S per far partire un governo.

 

«Noi non faremo la fine di Pierluigi Bersani - ragionano nello staff del candidato premier - che è stato bruciato con il mandato esplorativo». L' incarico ovviamente sarebbe subordinato a un accordo già strappato agli avversari e portato in dote al Quirinale.

 

Nel M5S si sta insinuando il sospetto che sia Matteo Renzi sia Silvio Berlusconi, che si parlerebbero attraverso Denis Verdini, vogliano spingere Di Maio a scendere per primo nell' arena del Parlamento per far naufragare l' eventuale mandato ottenuto da Sergio Mattarella. Di fronte all' impossibilità di trovare una maggioranza, secondo Renzi e Berlusconi, si certificherebbe l' incapacità politica dei grillini di dare un governo stabile all' Italia.

 

Forte di questa consapevolezza prodotta dal sospetto e dalla paura di fare una mossa sbagliata, Di Maio preferisce continuare ad aspettare, seduto com' è su quella che a oggi è la posizione più favorevole. Osserva i tentennamenti della Lega e spera, il leader, che la disintegrazione della leadership renziana liberi il Pd per un' alleanza di governo. Magari già lunedì, alla direzione del Pd, da cui il leader dei 5 Stelle si attende segnali precisi. Le trattative continuano, i contatti sono costanti e i grillini sono convinti che a poco a poco altri democratici usciranno allo scoperto per proporre di sostenere un governo dei 5 Stelle.

 

LUIGI DI MAIO CON UNA FAN

Non solo Michele Emiliano e i suoi uomini, come Francesco Boccia. I grillini hanno letto con piacere le dichiarazioni di Sergio Chiamparino, un grande vecchio del Pd che ha sempre avuto buoni rapporti con la sindaca Chiara Appendino, e che chiede di rompere il tabù del dialogo con i 5 Stelle. È nell' area geografica di Chiamparino che fonti del M5S suggeriscono di guardare, all' asse ligure-piemontese-lombardo.

 

A nomi come Damiano e Pollastrini, della corrente di Orlando, quella più sensibile alle politiche keynesiane offerte dagli economisti dei 5 Stelle su lavoro, reddito e pensioni. Ma contatti ci sono anche con altri big del Pd, capicorrente che potrebbero essere in corsa per la presidenza della Camera, concessa dai 5 Stelle ai dem come prova della volontà di un accordo.

 

michele emiliano

Dal M5S smentiscono invece abboccamenti tra i vertici e ambienti renziani. «Luigi parla al Pd, non parla a Renzi», spiegano. A loro propone un' intesa di programma blindata con un contratto, sui diversi punti in comune con la sinistra.

 

E nel frattempo accoglie con piacere le aperture degli industriali e le dichiarazioni a favore del M5S di chi, come l' ex direttore di Repubblica Eugenio Scalfari, dichiara da Floris di preferire Di Maio a Salvini. Non solo: «Leggerei bene tra le righe Franceschini quando dice che non ha mai pensato di fare un governo con noi» spiega una fonte ai vertici del Movimento.

 

RAJOY

Non si tratta di fare un governo, infatti. La formula del sostegno esterno, sul modello di quanto avvenuto in Spagna con i socialisti che hanno sbloccato l' impasse in cui era precipitato Mariano Rajoy del Ppe, è stata proposta da Emiliano e Boccia. Non legherebbe le mani al Pd lasciandogli comunque margini per condizionare l' esecutivo grillino.

 

Luigi Zanda

Ma non è detto che, una volta partita la trattativa, oltre alla disponibilità su Camera e Senato (si fa il nome di Luigi Zanda), i 5 Stelle non si possano spingere un po' più in là e lasciare qualche ministero a disposizione di tecnici di area dem. Il M5S non mollerà solo sulla presidenza del Consiglio, anche se fosse il presidente della Repubblica a offrire a Di Maio la presidenza della Camera. I grillini scommettono sulla neutralità di Mattarella. «Non è Giorgio Napolitano» ripetono, nonostante le pressioni del Colle sul Pd farebbero comodo ai 5 Stelle.

 

Il problema vero restano i numeri e il ruolo di Renzi. Perché a Montecitorio i 5 Stelle hanno 221 seggi, gliene servono altri 90 e temono che nonostante lo smottamento il segretario del Pd possa tenersi una pattuglia per sé.

 

A quel punto, se lo spauracchio del ritorno alle urne non basterà a convincere i dem, il M5S potrebbe tornare a guardare alla Lega. In fondo è quello che ha lasciato intendere ieri Beppe Grillo: «Noi siamo un po' Dc, un po' di destra e un po' di sinistra... Sopravvive chi si adatta».

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...