massimo giannini marina berlusconi silvio

“MASSIMO GIANNINI CONTINUA AD ACCANIRSI CONTRO MIO PADRE, ANCHE ORA CHE NON C’È PIÙ” - MARINA BERLUSCONI, IN DIFESA DEL PAPA’, SI AVVENTA SULL’EDITORIALISTA DI “REPUBBLICA”. LA PRIMOGENITA DEL CAV: “RICORRENDO A TONI IRONICI DAVVERO DI PESSIMO GUSTO, GIANNINI PARLA DI UNA PRESUNTA BEATIFICAZIONE DI BERLUSCONI. E TUTTO QUESTO, COME È TIPICO DEL PENSIERO OSSESSIVO, SENZA NULLA DI NUOVO, MA SOLO CON UNA MECCANICA RIPETIZIONE DI COSE GIÀ DETTE E RIDETTE, COMPLETAMENTE DISANCORATE DALLA REALTÀ: MANGANO E LA MAFIA, IL CONFLITTO DI INTERESSI E L’AMICIZIA CON PUTIN” – L’ARTICOLO DI GIANNINI

MASSIMO GIANNINI: BEATO SILVIO

Massimo Giannini per “Il Venerdì – La Repubblica”

SILVIO MARINA BERLUSCONI

 

William James, presidente della Society for Psychical Research alla fine dell’800, ci aveva avvertito: «Guai se ricordassimo tutto quello che è penetrato nella nostra mente: saremmo più confusi che se ci dimenticassimo tutto…». Si chiama memoria selettiva, ed è la tendenza a ricordare solo quello che ci conforta, ci rassicura e ci protegge. Oggi ne soffre soprattutto la politica.

 

Tutta la politica. Ma a destra, va detto, il fenomeno sta assumendo connotati clinici. Prendete l’immagine del sindaco di Bari Antonio Decaro immortalato con la sorella del boss: ha fatto indignare i patrioti, totalmente immemori delle analoghe foto di Meloni con i fratelli Spada a Ostia nel 2017, e di Salvini con il capo tifoso milanista spacciatore di droga nel 2018.

 

A proposito di amnesie non casuali, la sindrome è sempre più acuta per la Sorella d’Italia, che per il secondo anno consecutivo, nel giorno del ricordo della strage delle Fosse Ardeatine, condanna l’eccidio di 335 innocenti compiuto «dai nazisti» ma rimuove l’indispensabile contributo che a quel massacro diedero i fascisti. Il ministro degli Interni della Repubblica di Salò Buffarini Guidi, il capo della polizia del Duce Pietro Koch, il questore Pietro Caruso e molti altri.

 

MARINA SILVIO BERLUSCONI

Niente, nella testa dura dell’Underdog nata e cresciuta al calore della fiamma missina, tutto ciò che riguarda il Ventennio non trova sinapsi pronte a ripescarlo. Ma il capolavoro della memoria selettiva, adesso, riguarda il Cavaliere di Arcore. In questo caso, la selezione funziona al contrario, le sinapsi sono attivissime, di fosforo ce n’è in abbondanza.

 

Peccato che di Silvio Berlusconi, da giorni e giorni, si ricordino solo pensieri e parole che fanno di lui un profeta a metà tra Gesù Cristo e San Francesco. L’ultima fatica letteraria di Paolo Del Debbio, In nome della libertà, raccoglie il testamento spirituale e morale dell’Unto del Signore, negli ultimi giorni di passione trascorsi al San Raffaele. I giornali parenti ne hanno scritto, come se stessero raccontando i Vangeli.

 

MARINA PIER SILVIO E PAOLO BERLUSCONI

Forza Italia è «il partito del cuore e dell’amore, il partito che crede in Dio e nel suo amore per tutti noi, il partito che aiuta chi ha bisogno e che dà a chi non ha». È il partito «del mondo senza frontiere, che si ama e che è rispettoso di tutti gli Stati». È il partito «del mondo che ama la pace, che considera la guerra la follia delle follie». Insomma, Silvio santo subito.

 

Ora, nessuno vuole infangare un leader che ha fatto un pezzo di storia d’Italia, che non c’è più e non può replicare. Ma noi ricordavamo un altro Berlusconi. Quello dello stalliere Mangano e dei legami con Cosa Nostra, quello dei conflitti di interesse e delle leggi ad personam, quello degli attacchi al Colle e alle toghe, quello del lettone di Putin e del tendone di Gheddafi. Ma sbagliamo noi, sia chiaro. Come diceva Einstein, la memoria è l’intelligenza degli idioti.

 

MARINA BERLUSCONI: “ALTRO CHE BEATIFICAZIONE, CONTRO MIO PADRE C’È UN’OSSESSIONE”

Lettera di Marina Berlusconi pubblicata su “Il Venerdì – La Repubblica”

 

Egregio Direttore,

 

SILVIO BERLUSCONI MARCELLO DELL'UTRI

capisco bene che quando qualcuno ha una ossessione fa molta fatica a liberarsene. Ad esempio, leggo che Massimo Giannini, nella sua rubrica sul Venerdì, continua ad accanirsi contro Silvio Berlusconi anche ora che non c’è più. Anzi, ricorrendo a toni ironici davvero di pessimo gusto, parla di una sua presunta beatificazione.

 

E tutto questo, come è tipico del pensiero ossessivo, senza nulla di nuovo, ma solo con una meccanica ripetizione di cose già dette e ridette, completamente disancorate dalla realtà dei fatti.

 

Riecco quindi Mangano e la mafia, ma nemmeno una parola sul fatto che trent’anni d’inchieste su mio padre sono finite tutte in nulla, tutte archiviate su istanza delle stesse procure che le avevano aperte. E ovviamente guardandosi bene dal ricordare che i governi Berlusconi, contro la criminalità organizzata, hanno promulgato leggi e ottenuto risultati che nessun altro governo italiano può vantare.

massimo giannini

 

Riecco il conflitto di interessi, senza menzionare che mio padre abbandonò tutti gli incarichi aziendali il giorno stesso in cui scese in campo. E senza ricordare che il gruppo che ha fondato dà lavoro a migliaia di persone ed è oggi protagonista di una crescita internazionale che porterà alla creazione di uno dei pochi giganti paneuropei con la testa in Italia.

 

Riecco l’amicizia con Putin. Ma senza ricordare che quel legame aveva come obiettivo l’allargamento dell’Occidente e della democrazia - l’accordo di Pratica di Mare andava proprio in questa direzione. E senza ricordare che in quegli anni erano tanti i leader occidentali a dialogare con Putin, penso a Romano Prodi o ad Angela Merkel, solo per citarne due.

 

Riecco il tendone di Gheddafi. E ovviamente nemmeno una parola sull’Accordo di Bengasi, che non aveva precedenti nella storia delle relazioni del nostro Paese con l’Africa. Lasciamo poi stare i brillanti risultati che derivarono dall’intervento militare in Libia voluto dalla Francia, cui mio padre tentò purtroppo invano di opporsi: le primavere arabe, che nella realtà di “primaverile” hanno avuto ben poco.

 

marina berlusconi 1

L’ex direttore della Stampa cita Einstein: «la memoria è l’intelligenza degli idioti». Mi domando a quale categoria dell’intelletto vada iscritto il pensiero ossessivo… Soprattutto quando quel pensiero ha nutrito e garantito carriere professionali che altrimenti – forse – senza un nemico contro cui scagliarsi quotidianamente e ciecamente, non sarebbero nemmeno esistite.

pier silvio marina berlusconi

 

MARCELLO DELL UTRI AL FUNERALE DI SILVIO BERLUSCONIBERLUSCONI PUTIN VILLA CERTOSAberlusconi putinmassimo giannini a in onda 1

Marina Berlusconi

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)