MARINA, MA ALLORA SEI TUTTA CHIACCHIERE E DISTINTIVO! – NONOSTANTE LE APERTURE SBANDIERATE SUI DIRITTI CIVILI DA PARTE DELLA FIGLIA DI BERLUSCONI, FORZA ITALIA NON VOTERÀ LA PROPOSTA DEL PD SUL FINE VITA, PER NON COMPROMETTERE LA MAGGIORANZA – ANCHE NELLA LEGA SONO IN TANTI A ESSERE FAVOREVOLI A UNA REGOLAMENTAZIONE DEL SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO (È UNA BATTAGLIA CONDIVISA DA LUCA ZAIA), IN FRATELLI D’ITALIA, INVECE, FANNO MURO – IL TESTO DEL CENTROSINISTRA ANDRÀ AVANTI CON LA DISCUSSIONE GENERALE IN AULA, MA POI LA MAGGIORANZA VOTERÀ PER RIPORTARE IL TESTO IN COMMISSIONE. UN TRUCCO CHE SERVE SOLO A ESAURIRE IL TEMPO A DISPOSIZIONE IN PARLAMENTO…
Estratto dell’articolo di Federico Capurso per "la Stampa"
Oggi, a sette anni dalla sentenza della Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito, una proposta di legge sul fine vita riesce ad arrivare per la prima volta in Aula, in Senato. Il centrodestra, però, non ha alcuna intenzione di portarla avanti. Per un semplice motivo: il testo di questa proposta non è il suo, ma quello del centrosinistra.
«E non possiamo permettere che passi la proposta del Pd», ammettono dentro Forza Italia. Gli azzurri, sotto la spinta sui diritti civili impressa da Marina Berlusconi, dovrebbero essere i più propositivi. Ma tra la teoria e la pratica, ci sono gli equilibri di maggioranza da preservare.
La Lega ha un approccio laico, al suo interno sono in tanti a essere favorevoli, tanto che in Veneto si farà un tentativo per una nuova legge regionale. La ritrosia di Fratelli d'Italia, invece, è difficile da vincere. Così, invece di proseguire l'esame del testo che oggi arriva in Aula, […] nel centrodestra hanno individuato un'altra strada.
Si andrà avanti con la discussione generale, «poi però voteremo per riportare il testo in commissione». Nel frattempo, si potranno presentare entro il 9 giugno nuove proposte di modifica al testo del senatore di FI Pierantonio Zanettin, non a quello di Bazoli. Insomma, un passo avanti e due indietro.
L'obiettivo di Forza Italia è di emendare il suo testo per riportare al centro della proposta il ruolo del Servizio sanitario nazionale. Punto sul quale gli alleati di FdI sono stati irremovibili: «Non può essere coinvolta la sanità pubblica».
Il possibile compromesso passa dall'affidamento delle procedure per il suicidio assistito al medico di base, anche in ospedale pubblico. Ma che non esalti FdI si vede già dal tipo di audizione che è stata chiesta in commissione, oggi, sul testo di Zanettin: verrà chiesto all'Istituto superiore di sanità se esiste un macchinario che possa auto-somministrare il farmaco letale.
Il centrosinistra ha le sue ragioni per sospettare che questa manovra sia «un trucco».
Un escamotage utile solo a esaurire il tempo a disposizione del Parlamento. La proposta della maggioranza, infatti, è stata ferma in commissione per quasi un anno.
«Se volevano proporre nuovi emendamenti, potevano farlo prima», commentano dal Movimento 5 stelle. Ed è «bizzarro», aggiungono, che questa accelerazione sia arrivata solo quando il testo delle opposizioni è riuscito ad approdare in Aula. Ma il testo della proposta di maggioranza è rimasto chiuso in un cassetto della commissione anche per un altro motivo.
Il ministero della Sanità, infatti, non avrebbe mai trasmesso al Senato i pareri necessari. E senza i pareri del governo, un testo non può andare avanti nel suo percorso. […]
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