SINISTR-ELLY A PEZZI SOTTO LA MADUNINA! MARIO CALABRESI E’ LA SPINA NEL FIANCO DI SCHLEIN – COME DAGO-DIXIT, LA SEGRETARIA CON L’ESKIMO AVEVA CONSIGLIATO ALL’EX DIRETTORE DELLA ‘’STAMPA’’ E DI ‘’REPUBBLICA’’ DI NON CORRERE: IL SUO CANDIDATO È PIERFRANCESCO MAJORINO, ALA SINISTRA DEL PD – LA SORTITA DI ELLY SUL “PROGRAMMA DA SCRIVERE” SUONA COME UN “PUGNO IN FACCIA” A BEPPE SALA PERCHÉ DOPO 15 ANNI DI AMMINISTRAZIONE DEM, SIGNIFICA AMMETTERE CHE OCCORRA DISCONTINUITÀ – INTANTO MAJORINO, FORSE INNERVOSITO DALL’ANTICIPO DI CALABRESI, SCALPITA E PROBABILMENTE A GIORNI SI PROPORRÀ: NON LO HA FATTO FINORA PER INGRAZIARSI ULTERIORMENTE ELLY E PER PAURA DI BRUCIARSI… - DAGOREPORT
“CALABRESI CHI?’’ – COSA HANNO IN COMUNE MELONI E SCHLEIN? LA VANITÀ DEL POTERE, “QUI, COMANDO IO!” E LA SCELTA DEL CANDIDATO ALLE COMUNALI MILANESI DEL 2027 È ROBA MIA. PUNTO! – SE ALLA DUCETTA DELLA GARBATELLA FA SCOPPIARE L’ORTICARIA IL NOME DEL MODERATO MAURIZIO LUPI, LANCIATO DA IGNAZIO LA RUSSA, DOMINUS DELLA LOMBARDIA CHE CONOSCE BENE GLI UMORI E I DISGUSTI DELLA BORGHESIA A MISURA DUOMO (NON A CASO A MILANO I M5S RACIMOLANO LA MISERIA DEL 2%) – DALL’ALTRO LATO, ALLA DUCETTA DEL NAZARENO LA VOLONTÀ DI UN ESPONENTE DELLA SOCIETÀ CIVILE DI SCENDERE IN CAMPO, HA FATTO STORCERE IL NASINO FINO ALLE ORECCHIE: ‘’MARIO CALABRESI? PRIMA I PROGRAMMI E POI I NOMI” – DEL RESTO, LA SEGRETARIA CON L’ESKIMO AVEVA CONSIGLIATO ALL’EX DIRETTORE DELLA ‘’STAMPA’’ E DI ‘’REPUBBLICA’’ DI NON CORRERE: IL SUO CANDIDATO È PIERFRANCESCO MAJORINO, ALA SINISTRA DEL PD - EPPURE IL NOME DI CALABRESI, COME È SUCCESSO A GENOVA CON IL FORMAT CIVICO DI SILVIA SALIS, È UN ASSO VINCENTE PERCHÉ ALLARGHEREBBE LA BASE DI CONSENSO: PIACE AI RIFORMISTI DEL PD, AI CIRCOLI RADICAL E INTELLÓ, PIACE AI CENTRISTI DI CARLO CALENDA, CHE A MILANO CONTANO IL DOPPIO RISPETTO A ROMA, E CHE NON SOSTERREBBERO IL SINISTRO MAJORINO - MALGRADO LA DESTRA MENEGHINA PARTA AZZOPPATA GRAZIE A VANNACCI, CHE GLI HA BUTTATO TRA I PIEDI IL GENERALISSIMO CARMELO BURGIO, DOPO 10 ANNI DI GIUSEPPE SALA A PALAZZO MARINO, CHI RISCHIA DI PIÙ È LA SINISTR-ELLY…
CALABRESI È UNA GRANA PER ELLY LEI TIFA MAJORINO, MA NON PUÒ DIRLO
Antonino Liberato per “La Verità” – Estratti
Se c’è una «qualità», se cosi possiamo definirla, che viene riconosciuta a Elly Schlein, è la straordinaria capacità di rispondere alle domande dirette usando parole utili a non far capire agli altri cosa pensa.
Se n’è avuta ulteriore conferma alla Festa dell’Unità di Genova. Interpellata dai giornalisti sulla possibile candidatura di Mario Calabresi a sindaco di Milano, ha risposto che è troppo presto per esprimersi sulle persone e che prima serve il programma, dando la classica risposta di chi dice tutto e niente. In molti militanti si fa largo la consapevolezza che sia proprio questo stato d’«incoscienza politica» della segretaria la fonte dei problemi che il Pd mostra di avere, sia nella gestione della vicenda nazionale, che in quella milanese.
A proposito della quale, provando a cimentarci nella difficilissima opera d’interpretazione del suo «pensiero», crediamo di aver capito quanto segue:
1 Calabresi non è il candidato di Elly, ma lei non può dichiararlo apertamente. Il suo potrebbe essere Pierfrancesco Majorino, ma, ugualmente, non può dirlo perché, non essendo sicura del come potranno svilupparsi le cose, le conviene non fare nomi.
2 In quanto al «mantra» chiamato programma, credo che, posto nei termini usati dalla leader pd, sia un «pugno in faccia» a Beppe Sala perché dire che bisogna scrivere un programma per Milano, dopo averla governata 15 anni, significa ammettere che occorra discontinuità. Anche in questo caso senza il coraggio di affermarlo. In questa confusione, le cose sul campo non stanno ferme.
Calabresi, dimessosi da direttore editoriale di Chora Media per evitare un potenziale conflitto d’interessi, ha rotto gli indugi ed è sceso in campo. È presumibile che possa avere l’appoggio della parte moderata del Pd e della coalizione e il probabile sostegno dei due «giornaloni», Corriere della Sera e Repubblica, anche se i ben informati fanno sapere che c’è un po’ di maretta nella redazione milanese del quotidiano diretto ad interim da Stefano Cappellini.
Majorino, forse innervosito dall’anticipo di Calabresi, scalpita e probabilmente a giorni si proporrà: non lo ha fatto finora per ingraziarsi ulteriormente Elly e per paura di bruciarsi, assecondando così le titubanze della segretaria sia sui nomi sia sull’altro «mantra» dem, le primarie. Nella corsa può contare sull’appoggio, invero non proprio entusiasta, della parte più a sinistra, ove è maturata l’idea che sia ormai necessario spingere l’acceleratore.
Gli altri candidati, a partire dall’attuale vicesindaco, Anna Scavuzzo, non hanno praticamente chance. Si agita molto Luca Stanzione, attuale segretario della Camera del lavoro di Milano e pare inserirsi in questo quadro una riunione convocata dal segretario, nella sede di Corso di Porta Vittoria, che ha visto la presenza dei segretari di partito della coalizione:
forse Stanzione spera di essere chiamato a guisa di «Papa straniero» da partiti o fazioni non in grado di trovare un accordo, ma i ben informati fanno sapere che questa chiamata in campo non arriverà mai. In questo quadro, già si pensa che se dovesse prevalere l’idea Calabresi (formalmente indipendente), molti già rivendicano il ruolo di vicesindaco per il Pd e per una donna, in ragione della rappresentanza di genere.
Sono almeno tre le possibili candidate. La prima è la deputata Lia Quartapelle, che dopo tre mandati, probabilmente non sarà più candidata e cerca uno «sbocco». Si dice che la sua stessa area, i Riformisti, abbia già deciso che se dovesse ricevere deroghe queste saranno spese a favore di Simona Malpezzi e non della Quartapelle, osteggiata da buona parte del Pd e soprattutto da Avs e M5s, anche per le sue posizioni troppo filo Israele. Fece notizia a suo tempo il matrimonio con Claudio Martelli, celebrato a Tel Aviv.
La seconda ipotesi è Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale di Milano, anch’essa in scadenza e in cerca di un posto al sole. Fino a ieri era componente dell’area Cuperlo a Milano, area che preferisce appoggiare Majorino.
La terza è una giovane rampante, Giulia Pelucchi, presidente del Municipio 8 e coordinatrice dell’area Schlein a Milano (...)
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PIERFRANCESCO MAJORINO AL SEGGIO PER LE REGIONALI DELLA LOMBARDIA
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