clemente mastella

“HO SEMPRE SEGUITO LA TEORIA DEL VIANDANTE: SE TI VOGLIONO FOTTERE E TROVI UN OSTACOLO A DESTRA, VAI A SINISTRA; SE TI FOTTONO A SINISTRA, VAI A DESTRA.MA SEMPRE AL CENTRO RESTI” - CLEMENTE MASTELLA, SINDACO ED EX MINISTRO, FESTEGGERÀ SABATO I 50 ANNI DALLA PRIMA ELEZIONE A BENVENTO CON PIANTEDOSI, CASINI, IL SINDACO DI NAPOLI MANFREDI E QUEL PREZZEMOLONE DI MAURIZIO DE GIOVANNI - GLI ESORDI CON DE MITA, LA LUNGA ASPETTATIVA IN RAI, “L’ERRORE” DI FARE IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA: “PRODI NON MI HA MAI PERDONATO LA CADUTA DEL SUO GOVERNO” – “IO SIMBOLO DELLA CASTA PER UNA DELLE TANTE STRONZATE DI BEPPE GRILLO. ERA GRAZIE ALLA DC SE LUI LAVORAVA IN RAI. LO UTILIZZAVAMO PERCHÉ LUI ATTACCAVA SEMPRE CRAXI, CI FACEVA GIOCO. OGNI NATALE GLI MANDAVO I MIEI TORRONCINI, LUI DISSE CHE LO VOLEVO CORROMPERE MA NON ME LI HAI MAI RIMANDATI INDIETRO. SE LI È MANGIATI TUTTI PURE QUELLA VOLTA” – IL CONSIGLIO AL CAMPO LARGO, L’ENDORSEMENT A MANFREDI - IL GOVERNATORE FICO? GLI HO SCRITTO MA..."

1 - I 50 ANNI IN POLITICA DI MASTELLA LA FESTA CON CASINI, MANFREDI E DELLA VALLE 

Dal “Corriere della Sera” - Estratti

 

CLEMENTE MASTELLA 1

Sul palco del Teatro Romano di Benevento ci saranno il «gemello» politico Pierferdinando Casini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l'imprenditore Diego Della Valle, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, lo scrittore Maurizio de Giovanni, i giornalisti Gigi Marzullo e Marco Demarco. Con loro Clemente Mastella festeggerà sabato 50 anni di carriera politica. 

 

«Avevo 20 anni e mi candidai la prima volta a Ceppaloni, con la sinistra di base Dc», ha ricordato in un’intervista al Corriere del Mezzo giorno. 

 

Poi ha spiegato la scelta di alcuni invitati: «Con de Giovanni siamo amici, gli ho dato pure la cittadinanza onoraria; di Manfredi ho grande stima e da capo dei sindaci italiani mi è sembrato doveroso invitarlo. Con Marzullo ci conosciamo da ragazzini». E il governatore Roberto Fico? «Gli ho scritto, ma non mi ha ancora risposto». Un regalo speciale? L’acquerello del maestro Mimmo Paladino. 

clemente mastella massimo dalema gianfranco rotondi

 

2 - CLEMENTE MASTELLA - MASTELLA “I TORRONCINI A GRILLO PRODI NON MI HA MAI PERDONATO” 

Francesco Bei per “la Repubblica” - Estratti

 

Venti giugno 1976, cinquant'anni fa, un piccolo giorno per l'umanità, un grande giorno per Mastella Clemente da Ceppaloni, che viene eletto per la prima volta. «Ero già vicesegretario della Dc in Campania, mi spingevano Marcora e De Mita. Così "fregai" il figlio del presidente Leone, che invece veniva portato dalla sinistra di base». 

E la candidarono alla Camera... 

«Entrare a Montecitorio è stato il momento più bello della mia vita politica. Ricordo che mi chiedevano: ma ce la fai a prendere 17 mila voti? Ne presi 34 mila». 

 

(...)

clemente mastella

Lei lavorava in Rai, ha vinto facile. 

«Dissi al caporedattore: fammi fare un po' di servizi nel collegio di Salerno, così mi conoscono». 

 

È vero che utilizzò in maniera spregiudicata anche i centralinisti Rai? 

«Avevo un amico di Benevento che lavorava come centralinista. Facevo chiamare gli elettori dei paesini del collegio: le passo la Rai, resti in linea. Quelli pensavano magari che fosse il direttore generale e rispondevo io: guardi, sarà candidato un nostro collega, Mastella si chiama, mi raccomando» . 

 

In Rai è stato decenni in aspettativa, mica è normale. 

«No, infatti era normale prendere il doppio stipendio. Appena eletto chiesi di essere messo in aspettativa e il mio capo mi disse: ma chi te lo fa fare, lascia perdere. Tutti gli altri, a partire da quelli di sinistra, continuavano tranquillamente a essere stipendiati dalla Rai e dal Parlamento. Io allora feci un'interrogazione, scoppiò un putiferio, tanto che il cda della Rai mise tutti in aspettativa. Quando passavo in Transatlantico, i colleghi mi guardavano torvo per farmi il c...». 

 

Come mai è diventato il simbolo della Casta? 

CLEMENTE MASTELLA E UMBERTO BOSSI

«Per una delle tante str...di Beppe Grillo. Al Vaffa-day, si ricorda? Il più bersagliato ero io, è incredibile». 

 

Lei lo conosceva Grillo? 

«Ma si capisce! Io venivo dalla Rai e noi democristiani lo utilizzavamo perché lui attaccava sempre Craxi, ci faceva gioco. Era grazie alla Dc se lui continuava a lavorare in Rai». 

 

Un ingrato... 

«Ogni Natale mandavo a tutti delle scatole di torroncini di San Marco dei Cavoti, dal Papa in giù li mandavo a tutti, e pure a Grillo. A un certo punto, lui si presenta in tv con i miei torroncini e dice: vedete, la Dc mi vuole addolcire, mi vuole corrompere. Però, se dici che ti corrompo, perché non me li hai mai rimandati indietro? Se li è mangiati tutti pure quella volta». 

 

Dopo tanti anni, ha capito se l'amicizia esiste in politica? 

clemente pellegrino mastella roberto fico

«Certo che esiste. Io conservo l'amicizia con D'Alema, anche con Sangiuliano ho un ottimo rapporto». 

 

Con Romano Prodi? 

«Prodi ha un carattere un po' così, non mi ha mai perdonato la caduta del suo governo». 

 

(...)

 

Lei si è alleato a destra e a sinistra, con Prodi e con Berlusconi. Ci spiega la sua teoria del viandante? 

«Semplice: chi sta al centro si muove come un viandante. Se trova un macigno devia a sinistra, poi torna a al centro, ma se incontra un altro ostacolo sul cammino, devia a destra. Io ho fatto così, quando ho fondato prima il Ccd e poi l'Udeur». 

Quando lei entrò alla Camera, il Parlamento contava molto. 

 

pellegrino clemente mastella

(...)

Che consiglio darebbe oggi al campo largo? 

«Di tenere tutti dentro, anche Renzi. Poi chiamate il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e fatelo fare a lui il centro. È il più bravo di tutti. Dopo Mastella, naturalmente». 

 

3 – “LA DC, POI B. E I REEL: 50 ANNI A SCHIVARE CHI MI VUOLE FOTTERE” 

Tommaso Rodano per il Fatto quotidiano” - Estratti

 

Cinquant’anni di politica. Dalla Prima Repubblica a TikTok, passando per Tangentopoli, Berlusconi, Prodi, Grillo e Meloni. Clemente Mastella festeggia mezzo secolo di carriera da inossidabile navigatore delle poltrone. “Ho sempre seguito la teoria del viandante – è la sua formula magica –: se ti vogliono fottere e trovi un ostacolo a destra, vai a sinistra; se ti fottono a sinistra, vai a destra. Ma sempre al centro resti”. 

conte mastella fico

 

(...) 

  

L’errore più grande? 

Dice mia moglie che non avrei dovuto fare il ministro della Giustizia. Forse ha ragione. Mi sono trovato nei guai per vicende che poi si sono rivelate inconsistenti. 

  

È stato il simbolo nazionale del trasformismo. Oggi questa definizione la diverte o la infastidisce? 

Mi diverte. Sento fare lezioni di morale da gente che ha governato con chiunque. Il Pd ha governato con la Lega e coi 5 Stelle. La Lega ha governato coi 5 Stelle e poi col Pd. Tutti hanno fatto alleanze con tutti. E il trasformista sarei io? 

mastella de luca fico

Si è assolto. 

Il viandante cammina, trova un ostacolo e aggira l’ostacolo. 

Prima a sinistra, poi al centro, poi a destra. Ma continua il cammino. 

 

(...)

  

Il più sopravvalutato? 

Salvini. E anche Grillo. Sono stati fenomeni molto ingigantiti. Bossi invece era un leader vero. Anche Conte ha mostrato di avere più spessore di Grillo. 

  

grillo conte

E invece quello trattato più ingiustamente dalla Storia? 

Aldo Moro. Doveva diventare presidente della Repubblica. Non lo è diventato per una miscela di invidia, paura e miopia politica. 

  

Non si può dire che il Fatto sia un giornale a lei amico. Eppure avete combattuto battaglie comuni sui referendum costituzionali, dalla devolution a Renzi e Nordio. Come lo spiega? 

Io sono atipico: sono un politico della solidarietà. Sono stato persino sostenitore del manifesto. Non abbonato: sostenitore. Pagavo la quota. Dario Franceschini mi ha mandato un messaggio molto bello: ‘Spesso Clemente è stato ostacolato più dagli amici che dagli avversari’. 

  

ROBERTO BENIGNI CLEMENTE MASTELLA

La lezione più importante che ha imparato? 

Il potere che vedi non è mai tutto il potere che c’è. Esistono equilibri internazionali, pressioni che sfuggono all’opinione pubblica. Ai tempi di Berlusconi fui convocato in un albergo da Sergio De Gregorio, mi fece incontrare un signore strano, capii subito che era uno dei Servizi americani. Mi disse: ‘Clemente, gli americani puntano su di te, ti sono grati se fai cadere il governo Prodi’. Lo fermai e me ne andai subito. 

 

Poi però Prodi lo fece cadere davvero. 

Questo è un falso storico. Lo fecero cadere pure Turigliatto, Rossi, Dini. Perché si parla solo di me? Di certo fui decisivo per farlo vincere, con i miei voti. 

  

nozze d oro clemente mastella sandra lonardo 45

Il suo talento più importante? 

Il rapporto umano (...) io cerco di dare una mano. 

Anche una raccomandazione. 

È normale. 

Non si è mai trasferito davvero a Roma. Mai. Se mi fossi staccato dalla mia terra sarei finito politicamente molti anni fa. 

 

(...)

  

E il familismo? 

Ci sono saghe familiari in tutti i Parlamenti del mondo. Io ho solo mia moglie e mio figlio che fanno politica. 

  

C’è almeno un’idea che non ha cambiato mai? 

mastella lenny kravitz

Fare qualcosa per la mia gente. Sono nato in una terra povera e mi sono sempre sentito in dovere di aiutare chi aveva bisogno. 

CLEMENTE MASTELLAde mita mastellad alema mastella casiniclemente mastella da giovaneromano prodi festival economia trentoclemente mastella claudio baglioniclemente mastella 1clemente mastella francesco cossigaclemente mastella da giovaneMATTEO RENZI CLEMENTE MASTELLA clemente mastella paolo cirino pomicino clemente mastella paolo cirino pomicino clemente mastella paolo cirino pomicino pippo baudo clemente mastella

 

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…