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OVVIAMENTE ANCHE MATTEO RENZI SAPEVA DELL’INDAGINE IN CORSO SULLA CONSIP IN CUI SONO FINITI LUCA LOTTI, I GENERALI DEI CARABINIERI DEL SETTE E SALTALAMACCHIA E L'IMPRENDITORE ALFREDO ROMEO - LO CONFERMA IL RENZIANO FILIPPO VANNONI, ASCOLTATO DAI PM DI NAPOLI MERCOLEDÌ

1 - ANCHE RENZI SAPEVA DELL’INDAGINE

Estratto dell'articolo di Marco Lillo per il Fatto Quotidiano

 

TIZIANO RENZITIZIANO RENZI

Anche Matteo Renzi sapeva dell' indagine segreta (si fa per dire) sulla Consip, la centrale di acquisto della Pubblica amministrazione. A tirare in ballo il segretario del Pd nella fuga di notizie che fa tremare il governo non è un funzionario amico del M5s o un burocrate con simpatie per Bersani e Speranza. Bensì un renziano a 24 carati: Filippo Vannoni, presidente di Publiacqua.

 

Il testimone che fa il nome dell' ex premier davanti ai pm di Napoli è presidente della municipalizzata dell' acqua di Firenze e di altri 45 Comuni dei dintorni, perché scelto nel 2013 proprio da Matteo Renzi e confermato da Dario Nardella nel 2015. […]

TIZIANO E MATTEO RENZITIZIANO E MATTEO RENZI

 

Vannoni è stato sentito a Napoli mercoledì scorso perché il giorno prima davanti agli stessi pm l' amministratore della Consip Marroni aveva citato anche lui, oltre a Lotti, e ai due generali, come fonte delle notizie sull' indagine. Marroni, ingegnere con un passato nel gruppo Fiat, promosso a capo della principale stazione appaltante italiana da Renzi è il punto debole del segretario del Pd in questa storia.

 

[…] Quando gli è stato chiesto, sotto giuramento, perché avesse fatto fare la bonifica contro le microspie, non ha ceduto all' istinto di protezione dei suoi amici toscani. Così ha tirato in ballo anche il nome di Vannoni, che spesso sta a Roma perché nominato nel dicembre del 2015 come componente del Nucleo tecnico per il coordinamento della politica economica dal ministero dell' Economia.

tiziano renzitiziano renzi

 

Convocato d' urgenza di fronte ai pm, il presidente di Publiacqua, come tutti quelli chiamati in causa da Marroni, ha ricordato in termini molto più vaghi le circostanze riferite con precisione dall' Ad di Consip. Da quel che risulta al Fatto però ha messo a verbale anche lui i due nomi più pesanti. Per Vannoni, dell' inchiesta sulla Consip erano a conoscenza i massimi livelli del governo.

 

Non solo il sottosegretario Luca Lotti ma, anche se in termini meno precisi e più vaghi, anche il premier Matteo Renzi. Il nome di Renzi jr entrerà in questa inchiesta non come indagato ma al massimo come persona informata dei fatti, se i pm di Roma decidessero di convocarlo.

 

Le parole del boy scout Filippo Vannoni in fondo potrebbero far sorgere un dubbio nelle menti degli investigatori. Se il boy scout Matteo Renzi sapeva dell' indagine Consip, come spiega il boy scout Vannoni, forse sarebbe il caso di domandarsi: chi disse al boy scout Tiziano Renzi dell' esistenza della stessa indagine? Chissà cosa dicono in materia le regole degli scout. (Il Fatto ha provato a contattare per telefono e via sms sia Filippo Vannoni che - in tarda serata - Matteo Renzi per avere una loro versione dei fatti, ma non è riuscito ad ottenere risposta).

 

2 - BABBO RENZI E’ UNA CALAMITA DI GUAI

Giacomo Amadori e Christian Campigli per La Verità

 

A Napoli e a Roma ieri gli uffici giudiziari erano vuoti. E quindi per avere novità sull' inchiesta che riguarda il ministro dello Sport Luca Lotti, i generali dei carabinieri Tullio Del Sette ed Emanuele Saltalamacchia (indagati per rivelazione del segreto investigativo), oltre che l' imprenditore e avvocato napoletano Alfredo Romeo (accusato di corruzione) e, sembra, altri indagati eccellenti bisognerà attendere qualche giorno.

 

cena di finanziamento del pd a roma  luca lotticena di finanziamento del pd a roma luca lotti

Prima di Natale l' avvocato di Lotti, Franco Coppi, aveva ostentato tranquillità. Ma in questi giorni di festa a Samminiatello, la frazione di Montelupo fiorentino dove Lotti è cresciuto e dove vive la sua famiglia d' origine, le fonti della Verità non l' hanno visto a giro. Forse preferisce stare tranquillo in attesa dell' interrogatorio a cui sarà sottoposto nei prossimi giorni.

 

Di certo la sconfitta del Sì al referendum del 4 dicembre pare aver ringalluzzito più che le opposizioni le procure che danno l' impressione di non aver più paura di agire contro il Giglio magico. Una tempistica che ha insospettito uno degli esponenti più in vista della minoranza Pd, Miguel Gotor: Mi ha colpito che la magistratura abbia atteso il referendum per agire, ha detto a Repubblica, visto che in Italia c' è l' obbligatorietà dell' azione penale.

 

EMANUELE SALTALAMACCHIAEMANUELE SALTALAMACCHIA

Ma la prudenza deve essere finita. Nelle scorse settimane, come anticipato dalla Verità, la notizia dell' inchiesta napoletana aveva raggiunto e agitato Tiziano Renzi, il babbo dell' ex premier. Una violazione del segreto su cui ora indagano gli inquirenti romani a cui il fascicolo è stato trasmesso per competenza. Secondo alcune indiscrezioni, il collegamento tra l' indagine e Rignano sull' Arno è un misterioso imprenditore di Scandicci, il trentatreenne Carlo Russo.

 

Il giovanotto avrebbe avuto rapporti anche con la holding del napoletano Romeo. Russo in passato si è occupato di distribuzione di farmaci con la Farexpress . Su internet risultava responsabile commerciale, mentre la moglie Serafina Martella, nata in Svizzera nel 1976, era amministratore della società in Toscana. La coppia si è occupata anche di bellezza con il centro estetico Le Charme, la cui società dopo varie vicissitudini e trasferimenti, è fallita nel marzo scorso.

PINOTTI DEL SETTEPINOTTI DEL SETTE

 

Carlo Russo risulta anche titolare di un'impresa individuale specializzata nelle consulenze elettrotecniche e forse grazie a questo biglietto da visita potrebbe essere stato incaricato di bonificare gli uffici della Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione coinvolta nelle indagini napoletane. Ma neppure su questo punto Russo ha voluto offrire chiarimenti ai giornalisti. Per questo siamo andati a cercarlo a Scandicci, dove vive.

 

In via Salvemini, dove abitava, un'ex vicina ci spiega: Si è trasferito otto mesi fa. Sì, ho saputo che è coinvolto in un' inchiesta. Che posso dire? Era così educato, sempre sorridente. Russo si è spostato di alcune centinaia di metri in una palazzina, edificata di recente. Sul campanello è indicato il cognome della moglie con di fianco le iniziali di Russo: C. R.. Proviamo a suonare. Il padrone di casa risponde, ma quando scopre che siamo della Verità riattacca, senza dire nulla.

MATTEO RENZI E TULLIO DEL SETTEMATTEO RENZI E TULLIO DEL SETTE

 

Se questo comportamento ci desta qualche perplessità sulla gentilezza dell' omino (come è definito in un' intercettazione, vista la bassa statura), al contrario non dovrebbero esservi dubbi sulla sua fede granitica. Con gli amici si vantava di avere un centro massaggi di quelli seri e di partecipare ai pellegrinaggi a Medjugorje. E forse in uno di questi viaggi potrebbe aver stretto amicizia con Patrizio Donnini e Renzi senior, entrambi personaggi chiave dentro al Giglio magico.

 

renzi con il padre tiziano indagatorenzi con il padre tiziano indagato

Il primo è stato uno degli organizzatori dell' ultima Leopolda renziana, fa parte dello staff del ministro Pinotti (la prima a scendere in campo in difesa del suo ex capo di gabinetto, il comandante generale dei carabinieri Del Sette, ora indagato con Lotti per violazione del segreto investigativo). Sia Russo che la moglie sono amici di Facebook di Donnini. Un nome che associato a quello della ex compagna Lilian Mammoliti ci collega a un' altra inchiesta giudiziaria, in corso a Cuneo e riguardante la bancarotta fraudolenta di una società in affari con la famiglia Renzi.

 

In Piemonte i magistrati si stanno occupando di uno strano finanziamento ottenuto da una vecchia società di Donnini e stanno approfondendo un presunto falso in bilancio a cui, secondo gli investigatori, avrebbe partecipato Mammoliti, altra organizzatrice della Leopolda.

 

LAVORO PER I PM

ALFREDO ROMEO ALFREDO ROMEO

Nello stesso fascicolo viene citato in un' intercettazione un altro amico di Tiziano Renzi, Maurizio Sguanci, come vedremo, un personaggio non secondario. Ne parla proprio Renzi senior con un' indagata: Senti coccolino io lunedì sono a pranzo con il presidente del quartiere 1 di Firenze e vedo di fare quella cosa che tu mi avevi detto. Non è chiaro l' argomento a cui i due fanno riferimento, mentre è certo il nome del presidente: si tratta di Sguanci. L'ennesimo compagno di pranzi e cene a finire nei pasticci.

 

Un canovaccio che si ripete spesso quando si parla di babbo Renzi, una specie di calamita per i guai. Infatti dopo la débacle referendaria si è scoperto che pure Sguanci è iscritto sul registro degli indagati, quello della procura di Firenze. Sguanci, commerciante cinquantunenne, dal 2009 al 2014 è stato consigliere comunale con Renzi sindaco.

 

Miguel Gotor Miguel Gotor

Ha commentato l' indagine che lo riguarda su Facebook, proprio come Lotti: Sono assolutamente sereno e fiducioso nell' opera della magistratura per un semplice motivo: come diceva mio nonno, male non fare, paura non avere. L' indagine è un filone di quella più importante sulla gestione dell' ex ippodromo fiorentino delle Mulina.

 

In questo fascicolo i pm della Procura di Firenze Christine Von Borries e Luca Turco hanno indagato e perquisito nei giorni scorsi cinque persone, tra cui Simone Tani, ex collaboratore di Palazzo Vecchio (con Renzi sindaco), altro protagonista della Leopolda, consulente per le questioni economiche di Palazzo Chigi con incarico al Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. L' ennesimo renziano finito nel mirino dopo il referendum.

Chi sarà il prossimo? Per avere la risposta, probabilmente, non bisognerà attendere molto, perché per dirla con Gotor uno dei problemi del renzismo è che c' era troppo potere concentrato in un recinto troppo stretto.

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