giorgetti e salvini

DUE LEGHE, DUE MISURE -  MATTEO SALVINI AL CONSIGLIO FEDERALE DEL CARROCCIO SE NE FREGA E NON MOLLA LA LINEA SOVRANISTA: “È IMPENSABILE ENTRARE NEL PARTITO POPOLARE EUROPEO: È SUBALTERNO ALLA SINISTRA”. POI RILANCIA LA COSTITUZIONE DI UN GRUPPO “IDENTITARIO E CONSERVATORE” (COME LE DUE FORMAZIONI DI CUI FANNO PARTE LA LEGA E FRATELLI D’ITALIA A BRUXELLES) – GIORGETTI “RINNOVA” LA SUA FIDUCIA NEL SEGRETARIO. ALMENO FINO ALLA PROSSIMA INTERVISTA. FINO A QUANDO POTRANNO CONTINUARE A CONVIVERE LE DUE LEGHE?

 

 

Da www.corriere.it

 

giancarlo giorgetti e matteo salvini 1

C’è chi lo vede come il punto di svolta, che sancirà l’esistenza di due «anime» all’interno della Lega e chi invece scommette un finale con abbraccio riconciliatorio tra Salvini e Giorgetti.

 

Il Consiglio federale del Carroccio, convocato dal segretario in quattro e quattr’otto dovrebbe comunque servire a mettere le carte in tavola e stabilire quale è la linea prevalente all’interno del partito che fu di Umberto Bossi: se quella «governista» incarnata da Giancarlo Giorgetti e che vorrebbe spingere il Carroccio in seno al partito popolare europeo o quello di lotta, che vede Matteo Salvini protagonista indiscusso: ieri il Capitano, tanto per far capire da che parte si posiziona, ha avuto un vertice telefonico con i leader sovranisti di Ungheria e Polonia, Orbàn e Morawieckj. Un messaggio chiaro e tondo al suo competitor.

MATTEO SALVINI CON MARINE LE PEN A PARIGI

 

Ore 20.30 - L’11 e 12 dicembre conferenza programmatica

Tra le decisioni assunte nel corso del vertice a Montecitorio quella di tenere l’11 e 12 dicembre una conferenza programmatica «per decidere i binari». La conferenza, secondo Salvini «servirà a esprimere l’idea di Italia che vogliamo».

 

Ore 20.15 - «Ppe subalterno a sinistra, impensabile entrarvi»

matteo salvini mateusz morawiecki viktor orban

«Priorità al taglio delle tasse»: dietro questa parola d’ordine Matteo Salvini è riuscito a ricompattare la Lega. Riguardo invece alla collocazione del partito in Europa Salvini ha detto di voler puntare alla costituzione di un gruppo «alternativo ai socialisti» identitario, conservatore e di centrodestra. Il Ppe non è mai stato così debole, è impensabile entrare nel Partito popolare anche perché è subalterno alla sinistra. Impensabile per noi entrarvi».

giancarlo giorgetti e matteo salvini 2

 

Ore 20 - Da Giorgetti fiducia a Salvini

Giancarlo Giorgetti rinnova la sua fiducia a Salvini: è quanto riportano fonti interne al consiglio federale della lega in corso dalle 18 alla Camera dei deputati. Il segretario ha parlato per circa 50 minuti puntando il suo discorso sul taglio delle tasse.

 

Ore 18.15 - Salvini: «Noi alternativi alla sinistra»

«Il Consiglio federale penso che all’unanimità, è questa la mia impressione, approverà le posizioni presenti e future della Lega che in Italia e in Europa sono e saranno alternative alla sinistra». Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, arrivando alla Camera prima di partecipare al Consiglio federale del partito.

mateusz morawiecki viktor orban matteo salvini

 

Ore 18 - Salvini: «Ascolto tutti, poi decido»

«Penso che esprimeremo un ok unanime alla Lega come alternativa alla sinistra» ha detto Matteo Salvini prima dell’inizio dei lavori. «Da parte mia ascolto tutti poi decido». «Il governo di unità nazionale è per superare la pandemia. Noi abbiamo in testa un governo liberale di centrodestra, fondato su alcuni valori come il taglio delle tasse, la difesa della famiglia e la libertà» aggiunge.

matteo salvini e giancarlo giorgetti 7

 

*****

 

A poche ora dall’inizio dei lavori del consiglio federale, Salvini e Giorgetti appaiono in rotta di collisione. Il ministro dello sviluppo, tenendo fede al suo personaggio, ha rilasciato dichiarazioni evasive: «Non so che succederà. Oggi per me è solo San Carlo, che è la cosa più importante, è il mio santo patrono» ha detto arrivando al Senato per il question time.

 

LA FOTO DI GRUPPO LEGA FORZA ITALIA A CASA DI BERLUSCONI

Al Consiglio federale della Lega, convocato alle 18, partecipano - oltre al segretario Matteo Salvini - i tre vice Giancarlo Giorgetti, Andrea Crippa e Lorenzo Fontana, i governatori (Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Christian Solinas, Donatella Tesei, Luca Zaia), i capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, e i commissari regionali.

matteo salvini e giancarlo giorgetti 8

 

Tra i big del partito prevale la «consegna del silenzio». Attilio Fontana, presidente della Lombardia che prenderà parte alla riunione «da remoto» si limita a una laconica dichiarazione: «Quel che succederà lo vedremo».

 

Il silenzio che precede la riunione è rotto solo da Giuseppe Leoni, uno dei fondatori della Lega e primo deputato del Carroccio, eletto nel 1987: «I padri fondatori non sono stati invitati, Salvini è un fascista!» tuona l’ex parlamentare, da tempo, per la verità ai margini dell’agone politico.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…