ita lufthansa giorgia meloni paolo gentiloni ursula von der leyen

LO SCAZZO MELONI-BRUXELLES PRENDE QUOTA – DAL G20, SORA GIORGIA ATTACCA LA COMMISSIONE UE PER IL MANCATO VIA LIBERA AL MATRIMONIO ITA-LUFTHANSA: “PER ANNI CI HA CHIESTO DI TROVARE UNA SOLUZIONE AL PROBLEMA, E ORA CI BLOCCA. CURIOSO”. E PUNTA IL DITO ANCORA SU GENTILONI, IL “CAPRONE ESPIATORIO” PER I FALLIMENTI ITALIANI SU PNRR E PATTO DI STABILITÀ – LA REPLICA DI BRUXELLES: “NON CI È MAI STATA NOTIFICATA L'INTESA CON LUFTHANSA” – LE PAROLE DELLA PREMIER PUNTANO ANCHE A COLPIRE VON DER LEYEN, IN VISTA DI UNA SUA POSSIBILE RICONFERMA A CAPO DELLA COMMISSIONE

1 - MELONI ATTACCO ALLA UE

Estratto dell'articolo di Francesco Olivo per “la Stampa”

 

giorgia meloni al g20 di new delhi - alle spalle paolo gentiloni

L'altro fronte con l'Unione europea si apre in una saletta del G20 a Nuova Delhi. Il vertice dei leader è appena finito, Giorgia Meloni, prima di ripartire per Doha, fa un bilancio dei lavori e poi va all'attacco della Commissione. Il motivo è il mancato via libera dell'Antitrust di Bruxelles all'ingresso di Lufthansa in Ita Airways. Meloni poi manda un messaggio secco in vista delle nomine europee.

 

A raccogliere le lamentele del governo è stato Paolo Gentiloni, il commissario Ue all'Economia, finito nel mirino della destra già nei giorni scorsi, accusato di remare contro gli «interessi italiani».

 

meloni gentiloni

[…] Meloni, con il ministro dell'Economia seduto in prima fila, spiega così la vicenda: «Sta accadendo qualcosa di obiettivamente curioso, la stessa Commissione europea che per anni ci ha chiesto di trovare una soluzione al problema Ita, quando troviamo una soluzione al problema la blocca e quindi noi non stiamo più capendo». L'obiettivo emerge poco dopo: «Vorremmo una risposta. Su questo è stato interpellato Gentiloni da Giorgetti».

 

Prima ancora che la premier e il ministro dell'Economia lascino l'India, per una cena con l'emiro del Qatar Al Thani (c'era anche l'ad di Eni Claudio Descalzi), arriva la replica della Commissione: «Non abbiamo ancora ricevuto la notifica formale». Il ministero dell'Economia risponde che la notifica deve arrivare solo al termine di un'istruttoria dell'Antitrust, mentre una "prenotifica" è stata già inviata. Della questione, Giorgetti ha parlato anche con il ministro del Tesoro tedesco, Christian Lindner, con il quale ha condiviso l'ipotesi di scomputare dal patto di stabilità le spese per la Difesa.

 

giorgia meloni a new delhi per il g20

C'è poi, sempre in Europa, un fronte che riguarda le nomine, in particolare quella della Banca centrale per gli investimenti. Per il posto di presidente, l'Italia ha candidato Daniele Franco, ministro dell'Economia del governo Draghi, e in corsa ci sono anche due candidate che appaiono con maggiori possibilità, la vicepremier spagnola Nadia Calviño e la commissaria danese alla concorrenza Margrethe Vestager (che prima di lasciare l'incarico era la responsabile della questione Ita).

 

Meloni, che punta al sostegno tedesco, spiega così perché debba prevalere l'Italia: «Abbiamo candidato alla Bei una figura tecnica. Leggo di scelte che potrebbero essere politiche, ma sarebbe un errore - avverte la premier -. Se dovessimo sottomettere le massime istituzioni finanziarie europee a scelte di partito, mineremmo la terzietà di queste istituzioni, dobbiamo essere molto prudenti».

 

lufthansa

Pur senza fare nomi, la premier sembra alludere a Calviño che, sebbene non si sia candidata alle elezioni spagnole e abbia un curriculum tecnico, è stata uno dei volti del governo progressista di Pedro Sánchez. Interrogata sulle accuse italiane, Calviño, che qui a Delhi rappresenta il governo (il premier ha il Covid) evita di commentare.

 

Lontano dall'India, piovono altre polemiche sull'Ue.

GIANCARLO GIORGETTI DANIELE FRANCO

Guido Crosetto, ministro della Difesa: «L'Europa mi sembra la vecchia nobiltà che pensava che nulla cambiasse - ha detto a Mezz'ora in più - e pensava di poter vivere nei propri palazzi senza lavorare e sporcarsi le mani e non si accorgeva invece che il mondo stava cambiando e dopo pochi anni si è trovata la borghesia che comprava quei palazzi». Il vicepremier Antonio Tajani mette il carico: «Rivendico il diritto di dire che non sono d'accordo con i commissari».

 

[…] Ma il tema di politica estera che impegna più i diplomatici resta l'uscita dalla Via della Seta. Non siamo ancora al momento dell'annuncio, ma Meloni ormai parla quasi al passato del memorandum. Al G20 di Nuova Delhi la premier ha incontrato il primo ministro cinese Li Qiang, al quale ha spiegato la posizione del governo: un'uscita senza clamore dal memorandum firmato nel 2018 dall'esecutivo di Giuseppe Conte.

 

[…] La visita in Cina è per il momento congelata: «Aspetto che ci siano elementi maggiori sulla nostra cooperazione». L'Italia è stata invitata alla cerimonia dei dieci anni della Via della seta, ma non è chiaro ancora se da Roma partirà una delegazione.

 

2 - LA SECCA REPLICA DI BRUXELLES "MAI NOTIFICATA L'INTESA CON LUFTHANSA" I TRE ESEMPI "

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”

 

giorgia meloni a new delhi per il g20

«La Commissione lavora in modo molto costruttivo con il governo italiano, come dimostrato da numerosi esempi: le discussioni con la Tunisia, la solidarietà dopo le alluvioni, le discussioni sul Pnrr... ». Nella replica che il portavoce di Ursula von der Leyen, Eric Mamer, affida a La Stampa dopo l'ennesimo attacco di Giorgia Meloni, si possono leggere piuttosto chiaramente tre messaggi.

 

Il primo: la presidente della Commissione europea non ha alcuna intenzione di alimentare le polemiche sollevate dalla premier. Il secondo: la replica lascia trasparire un certo stupore per gli attacchi, visto questo clima di collaborazione che Bruxelles considera sin qui molto «costruttivo». Il terzo, che forse è il più significativo, va letto nei tre esempi che vengono sottolineati […]

 

PNRR – GIORGIA MELONI URSULA VON DER LEYEN - VIGNETTA BY LE FRASI DI OSHO

Negli ultimi mesi Von der Leyen si è esposta in prima persona per cercare di aiutare l'Italia. Lo ha fatto volando immediatamente in Emilia Romagna nelle zone colpite dalle alluvioni, dove era stata accolta con un'inedita standing ovation dai cittadini (e sempre in tema di alluvioni, due settimane fa è arrivato il via libera della Commissione allo stanziamento di 20,9 milioni di euro per l'alluvione nelle Marche dello scorso anno). Ma soprattutto Von der Leyen è andata per ben due volte in Tunisia per negoziare e poi per firmare il memorandum d'intesa con Kais Saied tanto voluto dal governo Meloni, suscitando parecchi malumori in alcune capitali e all'interno del Parlamento europeo per la mancanza di contropartite sul fronte dei diritti umani.

 

[...]

giorgia meloni ursula von der leyen

Sul pagamento della terza rata, visto il mancato raggiungimento degli obiettivi da parte del governo italiano, la Commissione si è prestata a una sorta di "gioco di prestigio" che ha permesso di modificare in corso d'opera i traguardi e gli obiettivi previsti per la terza e la quarta rata (in questo caso addirittura con due modifiche nel giro di pochi giorni) per consentire a Roma di non perdere fondi, grazie allo "spostamento" di 500 milioni sul pagamento aggiuntivo. Quello che in Italia viene percepito come eccesso di scrupolosità da parte della Commissione, a Bruxelles è invece visto come l'ennesima prova di flessibilità per andare incontro alle richieste del governo.

 

Nel merito del caso del dossier Ita-Lufthansa, l'attacco alla Commissione «che blocca» l'operazione e a Paolo Gentiloni che non farebbe abbastanza per aiutare il suo Paese è parso ancor più sorprendente. Per una duplice ragione. La prima è che il commissario all'Economia non ha alcuna responsabilità diretta sui dossier della concorrenza, che erano di competenza di Margrethe Vestager e che ora sono passati temporaneamente nelle mani del commissario Didier Reynders. La seconda è che, come ha subito fatto sapere un portavoce di Palazzo Berlaymont dopo l'affondo della premier dal G20,«non abbiamo ancora ricevuto la notifica sull'accordo tra Ita e Lufthansa e a parte questo non c'è molto da dire».

GIORGIA MELONI URSULA VON DER LEYEN

 

Da un punto di vista formale, dunque, l'esame dell'operazione non è ancora scattato proprio perché le parti non l'hanno ancora notificata. Fonti Ue hanno però fatto sapere che la Commissione è «in stretto contatto con le parti per discutere della transazione prima della sua notifica ufficiale. Questi contatti fanno parte del processo standard per la valutazione di una transazione complessa».

 

Quando sarà notificata, si aprirà la prima fase dell'indagine che durerà almeno 25 giorni lavorativi: in caso di esame positivo ci sarà il via libera, che dunque nella migliore delle ipotesi non arriverà prima di metà ottobre. Diversamente ci sarà un supplemento d'indagine che potrà durare per altri tre mesi.

 

Oltre a tutte queste questioni tecniche, però, ce n'è una molto politica che non sta passando inosservata a Bruxelles: i recenti attacchi di Giorgia Meloni alla Commissione possono essere letti come una mossa della premier contro la riconferma di Ursula von der Leyen? [...]

GIORGIA MELONI E ursula von der leyen A ROMA 2GIORGIA MELONI E ursula von der leyen A ROMA 4

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO/1 –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3). INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)