giorgia meloni franco cardini paola cortellesi

“MELONI È TROPPO TESA, IL VENTO LE HA SOFFIATO CONTRO” – LO STORICO DI DESTRA, FRANCO CARDINI, VEDE LA PREMIER NERVOSETTA E LE RIFILA UNA LEZIONE: “DONNA GIORGIA NON SE LA DEVE PRENDERE SE ALLA FESTA DELLA REPUBBLICA IL SUO NOME NON È APPARSO NEL NOVERO DELLE GRANDI MADRI. DEVE AVER PRESENTE LA VECCHIA LEZIONE DI ANDREOTTI: SE NON VENIAMO MENZIONATI O SIAMO TROPPO IMPORTANTI, E GLI ALTRI PORTANO INVIDIA, OPPURE SEI TU CHE NON HAI FATTO ABBASTANZA” – “LE È ANDATA MALE LA LUNA DI MIELE CON DONALD TRUMP. ERA UN LEGAME TOSSICO. POI HA SOTTOVALUTATO LA PARTITA DEL REFERENDUM” – “GIORGIA È ABITUATA A COMANDARE E AD AVERE OBBEDIENZA E SE QUALCUNO LE SI METTE DI TRAVERSO  DICE AL FEDELISSIMO GIOVANNI DONZELLI DI METTERE DA UN LATO QUELLI CHE NON LE GARBANO...

 

 

Estratto dell’articolo di Mirella Serri per “La Stampa”

 

franco cardini

Professor Franco Cardini, secondo lei Giorgia Meloni è cronaca o storia? Dopo il lungo monologo di Paola Cortellesi alla serata del 2 giugno nella piazza del Quirinale si sono fatte sentire le polemiche.

 

Nello spettacolo comparivano Teresa Vergalli, Tina Anselmi, Irma Bandiera, Nilde Iotti, Teresa Mattei e tante altre ancora, ma la prima donna presidente del Consiglio non c'era. La spiegazione di questa esclusione, data dal Comitato per le celebrazioni, è stata che Meloni è ancora nella cronaca e non nei ranghi della storia. È così?

 

giorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella parata 2 giugno foto lapresse

«Ho molti dubbi che si possa fare questa distinzione tra cronaca e storia», commenta con un sorriso malizioso Franco Cardini, storico medievista, cattolico, appartenente all'area che a lui piace definire "anarchismo di destra".

 

Il professore ha un legame di antica data con Giorgia Meloni. «Mi sembra un escamotage, una scusa. Meloni è "storia" vivente, lei ne è consapevole e se ne deve ricordare tutte le volte che interviene pubblicamente in Italia e nelle sue relazioni internazionali per le quali è stimatissima e a cui tiene molto. Donna Giorgia non se la deve prendere se alla Festa della Repubblica il suo nome non è apparso nel novero delle Grandi Madri ed è stata trascurata.

 

paola cortellesi - serata per gli 80 anni dal referendum del 2 giugno 1946

Deve aver presente la vecchia lezione del Divo Giulio, Andreotti. Se non veniamo menzionati le ragioni sono due: o siamo troppo importanti, e gli altri portano invidia e non ti prendono in considerazione per farti uno sgarbo, oppure sei tu che non hai fatto abbastanza. Non si deve mai prestare il fianco alle frecce dell'avversario. Meloni ha sbagliato e credo che se la sia presa perché sta attraversando un momento non tranquillo e che sia troppo tesa».

 

Tesa? Come mai?

«Di recente il vento le ha soffiato contro. Le è andata male la luna di miele con Donald Trump. Era un legame tossico, che non portava bene e che non mi spiace per nulla si sia infranto. Poi donna Giorgia ha sottovalutato la partita del referendum. In questo paese alle consultazioni referendarie non si votano le leggi ma si scelgono le personalità. E va a finire che si schierano contro di te anche gli amici di partito.

 

Donna Giorgia ha un carattere spigoloso, pieno di angoli. E Fratelli d'Italia non è un partito facile. Lei per di più lo pettina contropelo. Non è detto che tutti i Fratelli o le Sorelle la pensino come Meloni sull'Ucraina o su Israele. Il suo è il partito delle avversioni, del dubbio e pure, perché no?, della nostalgia. Poi a creare problemi c'è il carattere autoritario di Meloni».

 

Intende dire che dentro FdI c'è qualche malumore?

C'E' ANCORA UN ANNO - MEME BY EMILIANO CARLI

«È abituata a comandare e ad avere obbedienza e se qualcuno le si mette di traverso non ci pensa due volte: dice al fedelissimo Giovanni Donzelli di mettere da un lato quelli che non le garbano. Infine il partito sta trascurando anche istanze a cui i Fratelli e le Sorelle tengono molto.

 

Lo dico, dal momento che sono religioso, con le parole di Sant'Agostino: le tematiche dimenticate sono la pace civile, sociale e l'equità. Meloni non deve dunque prendere troppo sul serio l'esclusione dalla rievocazione della storia d'Italia del 2 giugno. Ma deve curarsi delle voci che si levano dal partito e che lamentano la scarsa attenzione ai problemi sociali. Come la necessità di accoglienza adeguata per chi arriva sui gommoni o per chi vive sotto la soglia della povertà. Voci che esortano al recupero della destra sociale il cui spirito apparteneva anche al primo Mussolini».

 

Le immagini che in piazza del Quirinale scorrevano sul grande schermo per tracciare la storia d'Italia non raccontavano quella del Movimento sociale italiano e nemmeno quella dei big del governo ma evidenziavano decenni in cui i discepoli di Giorgio Almirante, che Meloni ha di recente ricordato con affetto, erano esuli in patria. [...] Insomma la festa era una celebrazione dell'egemonia culturale di sinistra?

 

GIORGIA MELONI GIOVANNI DONZELLI

«Se la destra al Quirinale si è sentita emarginata deve prenderla in maniera sportiva. In effetti tanti intellettuali capaci di rappresentare la destra oggi non ci sono. Alcuni dei più importanti artisti, storici e scrittori o si sono messi ai margini, come Marcello Veneziani o Giordano Bruno Guerri, oppure sono stati cacciati, come Beatrice Venezi che nonostante le critiche io considero molto brava.

 

Pietrangelo Buttafuoco non è certo un autore allineato e io non mi considero un intellettuale organico alla destra. Il mio amico Massimo Cacciari sostiene, erroneamente, che l'egemonia culturale di sinistra non è mai esistita. Ernesto Galli della Loggia ne ha constatato la proliferazione. Io sono dalla parte di Ernesto e ho toccato con mano che non essendo di sinistra vivevo a latere del potere».

 

DONALD TRUMP SCARICA GIORGIA MELONI - MEME

Però la premier si è presa una rivincita nelle celebrazioni per la nascita della Repubblica. Il voto del 1946 è diventato uno spot di FdI su Meloni: una donna inizialmente indecisa se votare o meno sogna la premier e va alle urne.

 

Il breve video social è intitolato "Il futuro ha bisogno di voi" e propone una lettura parziale delle battaglie femminili e della rappresentanza politica delle donne in Italia. Come mai non ha appagato i sogni di gloria di Meloni?

 

«Giorgia è esigente. Questo spot è propaganda necessaria, non c'è dubbio. Ma capisco che Meloni possa sentire il bisogno di una egemonia culturale. Ma allora, invece di pensare a posti di potere e poltrone, perché non mette tutti i suoi intellettuali intorno a un tavolo, seguendo la massima di Mao Zedong: "Che cento fiori sboccino, che cento scuole di pensiero gareggino".

 

franco cardini - foto lapresse

Coniato nel 1956, questo motto diede il nome alla Campagna dei cento fiori, con cui il leader comunista incoraggiò gli intellettuali cinesi a esprimersi liberamente per migliorare il socialismo. Allora andò a finire male. Ma con la capacità di donna Giorgia può fiorire un libero pensiero di una destra dei cento fiori e non ha poi importanza se un Fratello è troppo filo palestinese o filo russo».

donald trump come gesu e giorgia meloni - vignetta by vukicpaola cortellesi - serata per gli 80 anni dal referendum del 2 giugno 1946

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