vladimir solovyov meloni paramonov

“UN SOLERTE PROPAGANDISTA DI REGIME NON PUÒ IMPARTIRE LEZIONI. NON SARANNO CERTO QUESTE CARICATURE A FARCI CAMBIARE STRADA” – GIORGIA MELONI RISPONDE AL VERGOGNOSO ATTACCO DEL MEGAFONO DI PUTIN VLADIMIR SOLOVYOV, UNO DEI PIÙ NOTI VOLTI TELEVISIVI VICINISSIMO AL CREMLINO CHE L’AVEVA DEFINITA “IDIOTA PATENTATA, GIORGIA PUTTA..MELONI E CAROGNA FASCISTA CHE HA TRADITO ANCHE TRUMP” – L’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV CONVOCATO ALLA FARNESINA: "ANCORA UNA VOLTA LE AUTORITÀ DIPLOMATICHE ITALIANE HANNO PRESO UNA CANTONATA, MOSCA NON HA MAI OFFESO MELONI. NESSUNA PERSONA RAGIONEVOLE CONFONDE VALUTAZIONI PERSONALI CON DICHIARAZIONI UFFICIALI” - ERANO VALUTAZIONI PERSONALI ANCHE GLI INSULTI DI MARIA ZAKHAROVA A MATTARELLA?

https://www.rainews.it/video/2026/04/insulti-da-mosca-loltraggio-del-propagandista-russo-contro-meloni-gela-i-rapporti-col-cremlino-3e6a7796-28d0-4247-b881-eb62f9dc2056.html

 

Da adnkronos.com

VLADIMIR Solovyov

La Russia contro Giorgia Meloni. Da Mosca arriva un attacco violento e volgare contro la presidente del Consiglio. A colpire è Vladimir Solovyov, uno dei più noti volti televisivi e propagandista vicinissimo al Cremlino. Il 'megafono' di Vladimir Putin prende di mira la premier italiana dal suo programma Polnyj Kontakt, in onda su Russia 1. Solovyov, in passato anche ospite di programmi italiani, insulta Meloni con una raffica di offese in italiano: "Vergogna della razza umana, idiota patentata, bestia, Giorgia putta..Meloni, brutta donnuccia, cattiva", afferma il giornalista dalla sua postazione in studio.

 

Quindi, l'attacco prosegue in russo: "Questa Meloni è una carogna fascista che ha tradito i suoi elettori, perché si era presentata con tutt'altri slogan. Beh, il tradimento è il suo secondo nome. Ha tradito anche Trump, al quale in precedenza aveva giurato fedeltà", prosegue Solovyov, in russo, facendo riferimento alle recenti critiche mosse da Donald Trump alla presidente del Consiglio.

 

giorgia meloni al salone del mobile di milano foto lapresse 6

La conclusione del monologo è in italiano: "Ma non è necessario discutere con questo punto di vista. È la vera realtà". I toni durissimi di Solovyov contro l'Italia, in senso lato, non sono una novità. Il giornalista è stato colpito da sanzioni adottate dall'Occidente dopo l'inizio della guerra contro l'Ucraina. Le sanzioni hanno coinvolto anche le due ville che Solovyov possiede sul lago di Como, immobili del valore di circa 8 milioni di euro "Le ho comprate, ho pagato una quantità pazzesca di tasse, ho fatto tutto".

 

La replica di Meloni

All'attacco di Solovyov, nella serata italiana, replica la presidente del Consiglio con un post pubblicato sui social. "Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada", dice Giorgia Meloni. "Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini. La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell'Italia. E continueremo a seguirla con orgoglio, con buona pace dei propagandisti di ogni latitudine".

vladimir putin e VLADIMIR Solovyov

 

Le offese di Solovyov determinano l'intervento della Farnesina. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, annuncia di aver "fatto convocare al ministero degli Esteri l’ambasciatore russo Paramonov per esprimere formali proteste dopo le gravissime e offensive dichiarazioni del conduttore Vladimir Solovyov sulla televisione russa nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni al quale va tutta la mia solidarietà e vicinanza".

 

Alla presidente del Consiglio arriva la solidarietà del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che "esprime indignazione per le volgari parole del conduttore russo Vladimir Solovyov". Le offese alla premier vengono stigmatizzate da tutta la politica italiana, senza distinzione tra maggioranza e opposizione.

 

Vladimir Solovyov

La posizione dell'ambasciata russa

"Ancora una volta le autorità diplomatiche italiane hanno preso una cantonata, convocandomi al ministero degli Affari Esteri italiano per avanzare proteste in relazione a presunti attacchi indirizzati da Mosca al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni", scrive sui social l'ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov dopo la sua convocazione alla Farnesina.

 

 

Innanzitutto, scrive Paramonov, "Giorgia Meloni è un capo di governo legittimo, sostenuto dal consenso popolare, guida il potere esecutivo italiano da quasi quattro anni e, per tutto questo tempo, nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti suoi o dell’Italia. A differenza di alcuni membri della leadership italiana che, talvolta, si permettono commenti e paragoni estremamente ostili nei confronti sia dei vertici russi, sia della Federazione Russa in generale". Poi, sottolinea, "il pretesto della convocazione al Ministero (le parole di un noto giornalista russo, peraltro assai capace e popolare, pronunciate sul suo canale online privato) difficilmente può rientrare nella prassi diplomatica generalmente condivisa.

 

giorgia meloni al salone del mobile di milano foto lapresse 4

A nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente d'interpretare valutazioni personali, emotive e private di chicchessia come se fossero dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato.

 

Tanto meno si dovrebbero attribuire alla leadership russa e all’intero popolo russo le opzioni lessicali e di registro utilizzate da un giornalista. Da parte sua, la Russia non ha mai sfruttato le dichiarazioni sulla Russia e la sua leadership, fatte da conduttori televisivi, blogger, giornalisti e artisti italiani, come pretesto per azioni diplomatiche o campagne diffamatorie anti-italiane".

 

vladimir solovyov

A quanto pare, sostiene l'ambasciatore russo in Italia, "il tentativo di gonfiare quest'episodio fino a trasformarlo in uno scandalo internazionale e politico è il risultato dell’azione, all’interno del cosiddetto 'deep state' italiano, di forze antirusse legate all’Ucraina. È evidente il tentativo di mettere i popoli della Russia e dell'Italia gli uni contro gli altri, d'indebolire i nostri contatti diplomatici, recando un ulteriore danno d’immagine alla Russia, forse per compensare i fallimenti in politica estera, tra cui la recente, poco riuscita visita di Zelensky a Roma.

 

Infine, ma non di meno, si rileva un ulteriore tentativo di contenere il crescente numero di italiani favorevoli a una rapida normalizzazione delle relazioni bilaterali e al ripristino di una piena cooperazione economica e culturale tra Russia e Italia".

Alexey Paramonov - presentazione del libro Dalla deterrenza alla coercizione - ambasciata russa a romamarco rizzo ALEXEY PARAMONOVVladimir SolovyovAlexey Paramonov - presentazione del libro Dalla deterrenza alla coercizione - ambasciata russa a romagiorgia meloni al salone del mobile di milano foto lapresse 16

 

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