MELONI TIRA FUORI LA MISURA-SPOT PER IL PRIMO MAGGIO – IL DECRETO SUL LAVORO VARATO DAL GOVERNO PREVEDE, OLTRE ALLA SOLITA PIOGGIA DI BONUS, CHE “CHI SOTTOSCRIVE CONTRATTI PIRATA E SOTTOPAGA I LAVORATORI NON AVRÀ DIRITTO A INCENTIVI PUBBLICI” – RISPETTO ALLE BOZZE CIRCOLATE IN PRECEDENZA, È STATA RIMOSSA LA RETROATTIVITÀ DEGLI AUMENTI DI STIPENDIO STABILITI DAI RINNOVI CONTRATTUALI. E DAL TESTO FINALE SONO SPARITE LE MISURE SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E QUELLE SULLA FORMAZIONE…
Estratto dell’articolo di Roberto Rotunno per “il Fatto Quotidiano”
giorgia meloni marina calderone lapresse
All’ultimo minuto, il governo Meloni ingrana la retromarcia: salta la norma che avrebbe spinto la Confindustria (e le sue affiliate) a innalzare in fretta i salari dei lavoratori. Dal decreto Primo Maggio, passato ieri in Consiglio dei ministri, è stata rimossa la retroattività degli aumenti di stipendio stabiliti dai rinnovi contrattuali.
Se fosse passata, avrebbe stabilito un’importante novità: gli incrementi salariali previsti dai prossimi rinnovi di contratti nazionali sarebbero scattati dalla data di scadenza. In pratica, i lavoratori avrebbero avuto diritto agli arretrati; meccanismo che avrebbe innescato una corsa ai rinnovi, ma è uscito dal testo approvato dal governo.
SALARI E POTERE D AQUISTO IN ITALIA
Resta solo la norma per cui, dopo un anno dalla scadenza del contratto, scatterà in automatico un aumento in busta paga pari al 30% dell’inflazione.
[...] Nei settori ad alta stagionalità, però, l’adeguamento non sarà del 30%, ma sarà stabilito dai contratti collettivi. Per i contratti già scaduti, l’anticipo del 30% dell’inflazione entrerà in vigore a gennaio 2027. Un incentivo ai rinnovi, ma meno incisivo di come sarebbe stata la retroattività.
Un capitolo del decreto riguarda i rider: per stabilire se hanno diritto a essere assunti come dipendenti, andrà preso in considerazione anche l’uso di algoritmi che dirigono e controllano il lavoro. Questo rende un po’ più facile ottenere tutele per i fattorini di Deliveroo e Glovo, oggi commissariate per sfruttamento dalla Procura di Milano [...]
GIORGIA MELONI MARINA CALDERONE
“Il decreto – ha detto la premier Giorgia Meloni – stanzia quasi 1 miliardo per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali”. Per ottenere i bonus assunzioni di giovani, donne e Zona economica speciale (Zes) del Mezzogiorno – rifinanziati dal decreto – le imprese dovranno applicare i salari previsti dai contratti firmati dai sindacati “comparativamente più rappresentativi”.
Tradotto: quelli firmati dalla Confindustria con Cgil, Cisl e Uil. Questo spingerà le aziende ad abbandonare i contratti pirata o comunque gli accordi al ribasso firmati dalle sigle minori.
salari e potere d acquisto in italia - ritardi nel rinnovo dei contratti - dataroom
Con questa mossa, il governo ha invertito la rotta rispetto alla linea con cui ha finora assecondato sindacati “amici” come Cisal e Ugl. “Chi sottoscrive contratti pirata e sottopaga i lavoratori non avrà incentivi pubblici sul lavoro” ha spiegato Meloni.
[...] La volontà di occuparsi di salari nasceva da una presa di coscienza: il boom di posti di lavoro decantato negli ultimi anni nasconde numerose ombre. In termini reali, le retribuzioni sono ancora 7,8 punti inferiori al 2021, ha detto ieri l’Istat.
Il governo finora aveva usato il taglio del cuneo fiscale per compensare la perdita di potere d’acquisto con una crescita degli stipendi netti, ma questo non ha permesso un recupero totale.
L’altro punto debole della crescita di questi anni è il fattore demografico: in realtà l’occupazione è stata trainata dagli over 50 trattenuti al lavoro per l’aumento dell’età pensionabile, a cui pure il governo Meloni ha contribuito. I dati su giovani e donne non sono positivi, per questo si punta sugli incentivi per queste categorie.
La presidente del Consiglio aveva chiesto a Calderone un intervento dopo la sconfitta referendaria. Va ricordato che il governo, rifiutando l’introduzione di un salario minimo proposto dalle opposizioni, aveva ottenuto la delega ad approvare un decreto legislativo, ma l’ha fatta decadere il 18 aprile e ha scelto di intervenire con l’ennesimo decreto legge del Primo Maggio.

