CHIGI SALVERÀ? - MENTRE MONTI MENDICA “SOSTEGNO MORALE” ALLA MERKEL, CULATELLO SCARICA IL MONTI-BIS: “NON SARÀ PIÙ TEMPO DI LARGHE INTESE” - IL SINISTRATO VUOLE GOVERNARE CON VENDOLA E SPEDIRE CASINI AL QUIRINALE - IL DEPUTATO SFUTURATO SCANDEREBECH “RIVELA” IL SEGRETO DI PULCINELLA: “SI STA LAVORANDO PER LA COALIZIONE CHE COMPRENDE UDC, FLI, LISTA CIVICA, MEMBRI DEL GOVERNO (PASSERA), MONTEZEMOLO E EX PDL”...

Francesco Grignetti per "la Stampa"

Se le cose andranno secondo i suoi piani, nella primavera prossima l'Italia avrà cambiato pelle. Il Professor Monti spera per quella data, quando la legislatura sarà finita, di aver salvato l'Italia dalla catastrofe finanziaria. Ma il premier ha un'ambizione per certi versi più alta: prima di passare la mano vorrebbe avere contribuito a fare dell'Italia un Paese normale: «Spero che diventi un po' più noiosa per gli osservatori esteri».

Per arrivare al traguardo, il governo deve darci dentro con le riforme. Sono in vista altre liberalizzazioni, tagli, e altre razionalizzazioni di spesa. E però il Paese deve credere nelle proprie forze. Dal vertice di Banca d'Italia è giunto in questo senso un forte incoraggiamento. «L'Italia ce la farà - afferma il governatore Ignazio Visco - ma solo se saprà ritrovare fiducia. Monti è sulla strada giusta, ma ora deve accelerare sulle riforme. Noi dobbiamo ritrovare fiducia all'interno e nei mercati internazionali e dobbiamo fare presto perché purtroppo l'emergenza non è finita».

Mai come in questo caso, infatti, riforme interne e credibilità internazionale vanno a braccetto. Il governo lo sa e perciò i ministri stanno moltiplicando le dichiarazioni per rincuorare gli italiani e allo stesso tempo tranquillizzare i mercati finanziari. Sembra una strategia di comunicazione per affrontare il temuto agosto. Vanno interpretate così le parole del sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà: «La nostra idea è che ce la faremo da soli. Non abbiamo bisogno di nessun aiuto in senso tecnico, ma sappiamo anche che questo periodo di transizione sta diventando troppo lungo, i mercati ci mettono troppo a riconoscere i nostri meriti».

Il governo non si spaventa all'ipotesi di dover chiedere aiuti europei, anche se Monti ci ha tenuto a sottolineare che il sostegno internazionale che lui s'aspetta è «morale, non finanziario». E comunque nulla di grave anche nel peggiore dei casi, se si dovrà sottostare a nuovi impegni internazionali.

«Non abbiamo timore insiste Catricalà - di fare un memorandum of understanding. Significherebbe solo confermare impegni già assunti... Non siamo e non vogliamo diventare sudditi della Ue, ne siamo fondatori e stiamo lavorando per l'Italia». Sulla stessa falsariga il ministro allo Sviluppo economico, Corrado Passera: «Il premier ha detto in pubblico che non c'é ad oggi nessuna richiesta di aiuto di nessun genere. In ogni caso l'Europa non ci chiederà misure aggiuntive per garantire la stabilità dei conti. Noi queste cose le abbiamo fatte e le stiamo già facendo».

Quale leader potrà poi subentrare a Monti e conservare la sua credibilità, è tema aperto nel dibattito politico. Bersani insiste che la stagione dei governi tecnici è certamente preziosa, ma dev'essere a tempo. «I governi di centrosinistra annuncia il segretario del Pd dalle colonne del quotidiano del suo partito, l'"Unità" - hanno dimostrato più volte di saper affrontare e superare i problemi. Non c'é bisogno di nessun governissimo». E per essere ancora più chiaro: «Dopo Monti non sarà più tempo di larghe intese». Il messaggio è semplice: per il leader del Pd dopo Monti ci può essere solo un governo di centro-sinistra che vada da Casini a Vendola.

C'è però chi, di fronte alle tempeste finanziarie annunciate, rilancia esattamente queste «larghe intese». E' quanto sostiene Franco Frattini, ad esempio: «Condivido le parole di Giuliano Ferrara: un paese in queste condizioni non può permettersi di restare appeso alle chiacchiere su alleanze impossibili.

Quello che serve è un'alleanza per la nazione anche dopo il 2013, in cui convergano le forze moderate e responsabili per lavorare ad un'agenda europea e a progetti di attuazione degli impegni assunti in questi mesi. Ricordiamoci che all'estero ci osservano con grande attenzione». E il deputato Deodato Scanderebech, Fli, si lascia sfuggire che si «sta lavorando intensamente per costruire la coalizione di responsabilità nazionale che comprende Udc, Fli, Lista Civica, membri del governo, lista Montezemolo e ex Pdl».

 

 

MONTI E BERSANI A CERNOBBIOANTONIO CATRICALA Corrado Passera, Giovanna Salza, Luca MontezemoloPIER FERDINANDO CASINI NICHI VENDOLA jpegScanderebech

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