salvini andrea crippa bergoglio ratzinger

“IL MIO PAPA E’ BENEDETTO” - I GIOVANI DELLA LEGA FANNO LE MAGLIETTE PRO-RATZINGER E ATTACCANO IL "COMUNISTA" PAPA FRANCESCO: "NON STA DIFENDENDO LA CIVILTA’ OCCIDENTALE E LA LIBERTA’” - LA CITAZIONE DEL DISCORSO DI RATISBONA DI BENEDETTO XVI SU CRISTIANESIMO E ISLAM

Matteo Pandini per “Libero Quotidiano”

ANDREA CRIPPAANDREA CRIPPA

 

Ci saranno le consuete magliette con la ruspa, certo, che per l' occasione avranno anche il faccione di Matteo Salvini e lo slogan «con la ruspa in tangenziale/andiamo a governare». È un riferimento al tormentone firmato Fabio Rovazzi, protagonista dell' estate canterina col ritornello «col trattore in tangenziale/andiamo a comandare». Un motivetto piaciuto anche al leader lumbard.


Però il piatto forte della Pontida 2016 saranno le t-shirt in onore di Ratzinger. Ideate dal Movimento Giovani Padani - che sabato celebrerà il suo terzo congresso accanto al pratone del raduno - le magliette offrono il volto di Bergoglio e la scritta «Il mio Papa è Benedetto». Colore blu, lettere e immagine bianca, costo 10 euro. I leghisti ne hanno stampate un migliaio e sperano vadano a ruba, così da riproporle anche nelle kermesse dei prossimi mesi.

SALVINISALVINI


Si tratta dell' ennesimo omaggio del Carroccio al predecessore dell' attuale pontefice, perché secondo il commissario dei ragazzi salviniani, Andrea Crippa, «Francesco non sta difendendo la civiltà occidentale e la libertà». E poi: «Chiediamo che ascolti di più Ratzinger, che ha sempre fatto di tutto per chiarire i rischi dell' islam come dimostra il discorso di Ratisbona» dice Crippa.


Lo stesso Salvini, specialmente durante alcuni comizi estivi, ha criticato Bergoglio per alcune dichiarazioni su islam e accoglienza degli immigati. La maglietta non avrà simboli di partito, così da renderla appetibile anche da chi non fa parte della parrocchia lumbard.

RATZINGERRATZINGER


E tutto sommato, giurano in via Bellerio, intende omaggiare Ratzinger senza «essere insolente nei confronti di Francesco».


Di certo, i Giovani Padani vogliono mettere pepe a una Pontida che si preannuncia densa di sfide cruciali per il futuro del partito fondato da Umberto Bossi. Al di là della manifestazione ufficiale di domenica - con Salvini che dovrà conciliare la svolta nazionale con i desideri indipendentisti di una fetta della base - i riflettori sono puntati proprio sul congresso dei «ragazzi del Nord».

 

Un appuntamento pensato in grande stile, tanto che inizialmente prevedeva la presenza di Marion Le Pen, che poi ha declinato per impegni inderogabili del suo Fronte Nazionale. La bionda nipote di Marine invierà un video di saluto. Però, ecco, la ciccia sarà il messaggio politico che i giovani spediranno ai vertici lumbard.

papa bergoglio in poloniapapa bergoglio in polonia

 

Al di là della probabile riconferma del brianzolo Crippa, che al momento è l' unico candidato in campo anche se fino a domani c' è tempo per un eventuale sfidante, è interessante notare che lo slogan dell' appuntamento unirà la battaglia sul referendum costituzionale a quella autonomista. Ovvero, «C' è chi dice No(rd)».


Salvini è cresciuto nei Giovani Padani, che rappresentano la spina dorsale del suo consenso interno nonché prezioso bacino di preferenze personali. Ma in questa fase, osserva Crippa, nulla è scontato: «Non intendiamo abbassare la bandiera dell' identità».

 

Per la prima volta, Pontida sarà spalmata su tre giorni. Venerdì 16 sono attesi i governatori Maroni, Zaia e Toti che «lanceranno un' iniziativa politica congiunta». Sabato sarà il turno dei Giovani Padani e, in serata, è atteso un dibattito sulle riforme di Renzi.


Domenica mattina, invece, via al tradizionale raduno. Slogan: «Donne e uomini liberi votano No». Salvini dovrebbe parlare verso le 12. Una domanda agita la militanza leghista: cosa dirà Matteo? Nel settembre di vent' anni fa, a Venezia, Bossi proclamava l' indipendenza della Padania.

 

SALVINI BERGOGLIO RATZINGER CRIPPASALVINI BERGOGLIO RATZINGER CRIPPA

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)