MITT ROMNEY E IL GIALLO DELLE PAGINE GIALLE – SE OBAMA VINCERA’ DEVE DIRE GRAZIE AL BORDELLO ITALIANO! TERRIBILE SCIVOLONE DEL SUO RIVALE SULL’ACQUISTO DI SEAT PAGINE GIALLE DA PARTE DELLA “SUA” BAIN NEL 1996 – TRA I 50 E I 60 MILIONI DI EURO PER MITTI MA LE TASSE LE HA PAGATE IN LUSSEMBURGO - IL CASO E’ ESPLOSO IN USA, I DEMOCRAT ATTACCANO E ROMNEY “SCANSA” L’ITALIA DURANTE IL SUO TOUR EUROPEO - LA BAIN: “LA STRUTTURA DELLA HOLDING ERA NEL PIENO RISPETTO DELLE NORMATIVE FISCALI…”

Paolo Mastrolilli per "la Stampa"

Mitt Romney è «persona non grata in Italia» a causa di un affare che concluse con la Bain Capital, quando acquistò e rivendette le Pagine Gialle, facendo un mare di soldi su cui non pagò le tasse. E' pesante l'accusa che l'agenzia Bloomberg ha lanciato contro il candidato repubblicano alla Casa Bianca, ma questo sarebbe uno dei motivi per cui ha evitato il nostro paese durante il suo recente viaggio in Europa: non voleva che quella storia tornasse in primo piano, giocando a favore dei democratici, che cercano di dipingerlo come un ricco uomo d'affari senza scrupoli, mosso solo dai propri interessi economici.

Romney è stato Ceo della Bain di Boston dal 1984 al 2001, e sta usando quella esperienza in campagna elettorale per dimostrare che ha le capacità per rilanciare l'economia. Nel 1996 il ministero del Tesoro italiano stava privatizzando, per ridurre il debito e facilitare l'ingresso nell'euro.

Uno dei pezzi pregiati era la Seat Pagine Gialle, controllata dalla Stet. Gianfilippo Cuneo, capo della succursale italiana della Bain, avvertì Romney del possibile affare: «Lui - ha detto Cuneo a Bloomberg - capì immediatamente che era un'operazione credibile a cui valeva la pena di dedicare del tempo, e garantì il sostegno di Bain».

La compagnia di Mitt, infatti, decise di impegnare 36 milioni di euro nell'affare, prendendo il 16% nel gruppo degli acquirenti di Seat. Con questa somma divenne il secondo investitore dopo Telecom Italia, e davanti a De Agostini, Banca Commerciale, e la Investitori Associati di Cuneo. Nel 1997 il gruppo arrivò ad acquistare il 61,7% della Seat, per 853 milioni di euro. Nel frattempo il governo italiano aveva ceduto la maggior parte delle azioni di Telecom che possedeva.

Nel febbraio del 2000, secondo Bloomberg, il cerchio si è chiuso. La Telecom ha annunciato l'acquisto della porzione rimanente di Seat per 14,6 miliardi di euro, e a quel punto si è concluso il coinvolgimento della Bain. La compagnia di Boston non ha mai rivelato quanto ha guadagnato dall'operazione, ma Investitori Associati ha ricavato circa 28 volte la somma fornita all'inizio. Se le proporzioni sono queste, la Bain avrebbe incassato un miliardo di euro, e Mitt avrebbe preso tra 50 e 60 milioni, su cui non ha pagato le tasse in Italia, perché i profitti sono transitati su una serie di sussidiarie in Lussemburgo.

Michele Davis, portavoce della campagna presidenziale di Romney, ha difeso l'operazione: «La Bain ha trasformato Seat, facendola crescere in un grande successo. E' il tipo di esperienza che Mitt vuole mettere al servizio del paese».

I suoi avversari, però, fanno notare due cose: primo, l'intero affare Seat è controverso, perché anche se le inchieste aperte a riguardo non hanno portato a condanne, c'è il sospetto che gli investitori abbiano fatto troppi profitti a danno dello Stato; secondo, Mitt ha usato il Lussemburgo per minimizzare le sue tasse. Il primo punto è una speculazione, e quindi non ci sono commenti.

Sul secondo, la Bain ha sottolineato che «la struttura della holding era nel pieno rispetto delle normative fiscali in Italia, Europa e Stati Uniti». Forse è così, ma nei giorni scorsi il leader dei senatori democratici Reid ha accusato Romney di non aver pagato le tasse per dieci anni. In questo clima, meglio dimenticare l'affare Seat.

 

 

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