luigi montuori - angelo fanizza

IL MONDO AL CONTRARIO - DOPO LE DIMISSIONI DELL'EX SEGRETARIO GENERALE DEL GARANTE DELLA PRIVACY ANGELO FANIZZA, CHE HA CHIESTO DI SPIARE I DIPENDENTI, IL COLLEGIO DELL'AUTORITÀ HA NOMINATO AL SUO POSTO LUIGI MONTUORI, GIÀ RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO SANITÀ E RICERCA - FANIZZA, IN UNA LETTERA AL DIRIGENTE DEL DIPARTIMENTO INFORMATICO, PRETENDEVA L'ESTRAZIONE DI DATI DA MAIL E COMPUTER DEI LAVORATORI, PER SCOPRIRE CHI FOSSE “LA TALPA” CHE AVEVA FORNITO NOTIZIE A "REPORT" (IL COLMO PER L'AUTORITÀ CHE SI OCCUPA DI TUTELARE LA PRIVACY DEI CITTADINI...) - VIDEO!

 

Estratto dell'articolo di Raffaele Angius per www.wired.it

 

LETTERA DI ANGELO FANIZZA - 2

Una richiesta massiva di dati. Mail, accessi a cartelle, vpn e documenti, chiesti dal Garante della privacy. Al Garante stesso. È questa la ragione che ha fatto saltare la sedia del segretario generale dell’Autorità garante della protezione dei dati personali, Angelo Fanizza, che dopo neanche quattro mesi dalla nomina ufficiale ai vertici degli uffici di piazza Venezia e un mese dalla partenza del suo ruolo è stato costretto al dietrofront.

 

ANGELO FANIZZA

Quello che Fanizza chiedeva, d’altronde, era qualcosa che mai si era sentito nella storia dell’autorità. E sta scritto in una missiva spedita da Fanizza a Cosimo Comella, il responsabile dei sistemi informativi dell’ente. Oggetto: “Adempimenti urgenti”. Quali sono, questi adempimenti urgenti? Stanare la talpa, o le talpe, che nei mesi scorsi hanno lasciato trapelare messaggi interni di alcuni componenti del collegio del Garante, come Agostino Ghiglia e Ginevra Cerrina Feroni, riportate nelle inchieste condotte da Report e da Il Fatto Quotidiano. [...]

 

LETTERA DI ANGELO FANIZZA - 1

Per risalire alle fonti Fanizza chiede a Comella di “provvedere, con effetto immediato” a raccogliere “posta elettronica, accessi vpn [virtual private network, ndr], accessi a cartelle condivise, sistemi documentali, sistemi di sicurezza” più la verifica di eventuali sovrascritture dei log. Insomma, una pesca a strascico di tutti i dati contenuti nei sistemi informativi del Garante della privacy. Quello stesso ente che ha sempre bacchettato questa intrusività da parte delle aziende verso i suoi dipendenti, quando ha dovuto esprimersi su casi simili.

 

ANGELO FANIZZA.

Il tutto, scrive Fanizza, va caricato su “uno o più dvd”, a dimostrazione che il segretario generale forse non aveva neanche contezza del volume dei dati richiesti. E a chiudere l’ex magistrato del Tribunale amministrativo regionale del Lazio approdato al Garante intima a Comella: “La presente comunicazione ha carattere riservato e interpersonale tra lei e il sottoscritto”. Anche se è protocollata ed è quindi una comunicazione ufficiale a tutti gli effetti.

 

È il 4 novembre. Siamo a poche ore di distanza dalla messa in onda di alcune delle puntate di Report sull’ente finite sotto osservazione. Ventiquattro ore dopo Comella risponde. E mette nero su bianco che non può procedere. “Lo scrivente non ritiene di potervi dare corso - è la risposta del dirigente - in quanto, prima ancora dei profili di indeterminatezza che non consentono di comprendere a cosa in concreto si riferiscano alcune delle categorie di dati indicate e quali siano l'ambito e il periodo di riferimento, vengono in rilievo prioritariamente gravi profili di illiceità che potrebbero scaturire dal suo soddisfacimento”.

 

LUIGI MONTUORI - 2

Accedere a tutte le caselle di posta dell’ufficio significa, in taluni casi, risalire fino a marzo 2001, quando è stata istituita l’Autorità. Ventiquattro anni di corrispondenza. Si configura, scrive Comella, “in assenza di una richiesta dell'Autorità giudiziaria, una violazione del diritto costituzionale alla libertà e alla segretezza della corrispondenza oltre che delle norme in materia di protezione dei dati personali e di tutela dei lavoratori”. Detto altrimenti: una violazione degli stessi diritti che il Garante della privacy è tenuto a garantire. Tanto che, come ricorda il dirigente al segretario generale, queste intrusioni non giustificate da parte dei datori di lavoro ai dati personali dei dipendenti sono state censurate e sanzionate dalla stessa Autorità garante in passato.

 

LUIGI MONTUORI - 3

Di recente l’ente ha adottato un provvedimento, il 3642 del giugno 2024, che impone di minimizzare dati e metadati in possesso del datore di lavoro. E che la conservazione può durare al massimo 21 giorni, se non sono stati presi accordi sindacali diversi. E lo stesso vale per caselle “impersonali” (ossia non associate a una persona fisica), perché, osserva il dirigente, comunque potrebbero consentire di identificare i lavoratori. Trattenere i log oltre i 21 giorni, rimarca la contro-missiva, “costituirebbe una paradossale violazione, tra l'altro, di norme emanate dallo stesso Garante”. Che peraltro, scrive Comella, non ha una politica aziendale che “informi i lavoratori circa l'eventuale effettuazione di controlli sugli strumenti impiegati per il trattamento (computer e infrastrutture IT aziendali) rende ancor più problematica un'attività di analisi ex post o di monitoraggio”.

 

LETTERA DI ANGELO FANIZZA - 3

Per Comella si configurano da un lato un “danno reputazionale immenso per l'Autorità, perché verrebbe contraddetta nei fatti la linea di alta garanzia costantemente sostenuta per decenni fin dall'epoca del professor Stefano Rodotà”, fondatore dell’ente e padre del diritto sulla privacy in Italia. E tecnico, perché per contenere la mole di dati richiesti, circa 100 terabyte, servirebbero 20mila dvd, osserva ancora Comella. E 4.000 ore di lavoro, “corrispondenti a circa un anno e mezzo di tempo di un tecnico dedicato, tempo che va poi raddoppiato per tenere conto dell'esigenza di trasferire quei dati su una piattaforma in grado di consentirne una qualche sensata elaborazione”.

 

LUIGI MONTUORI - 1

“Converrà - conclude Comella - che, anche dal punto di vista tecnico, l'attività richiesta non appare nemmeno idonea a consentire alcun tipo di elaborazione utile in tempi ragionevoli, oltre a presentare quei profili di inopportunità sopra esposti”. Comella rimanda il discorso al suo ritorno da un periodo di ferie e ricorda al segretario i riferimenti dei due analisti forensi in forze all’Autorità.

 

Ormai, però, la frittata è fatta. E quando il 20 novembre, come scoperto da Wired, l’assemblea del personale incontra il collegio del Garante, presieduto da Pasquale Stanzione e composto anche da Guido Scorza, esplode il caso Fanizza. La richiesta spinge i lavoratori a chiedere l’azzeramento dei vertici. Ne segue una riunione pomeridiana del collegio. Al termine, Fanizza è fuori. Il magistrato contabile, classe 1973, originario di Bari, esce di scena a pochi mesi dalla nomina, avvenuta il 6 agosto 2025. Alle sue dimissioni segue un comunicato stampa del collegio del Garante. [...] 

LA LETTERA CON CUI ANGELO FANIZZA CHIEDEVA DI SPIARE I DIPENDENTI DEL GARANTE DELLA PRIVACY

 

Per marcare una discontinuità, nella tarda mattinata del 21 novembre il collegio ha nominato segretario generale Luigi Montuori, già responsabile del Dipartimento sanità e ricerca e in forze all'ente quale dirigente dalla fondazione nel 2001. In precedenza ha lavorato presso il ministero dell'Economia e delle finanze e presso l'Inpdap, l'ente previdenziale dei dirigenti pubblici.

ANGELO FANIZZA

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...