SOGNO O SONDAGGIO? - MELONI VICINA AL PUNTO DI ROTTURA: SCENDE AL 26,2% (SE VA SOTTO IL 26, CHE EBBE ALLE POLITICHE DEL 2022, FDI PRECIPITA) - ANCHE PAGNONCELLI CERTIFICA IL “SORPASSO” DEL CENTROSINISTRA: AL DI LA' DEL FATTO CHE FORZA ITALIA BY MARINA E' QUANTO DI PIU' DISTANTE DALL'ULTRADESTRA DI VANNACCI, NEANCHE INCLUDENDO NELLA COALIZIONE DELLA MELONI IL FASCIO-GENERALE DELLA FOLGORE, SALITO AL 4,1%, BASTEREBBE A VINCERE - DI CONTRO, MALGRADO LE CONTINUE CAZZATE DELLA MAGGIORANZA DI PALAZZO CHIGI, ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE NON CRESCONO E NON CREPANO: RISPETTO A MARZO, SONO SEMPRE FERMI : IL PD AL 22,3%, IL M5S AL 14,3%...
Estratto dell’articolo di Nando Pagnoncelli per il “Corriere della Sera”
SONDAGGIO BY PAGNONCELLI 1 MAGGIO 2026
[...] Gli orientamenti di voto segnalano alcuni contenuti cambiamenti. Il più evidente è la progressiva crescita di Futuro nazionale, la formazione di Vannacci, che oggi è stimata dal 4,1%, con un aumento di oltre un punto rispetto al risultato del mese scorso.
Futuro nazionale toglie voti principalmente alla Lega e in subordine a Fratelli d’Italia, e, secondo l’analisi dei flussi di voto rispetto alle ultime elezioni europee, mobilita anche una piccola quota di elettori allora astensionisti. Il dato della Lega è oggi ai minimi storici: 5,8%, con una perdita di un ulteriore 0,5%.
Anche Fratelli d’Italia lascia sul campo lo 0,5% su marzo collocandosi oggi al 26,2%, il risultato più basso dalle elezioni europee. Forza Italia perde anch’essa lo 0,5% ma si colloca al 9%, uno dei livelli più alti degli ultimi due anni.
roberto vannacci - inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia
La piccola contrazione di questo partito non sembra da attribuirsi tanto all’effetto Vannacci quanto alle traversie nella definizione dell’assetto e delle prospettive politiche.
Tra le forze di opposizione si manifesta una sostanziale stabilità: il Partito democratico è infatti oggi stimato al 22,3%, di pochi decimali sopra al risultato del mese scorso, il Movimento 5 Stelle è praticamente invariato rispetto a marzo collocandosi al 14,3%, mentre Avs recupera la piccola perdita del mese scorso e torna al 6,7%, lo stesso dato ottenuto alle scorse europee.
Sostanzialmente stabili, pur con minime flessioni, le altre forze del “campo largo”, +Europa all’1,3% e Italia viva al 2%. Azione, fuori dalle alleanze, si colloca al 3,1%, anch’essa stabile.
I risultati delle coalizioni possibili sono molto vicini: il centrodestra nel suo insieme (FdI, FI, Lega, Noi moderati e Futuro nazionale) assommerebbe complessivamente al 46,1%, il campo largo o progressista che dir si voglia (Pd, M5S, Avs, + Europa e Italia viva) arriverebbe al 46,6%.
Per la prima volta, da quando Vannacci ha fondato la sua nuova forza politica, il centrosinistra supera il centrodestra, includendo il partito del generale.
[...] Le valutazioni dell’esecutivo e della presidente del Consiglio sono in leggero miglioramento. Il governo, infatti, evidenzia un indice di apprezzamento (la percentuale di valutazioni positive su chi si esprime, esclusi i non sa) del 41, segnando una lievissima ripresa rispetto a marzo, quando si era registrata un’apprezzabile contrazione del gradimento.
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse
Lo stesso avviene per Giorgia Meloni, che ha un indice di 42, recuperando due punti sullo scorso mese. Il dato è presumibilmente influenzato dalla forte polemica innescata dal presidente Trump nei confronti del papa Leone XIV e dalla difesa del Pontefice da parte della presidente Meloni, che ha preso una netta distanza dalle posizioni del tycoon, nonché dalle dichiarazioni critiche di Trump (che continua a essere inviso alla stragrande maggioranza degli italiani) nei confronti dell’Italia e della premier per il mancato sostegno alle proprie azioni.
Rimane da dire dei leader, per i quali non emerge nessuna apprezzabile differenza nell’ultimo mese: le variazioni nell’indice di apprezzamento sono infatti al massimo di un punto, con una sola eccezione rappresentata da Vannacci che cresce di due punti ed è oggi valutato al 20.
[...] nel centrodestra, infatti, sembra necessaria l’inclusione di Futuro nazionale, per essere competitivi, ma questo richiederà probabilmente una «spinta» a destra che potrebbe avere ricadute sulle componenti moderate della coalizione e in particolare su Forza Italia che sta cercando di definire meglio il proprio posizionamento centrista. Nel centrosinistra si tratterà di capire quale sarà la leadership e quali i contenuti programmatici, in particolare rispetto alla politica internazionale. Insomma, il cammino è ancora lungo e non è detto che i dati non possano modificarsi.

