alessio d'amato regione lazio zingaretti

NEL LAZIO IL CAMPO LARGO PD-M5S DIVENTA UN CAMPOSANTO: IL CANDIDATO DEI DEM SARA’ D’AMATO (LANCIATO DA CALENDA). ZINGARETTI, BETTINI, FRANCESCHINI, CHE VOLEVANO L’ACCORDO CON CONTE E PREMEVANO PER LEODORI O GASBARRA, PERDONO LA PARTITA - IN LOMBARDIA E’ TUTTO IN ALTO MARE. UN PEZZO DEL PD E’ PRONTO A CONVERGERE SU LETIZIA MORATTI MA RESISTE IL MURO DI LETTA

Giovanna Vitale per repubblica.it

 

ALESSIO D AMATO

Ora è ufficiale. Carlo Calenda, che lo aveva indicato per primo, ha avuto la meglio: sarà Alessio D'Amato il candidato del Pd alle regionali del Lazio. Mentre in Lombardia la partita resta aperta: Letizia Moratti, lanciata sempre dal Terzo Polo, propone "incontriamoci per parlare di temi concreti" alle forze di centrosinistra che "faticano ad accettarmi". La stessa richiesta avanzata in mattinata dal leader di Azione ai sindaci progressisti, da Gori e Del Bono, per parlare di programmi. Secca la replica degli amministratori dem: per costruire una coalizione ampia bisogna prima levare dal tavolo i nomi. Poi, si può iniziare a discutere.

 

 

Segno che qualcosa si muove, anche se ancora molto rimane da definire. Al contrario di quanto avvenuto nel Lazio, dove invece l'assessore alla Sanità è stato incoronato dai vertici democratici giusto in tempo per evitare l'ennesima bancarotta politica. Pochi minuti prima che D'Amato riunisse i suoi sostenitori in un Teatro Brancaccio affollato all'inverosimile - prova di forza voluta per lanciare la sua corsa a dispetto di ras e correnti che hanno provato in ogni modo a fermarlo - il segretario Enrico Letta ha convocato i responsabili del partito, locale e nazionale, e acceso semaforo verde.

 

 

nicola zingaretti alessio d'amato

Marcando una svolta in grado di indicare una rotta per il futuro: il Pd sceglie di virare verso il Terzo polo e di rompere una volta per tutte con il M5S proprio nella Regione-laboratorio del campo largo, quella in cui i giallorossi hanno governato insieme, resistendo anche alla caduta del Conte2 e alle liti furibonde fra alleati, ormai irrimediabilmente ex.

 

Non è allora un caso se fra il migliaio di partecipanti alla convention organizzata per celebrare i successi del candidato demo-azionista - l'uomo della lotta al Covid e dei 2 miliardi di buco ripianati nella Sanità - mancasse proprio Nicola Zingaretti. Fino all'ultimo il presidente fresco di dimissioni ha lavorato per tenere in piedi l'alleanza coi grillini, d'accordo con Dario Franceschini e di sponda con Goffredo Bettini: provando a tessere una tela che portasse all'investitura del suo vice, Daniele Leodori, o in alternativa di Enrico Gasbarra. Sono loro i veri sconfitti di questa partita.

 

zingaretti orlando bettini

Perduta insieme al progetto di un centrosinistra unito che da ieri, complice la strategia contiana di spolpare il Pd sfilandogli la bandiera progressista, sembra morto per sempre. Almeno a queste latitudini. Con gran sollievo della folta truppa di parlamentari e dirigenti pd - incluso il sindaco Gualtieri e il senatore Meloni, braccio destro di Letta al Nazareno - accorsi ad acclamare "l'ammazza-correnti" insieme a Calenda e Boschi. Schierato, D'Amato, al contrario dell'ormai ex presidente del Lazio, a favore del termovalorizzatore di Roma su cui Conte ha sfasciato l'alleanza: "Si deve fare", non esita l'assessore. "Non dobbiamo lasciare la patente progressista e riformista a nessuno, men che mai a chi ha firmato i decreti sicurezza di Salvini", attacca dal palco. Esortando il suo stesso partito, che martedì deciderà se tenere o no le primarie di coalizione, "a fare in fretta: non regaliamo la Regione alla destra". Primarie che in Lombardia potrebbero svolgersi, se non si raggiungerà un'intesa con il Terzo polo, entro metà dicembre

Zingaretti Bettini

 

Due sfide elettorali che potrebbero cambiare gli assetti del centrosinistra e dell'opposizione al governo Meloni. Sullo sfondo di un congresso, quello del Pd, che resta il convitato di pietra delle trattative in corso. Letta sta infatti lavorando per stringere i tempi e allestire i gazebo a febbraio. Ma non tutti sono d'accordo. Mentre nuovi candidati si scaldano a bordo campo. A iniziare da Elly Schlein, che nelle prossime ore annuncerà la sua iscrizione al partito. Per poi misurarsi alle primarie.

Bettini e Zingaretti franceschini letta

 

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....