ANCHE LE PULCI C’HANNO LA TOSSE! NEL MARASMA DEI “CENTRINI” SI AGITA ANCHE LA MICRO-PARTICELLA DI BASE POPOLARE, LA FORMAZIONE DI GIAN MARIO SPACCA, GAETANO QUAGLIARIELLO, GIUSEPPE DE MITA, LORENZO DELLAI E MARIO MAURO, CHE ORGANIZZA A ROMA UNA SOPORIFERA DUE GIORNI DI DIBATTITO (UN’OTTIMA SCUSA PER FARE TURISMO ENO-GASTRONOMICO NELLA CAPITALE) CON LUIGINO DI MAIO E MONSIGNOR MARIANO CROCIATA - AVVISATE TRAVAGLIO: CI SARÀ ANCHE L’IMPERDIBILE INTERVISTA DI ANTONIO POLITO "EL DRITO" ALL’EX LEADER UDC MARCO FOLLINI…
(ANSA) - Per ragionare intorno all'idea di un'alleanza tra forze popolari, liberali e riformiste, "come cornice di senso politico anche per il civismo" e "fronteggiare il populismo sia nella sua versione di destra che in quella di sinistra" ed essere "un'alternativa all'astensione", Base popolare organizza a Roma una due giorni di dibattito.
L'obiettivo è riflettere sullo stato di salute della rappresentanza, ma anche sull'Europa e il suo possibile ruolo come strumento per i nuovi equilibri internazionali. A confrontarsi, il 18 e 19 settembre, su questi temi e sui modi per costruire il bene comune saranno numerose personalità.
L'iniziativa, introdotta dal Presidente di Base Popolare, Gian Mario Spacca, vedrà la partecipazione tra gli altri di Mons. Mariano Crociata; Luigi Di Maio e Klaus Welle (PPE). E' prevista anche una discussione tra Pina Picierno, Mario Mauro e Gaetano Quagliariello, su come la cultura popolare, quella liberale e quella riformista possano, a partire dall'Italia, offrire uno sbocco all'assedio dei populismi in Europa. Da segnalare anche il dibattito, moderato da Dante Monda, tra Ettore Rosato (Azione), Piercamillo Falasca (Europeisti.eu), Walter Mauriello (Meritocrazia Italia) e Giuseppe De Mita (Base Popolare), nel quale si affronterà il tema del centro e delle sue possibili declinazioni in vista delle elezioni del 2027.
A conclusione della due giorni, ci sarà una intervista di Antonio Polito a Marco Follini. "La nostra intenzione - dichiara De Mita, coordinatore di Base Popolare - è quella di cercare nella società una ragione politica comune prima di mettere insieme le sigle. Le alleanze per sommatorie hanno prodotto una politica inertizzata rispetto alla realtà. Vogliamo sfuggire al rischio e alla tentazione di definirci "terzo polo", solo in rapporto a quello che c'è e non va. Vogliamo provare ad andare oltre".




