giusi bartolozzi francesco lo voi

NEL PIENO DELLA BATTAGLIA TOGHE-GOVERNO SUL REFERENDUM ESPLODE ANCHE IL CASO DELLA “ZARINA” DI VIA ARENULA – GIUSI BARTOLOZZI, CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, RISCHIA IL PROCESSO: HA RICEVUTO L’AVVISO DI CHIUSURA DELLE INDAGINI CON L’ACCUSA DI AVER MENTITO AI MAGISTRATI SUL CASO ALMASRI – NORDIO EVOCA LA GIUSTIZIA A OROLOGERIA: “UNA INIZIATIVA SULLA CUI TEMPISTICA RIMANGO PERPLESSO”. E IL SOTTOSEGRETARIO SISTO RILANCIA: “È UNA CONFERMA DEL CLIMA AVVELENATO” – TRA POCHI GIORNI LA GIUNTA DELLE AUTORIZZAZIONI DELLA CAMERA DECIDERA’ SE SOLLEVARE IL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE CON LA PROCURA PER ESTENDERE A BARTOLOZZI L’IMMUNITÀ GIÀ CONCESSA A TUTTI GLI ESPONENTI DI GOVERNO COINVOLTI NEL PASTICCIO ALMASRI – LO SCONTRO TRA PALAZZO CHIGI E LA PROCURA DI ROMA GUIDATA DA LO VOI…

1 - ALMASRI, INDAGINI CHIUSE SU BARTOLOZZI LEI: IO CONTINUO. NORDIO: HA LA FIDUCIA

Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

giusi bartolozzi

La notizia l’ha data lei stessa. Giusi Bartolozzi, capo di Gabinetto del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini con l’accusa immutata di aver mentito ai magistrati sul caso Almasri.

Ma l’ha voluta accompagnare con una nota in cui assicura: «Sono serena. E senza condizionamenti, continuerò a lavorare con senso di responsabilità».

 

Subito dopo è arrivata la blindatura del Guardasigilli che ha avanzato sospetti di giustizia a orologeria: «Esprimo ancora una volta incondizionata fiducia sull’operato di Giusi Bartolozzi e umana vicinanza rispetto a una iniziativa sulla cui tempistica rimango perplesso».

 

[...]

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

L’atto arriva nel momento più critico della partita sul referendum sulla riforma Nordio.

E a meno di una settimana dalla seduta della Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera che deve decidere se sollevare conflitto di attribuzione con la Procura per estendere a Bartolozzi l’immunità già concessa a tutti gli esponenti di governo coinvolti nel caso del rimpatrio del torturatore libico, ricercato dalla Corte penale internazionale dell’Aia. Sospetti bocciati dal Pd.

 

«Che piaccia o no al ministro Nordio siamo tutti uguali davanti alla legge, anche la sua capo di Gabinetto» dichiara Debora Serracchiani. E aggiunge: «Poteva evitare l’ennesimo attacco alla magistratura, ma anche oggi confessa il vero obiettivo della riforma: ridurre i controlli di legalità sull’azione di governo. In un Paese normale il ministro della Giustizia darebbe fiducia alla magistratura. Nel nostro il ministro somiglia sempre più al marchese del Grillo, di un grande, quello sì, Alberto Sordi».

 

[...]

 

carlo nordio e il caso almasri

Sospetti che invece convincono l’intera maggioranza. Da Forza Italia il sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, denuncia: «È una conferma del clima avvelenato». E Pittalis rincara: «Giusi Bartolozzi era stata iscritta nel registro degli indagati ad agosto 2025, la notifica arriva a sei mesi di distanza e a una settimana dal voto sul conflitto di attribuzioni».

 

«Dalla campagna referendaria nelle Procure, alle Procure nella campagna referendaria», ironizza Enrico Costa. Offre vicinanza e stima «nella convinzione che saprà continuare a svolgere il proprio ruolo con trasparenza» il capogruppo Paolo Barelli. E Maurizio Gasparri si dice «esterrefatto». [...]

 

2 - LO SCONTRO SULL’IMMUNITÀ TRA PROCURA E MAGGIORANZA L’APPRODO ALLA CONSULTA

Estratto dell’articolo di Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

Quasi cinque mesi di tempo non sono bastati, alla Camera dei deputati, per promuovere davanti alla Corte costituzionale l’annunciato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato (Parlamento contro Procura di Roma). E così il procuratore Francesco Lo Voi ha smesso di attendere e comunicato a Giusi Bartolozzi la chiusura dell’indagine a suo carico, preludio della richiesta di rinvio a giudizio per il reato di «false informazioni» agli inquirenti rilasciate durante l’istruttoria sul caso Almasri.

 

Procedura che si bloccherà non appena l’ufficio di presidenza — forse già la prossima settimana, secondo quanto anticipato giorni fa dal quotidiano Il Fatto — e poi l’aula di Montecitorio voteranno la decisione di rivolgersi alla Consulta.

 

[...]

 

Osama Njeem Almasri

Nel frattempo, visto che tutto accade a meno di un mese dal referendum sulla riforma della magistratura, la decisione della Procura non mancherà di attizzare nuove polemiche tra la maggioranza di centrodestra e le toghe; in particolare quella che guida la Procura di Roma, presa di mira dalla premier Meloni la sera stessa in cui fu recapitato anche a lei (poi prosciolta su decisione del tribunale dei ministri, a differenza degli altri esponenti di governo) la notizia dell’indagine per la vicenda Almasri.

 

protesta dei deputati pd sull assenza di giorgia meloni all informativa sul caso almasri foto lapresse

Il ruolo di Bartolozzi, nei giorni di inizio 2025 in cui il governo decise di non confermare l’arresto del generale libico ricercato dalla Corte penale internazionale, scarcerarlo e riportarlo a casa, è emerso proprio durante l’indagine su quella storia.

 

Venne fuori che la capo di Gabinetto era informata di tutto fin dalle prime ore dopo l’arresto, che aveva ordinato agli uffici ministeriali la massima riservatezza nelle comunicazioni senza lasciare tracce formali, e che aveva partecipato a tutte le riunioni governative dove si decise la linea da tenere.

 

Alle tre magistrate del tribunale dei ministri, inoltre, disse di non aver fatto nemmeno vedere al ministro Nordio la bozza di provvedimento preparata dagli uffici con cui il Guardasigilli avrebbe potuto tenere Almasri in carcere per poi consegnarlo alla Corte dell’Aia. Testimonianza che il tribunale ha ritenuto «sotto diversi profili inattendibile, e anzi mendace».

 

INFORMATIVA DI MATTEO PIANTEDOSI E CARLO NORDIO ALLA CAMERA SUL CASO ALMASRI - FOTO LAPRESSE.

Di qui l’accusa di false dichiarazioni che le stesse giudici inquirenti avevano ordinato alla Procura di contestare, una volta concluso il loro lavoro. E questo ha fatto il procuratore Lo Voi, adempiendo alla disposizione ricevuta.

 

Subito però s’è sollevato un muro politico a protezione di Bartolozzi, da parte di chi (ministro Nordio in testa) ha cominciato a sostenere che per procedere nei suoi confronti serviva l’autorizzazione del Parlamento, come per i ministri, tesi già confutata da Lo Voi quando è stato interpellato dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere.

 

Il reato contestato a Bartolozzi è diverso da quelli di cui erano accusati i membri del governo, è stato commesso successivamente e non c’è né «concorso» né «connessione» con i comportamenti (ritenuti illeciti dagli inquirenti, ma protetti dal voto politico della Camera) dei ministri archiviati. Il presunto illecito della capo di Gabinetto, insomma, secondo la Procura vive di vita propria e non deve passare da alcuna autorizzazione parlamentare. [...]

 

3 - BARTOLOZZI VERSO IL PROCESSO PER LE BUGIE SU ALMASRI NORDIO: "PERPLESSO SUI TEMPI"

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

GIUSI BARTOLOZZI

Avrebbe mentito ai magistrati per salvare il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sul caso Almasri. È questa l'accusa che la procura di Roma muove alla capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, potente magistrata oggi dirigente di via Arenula, nell'avviso di conclusione delle indagini che le è stato notificato ieri pomeriggio.

 

Si tratta dell'atto propedeutico a un processo che difficilmente arriverà in tempi brevi: la Camera ha infatti avviato l'iter per il conflitto di attribuzione con la procura di Roma. In sostanza, la maggioranza sostiene che Bartolozzi non possa essere processata senza l'autorizzazione del Parlamento, perché per lei varrebbero le stesse tutele previste per i ministri.

 

La capo di gabinetto è indagata per presunte false dichiarazioni rese il 31 marzo scorso davanti al Tribunale dei ministri, quando sostenne che il ministro non sapeva nulla dell'iter che aveva portato alla liberazione del generale libico. Secondo il collegio, che ha trasmesso gli atti alla procura, sarebbero almeno quattro i punti critici.

 

IL PASSAPORTO DOMINICANO DI ALMASRI

Il primo riguarda la bozza di provvedimento predisposta dal dipartimento Affari di giustizia che avrebbe consentito di convalidare l'arresto di Almasri, ricercato dalla Cpi, evitando così la sua scarcerazione. Bartolozzi ha sostenuto di non aver sottoposto quella bozza al ministro.

 

Per i giudici, però, questa versione sarebbe contraddittoria rispetto al flusso continuo di informazioni tra lei e il Guardasigilli che – secondo quanto dichiarato dalla stessa dirigente – si sentivano decine di volte al giorno. Il secondo punto riguarda i tempi. La capo di gabinetto ha parlato di una finestra temporale strettissima.

 

Una ricostruzione che, secondo il Tribunale, contrasterebbe con le dichiarazioni di altre dirigenti del ministero, le quali avrebbero segnalato con chiarezza i termini da rispettare e la data dell'udienza fissata dalla Corte d'appello. Terzo snodo: le riunioni riservate sul possibile rimpatrio del generale libico.

 

GIUSI BARTOLOZZI

Bartolozzi ha riferito che non si sarebbe mai affrontato il tema del «dopo» in caso di mancata convalida dell'arresto. Altri partecipanti, invece, avrebbero parlato di discussioni esplicite sull'ipotesi di espulsione e rimpatrio tramite volo di Stato. È su queste presunte incongruenze che la procura, come atto dovuto dopo la trasmissione dei documenti da parte del Tribunale dei ministri, ha iscritto Bartolozzi nel registro degli indagati, arrivando ieri alla chiusura delle indagini. [...]

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