sposetti letta lotti

“IL PD DEVE BANDIRE IL GIUSTIZIALISMO. ALLA FINE DELLA SUE VICENDE GIUDIZIARIE LOTTI USCIRÀ COME UNA VITTIMA. PERCHE’ NON CANDIDARLO?” - L’EX TESORIERE DEI DS UGO SPOSETTI SI APPELLA A LETTA E CHIEDE DI NON ESCLUDERE L’EX BRACCIO DESTRO DI RENZI LUCA LOTTI, IMPUTATO NEL CASO CONSIP E INDAGATO PER CORRUZIONE NELL’INCHIESTA OPEN. L’EX RENZIANO  E' STATO INTERCETTATO CON PALAMARA MENTRE DISCUTEVANO SU CHI PIAZZARE A CAPO DELLA PROCURA DI ROMA - SPOSETTI: “LOTTI NON POTEVA ESSERE INTERCETTATO” 

Daniela Preziosi per www.editorialedomani.it

 

ugo sposetti foto di bacco (2)

Si dichiara appassionato di letteratura giudiziaria, chiede al Pd di non essere giustizialista. Ugo Sposetti, mitico tesoriere dei Ds e mitologico consigliere della Fondazione Gramsci, perora la causa «del giovane» (ex?) renziano «Luca Lotti».

 

Trattasi di una battaglia controcorrente, di quelle che può essere fatta senza complessi solo da Sposetti, eminenza grigia delle fondazioni che conservano la memoria del Pci, quella immateriale e soprattutto quella materiale.

 

Se il Pci non ha più un indirizzo, è a lui che si rivolgono i parenti dei comunisti, dagli ex leader massimi ai militanti semplici: se muore un caro rosso, se ci sono carte e documenti da conservare, se ci sono donazioni da tutelare. Lo abbiamo visto mostrare con emozione la bandiera della scissione del 1921 nella docufiction di Ezio Mauro, «La dannazione della sinistra - Cronache di una scissione».

 

ugo sposetti foto di bacco (1)

È stato grande migliorista  e grande amico di Emanuele Macaluso, in realtà non è stato mai dalemiano come spesso le cronache hanno raccontato. Comunque ormai è lui il primo della lista della voce dei comunisti italiani. Dei non ex.

 

Prendere posizioni scomode, quindi, non gli fa un baffo, anzi un baffone. Come quando ha votato in solitaria il no all’abolizione dei finanziamenti ai partiti proposta dal governo di Enrico Letta. Oggi Letta ha cambiato idea. Chissà che non succeda anche in questo caso: stavolta Sposetti ha saputo che l’ex collaboratore di Matteo Renzi Luca Lotti non sarà ricandidato. Ammette: «Avrei evitato questa conversazione. Ho cercato di fare arrivare messaggi alla segreteria, ho ragionato con quelli con cui ho più frequentazione. Non sono riuscito a parlare con il segretario ma naturalmente so che ha molte cose da fare. Volevo dirgli una cosa: noi, cioè il Pd, non possiamo essere un partito che esclude. Per mesi abbiamo parlato di campo largo, e ora che facciamo, escludiamo le storie ingombranti o inopportune? Non dobbiamo, non siamo nelle condizioni di escludere. Per esempio non vedo fra i candidati alcuni protagonisti della nostra storia recente, dell’Ulivo e dell’Unione, due stagioni vittoriose per il centrosinistra. E c’è anche qualche altra esclusione che ha il sentore di essere fatta perché siamo un partito amico dei pm».

lotti renzi letta

 

 

Il Pd deve bandire il giustizialismo. E c’è un appunto che faccio anche ai giornalisti: i migliori stanno attenti alle persone che incappano nelle indagini lunghe o nei processi lunghi. Ma c’è un altro aspetto: le indagini lunghe sono un costo enorme per i contribuenti. Negli Stati uniti quest’attenzione è fortissima, da noi zero.

 

Vuole dire che quando un’inchiesta o un processo finisce con un’assoluzione, sarebbe essere utile pesare anche questo costo, oltre a quello umano politico o professionale di chi resta a lungo sotto la spda di Damocle della giustizia?

 

Certo, e come tutti gli altri, anche questo costo non è a carico del magistrato.

 

 

La riforma della giustizia prova a abbattere i tempi dei processi. Non funzionerà?

Speriamo. Ma io sono un appassionato di letture magistratesche. Si sa tutto di un’inchiesta, anche dettagli che non dovrebbero trapelare, ma il costo mai nessuno che lo calcoli.

luigi zanda marco follini ugo sposetti foto di bacco

 

Il Pd è giustizialista?

Noi dobbiamo evitare scelte che alimentano l’antipolitica, perché l’antipolitica produce astensione oppure produce voti alle liste estreme. Lo dico apertamente: ho saputo che il giovane Lotti non sarà ricandidato. È noto a tutti che io ho combattuto contro Renzi e il suo gruppo dirigente, a volte con qualche polemica sopra le righe. Ma escludere Lotti è un errore politico. Primo, perché se Lotti e i suoi avessero seguito Renzi nella scissione, il gruppo del Pd non ci sarebbe stato né alla camera né al senato, e non è bello dimenticare queste cose. Secondo: dopo l’accordo di Renzi con Carlo Calenda noi dobbiamo presidiare il campo ex renziano.

 

Sostenere la tesi di una discriminazione politica mi sembra troppo: Lorenzo Guerini, ministro della difesa e capo della corrente che è anche di Lotti, è una colonna del Pd. Va bene, le credo. Allora Lotti è escluso per altre ragioni.

ugo sposetti enzo carra foto di bacco (1)

Gliele dico io: Lotti non è fra i parlamentari indicati dal suo territorio, la Toscana. E questo è già un argomento forte e indicativo. E poi ha alcuni rinvii a giudizio. Speriamo si risolvano con la sua innocenza, ma forse il Pd non si vuole trovare con un neoeletto condannato.

 

Intanto Lotti è stato intercettato e non poteva esserlo. Le prerogative dei parlamentari sono a tutela del parlamento, sempre, dalla Costituzione in giù. Poi, sui rinvii a giudizio: lei mi fa tornare indietro con la memoria a diciotto anni fa. Marcello Stefanini (tesoriere del Pds dal ‘90, morto per un’emorragia cerebrale nel 1994, ndr) fu escluso dalle liste dell’94 perché aveva ricevuto un avviso di garanzia. Lo aveva ricevuto mentre era all’ospedale, aveva avuto un infarto. Stefanini fu assolto fra la presentazione delle liste e il voto. Colgo l’occasione per rendere omaggio a chi prima di me questo lavoro di tesoriere, bello ma pesante. Doveva e poteva essere candidato. Invece no, ha ricevuto uno sgarbo indecente prima della sua morte. Certo allora eravamo nella coda di Tangentopoli, e possiamo forse considerarla un’attenuante. Ma adesso quella stagione è passata. Smettiamola di andare appresso ai pm.

lotti foto mezzelani gmt (c)004

 

Lotti, da indagato, si è autosospeso dal Pd ma è rimasto a capo della sua corrente Base Riformista. Poi, avvicinandosi le elezioni, si è autoriammesso. Un comportamento curioso, per un dirigente. O no?

Non so come è organizzata quella corrente e non mi interessa. Vedo da anni che lui non parla pubblicamente a nome di quell’area. E comunque parlo da iscritto al Pd. Lotti non è andato via con Renzi, è rimasto nel Pd e al Pd questo, a suo tempo, è tornato politicamente molto utile. Non dovrebbe essere dimenticato.

lotti foto mezzelani gmt (c)003

 

Magari Renzi ai tempi della scissione di Italia viva non lo ha voluto per la stessa ragione di opportunità per cui oggi potrebbe non essere ricandidato dal Pd?

Senta, scriva a futura memoria: alla fine della sue vicende giudiziarie Lotti uscirà come una vittima. Che facciamo, aspettiamo la riabilitazione postuma? Io, dal parlamento, ho collaborato con lui quando era a palazzo Chigi è l’ho visto sempre comportarsi correttamente. Faccio un appello al segretario: lo dico da avversario interno, spero che Lotti sia candidato, ci rifletta.

 

Il Pd fino a ieri era alleato del partito giustizialista per eccellenza, i Cinque stelle. E non ha rotto su questo aspetto.

Infatti, se viene escluso chi ha un avviso di garanzia o chi ha un’indagine in corso, vuol dire che il giustizialismo rimane. Quelle dei Cinque stelle erano boiate pazzesche che hanno pagato poi loro stessi, basta vedere la fine che hanno fatto: se un ministro degli esteri fa la scissione e si porta via il ministero, che regole sono?

giorgia meloni ugo sposetti foto di bacco (1)

 

Di Maio non aveva alcun obbligo di dimettersi, né Conte ha avuto il coraggio di chiedere un rimpasto.

Ma non c’era bisogno che lo chiedesse. Nel collegio dove io voto, Roma Uno, prima si profilava la candidatura di Carlo Calenda, adesso quella di Di Maio. Dovrò chiedere asilo per fare il rappresentante di lista di un altro collegio. Me ne andrò in Calabria a fare il rappresentante di lista nel collegio di Nico Stumpo.

 

Crede davvero che il centrosinistra possa vincere?

ENRICO LETTA

La campagna elettorale è all’inizio, il risultato si vede alla fine della campagna elettorale, con i sondaggi si perde tempo. Pancia a terra e voto al Pd, evitiamo battute sopra le righe, parliamo dei problemi. Dobbiamo parlare a quella fascia di età dai 18 anni ai 30, quella più oggetto dei richiami delle sirene. Dodici generazioni che sono milioni di elettori. Bisognerebbe averlo bene presente nel programma e nella campagna elettorale del Pd.

 

Di un Pd senza alleati, alla fine e per tutt’altre ragioni, quasi come quello di Renzi nel 2018?

ll Pd nasce con la vocazione maggioritaria. Io avevo dubbi sulla fondazione di quel partito ma ormai il Pd è un fatto. E la vocazione maggioritaria è una proposta politica: infatti il Pd di Veltroni è arrivato sopra il 33 per cento.

 

Sposetti fa i complimenti a Veltroni?

Ho ricordato un fatto di cronaca. Anzi di storia.

 

luigi zanda ugo sposetti foto di baccougo sposettiugo sposettiugo sposetti foto di baccowalter veltroni ugo sposetti foto di bacco

Ultimi Dagoreport

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…