DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…
DAGOREPORT
pietrangelo buttafuoco ph andrea avezzu
Finirà così: il musulmano sciita Buttafuoco può rivendicare quanto vuole l'indipendenza e l'autonomia della Biennale di Venezia che lascia "chiusura e censura fuori dall'ingresso", ma il padiglione russo ai Giardini, curato tra l’altro dalla figlia del ministro degli Esteri russo Lavrov, resterà sbarrato.
Pur costretto a rinculare, travolto da un ciclone di polemiche, Buttafuoco, alias Giafar al-Siqilli, non si dimetterà.
La Biennale di Venezia non più un ente pubblico, dal 1998 è stata trasformata in una persona giuridica di diritto privato che opera sotto la vigilanza del Ministero della Cultura (per il 2025 ha stanziato un contributo di 34 milioni).
pietrangelo buttafuoco alessandro giuli
Non solo. Quando Buttafuoco fa presente che, della decisione di aprire i battenti al padiglione russo, ne aveva informato nelle settimane scorse non solo amici e camerati vicini ma anche, dicono, il premier Giorgia Meloni, da sempre sua grande supporter, sono solo parole volate nel vento di una telefonata.
Ammesso che sia avvenuto il colloquio e il presidente della Biennale abbia ottenuto il semaforo verde alla presenza del padiglione russo, va anche immaginato che la Statista della Sgarbatella non viva a Palazzo Chigi un mood politico propriamente tranquillo per star lì a sbrogliare i periodi e le subordinate dell’eloquio barocco-siculo di Buttafuoco…
Comunque vada, a dieci giorni dal terribile voto sul referendum della giustizia, con una guerra che tira l’altra e l’economia che va a puttane, di dimissioni non se ne parla assolutamente. Basta toglierne una, per far crollare il castello di carte.
Oggi una Meloni che è giunta al di là della crisi di nervi ha una unica e solo filosofia per mantenere in piedi il governo, quella dettata dal manzoniano Conte Zio dei “Promessi sposi”: “Sopire, troncare”.
GIORGIA MELONI ALESSANDRO GIULI
A sua volta ben interpretata politicamente da Giulio Andreotti nel 1991, rispondendo a Ciriaco De Mita che invocava elezioni anticipate: “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia…”.
(Ci dispiace per i vari Monda sognanti di occupare il posto di Buttafuoco, che dovranno aspettare un altro giro della giostra del potere…)
COSA CI PERDEREMNO SENZA IL PADIGLIONE RUSSO
La Federazione Russa alla 61esima Biennale Arte, che si svolgerà da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026 con la partecipazione di 99 Paesi e 31 eventi collaterali, ha presentato un progetto espositivo intitolato 'The Tree is Rooted in the Sky' ('L’albero è radicato nel cielo'), con il coinvolgimento di oltre cinquanta giovani musicisti, poeti e filosofi provenienti dalla Russia e da altri Paesi, tra cui Argentina, Brasile, Mali e Messico.
All’interno del padiglione, apprende l'Adnkronos, è previsto un “festival musicale”, dal 5 all’8 maggio, prima dell’apertura ufficiale della Biennale, sono in programma performance musicali affidate, tra gli altri, all’artista sonoro maliano Diaki Kone, noto come DJ Diaki, che unirà ritmi africani, elementi del folklore russo e musica elettronica.
Secondo gli organizzatori russi – ma non è il caso di dirlo al popolo ucraino – ‘’l’iniziativa intende creare uno spazio di dialogo e scambio tra culture diverse, mettendo in relazione radici locali e visioni globali.’’
Pietrangelo buttafuoco e Alessandro Giuli - inaugurazione padiglione italia - biennale architettura
DISCORSO DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN
Luigi Brugnaro Alessandro Giuli e Pietrangelo Buttafuoco - inaugurazione padiglione italia - biennale architettura
alessandro giuli
padiglione russia biennale
padiglione russia
pietrangelo buttafuoco presentazione biennale venezia 2026 ph jacopo salvi

