goffredo bettini giuseppe conte

PD LISTATO A LUTTO – BETTINI FRIGNA PER L’AMATO CONTE: “IL PRIMO SENTIMENTO CHE IN QUESTE ORE SI IMPONE NEL MIO ANIMO È DI GRATITUDINE. HA GUIDATO UN GOVERNO POLITICO, ONESTO E SERIO CHE LAVORATO BENE” - “DRAGHI? IL PD, ANCORA UNA VOLTA CON GENEROSITÀ, HA DETTO DI ESSERE DISPONIBILE. MA DIRE DRAGHI E BASTA SIGNIFICHEREBBE UN VERO E PROPRIO “SCIOPERO” CIRCA LA NOSTRA FUNZIONE DI RAPPRESENTANZA DEMOCRATICA”

 

 

GOFFREDO BETTINI GIUSEPPE CONTE

Goffredo Bettini per www.tpi.it

 

Il primo sentimento che in queste ore si impone nel mio animo è di gratitudine per Giuseppe Conte. Egli ha guidato un governo politico, onesto e serio (anche se con differenti qualità nella sua composizione) che ha lavorato bene, in mezzo a difficoltà non paragonabili rispetto a qualsiasi fase passata della storia repubblicana.

 

Matteo Bolle

So bene che ci sono stati ritardi, mancanze, anche errori. Eppure un messaggio positivo è arrivato agli italiani. Lo si vede nella popolarità che ancora conserva il premier decapitato. Forse i cittadini hanno compreso meglio di tanti commentatori che per le forze democratiche e di sinistra si era aperta una prospettiva nuova. Difficile. Ma praticabile.

MATTEO RENZI ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO – AMICI MIEI

 

Quando Nicola Zingaretti ha preso in mano il Pd, il partito era isolato, al 15 per cento nei sondaggi, circondato da una marea populista di destra e anche di sinistra, inerme di fronte a un governo comandato da Salvini. In questi mesi il populismo italiano si è spaccato. Quello più mite e anche innovativo si è aperto a una collaborazione istituzionale e di governo. Non è più quello di prima, arrabbiato e antipolitico.

 

sandro gozi goffredo bettini andrea orlando

Questo ha permesso di costruire un’alleanza, di cui Conte è stato il punto di riferimento, tra la sinistra democratica nel suo insieme e il Movimento 5stelle, rimettendo l’Italia sui binari giusti; saldamente europeisti e antisovranisti.

 

Inoltre, in un Paese per molteplici aspetti diviso come il nostro, la linea economica e sociale realizzata nel periodo più duro della pandemia ha difeso i lavoratori, i ceti produttivi sani, non quelli moltiplicatori di rendite, e le fasce più deboli. Insomma ha cercato di mettere i conflitti, reali e potenziali, in forma politica.

mario draghi al quirinale

 

Infine, l’esperienza del Conte II ha dimostrato di saper navigare nel mare in tempesta con quella dose di autonomia e di libertà rispetto ai poteri tradizionali del capitalismo italiano, guardando più a conservare un dialogo semplice e attento con il popolo, apparso a tratti persino ingenuo, piuttosto che alle prime pagine dei giornali che, tranne in qualche caso, sono sempre più diretta espressione dei poteri industriali e finanziari che hanno contribuito così tanto al discredito (in alcuni casi certamente meritato) dei partiti e del regime democratico.

GIUSEPPE CONTE E ROCCO CASALINO - MEME

 

Bene, questa esperienza di governo e la prospettiva politica che la guidava è stata incomprensibilmente interrotta e fatta stramazzare a terra. Ma, come tante volte ha esortato Franceschini, non si può buttare a mare il solo schema politico che può battere la destra.

 

mario draghi arriva al quirinale 3

Non torno sulla dinamica della crisi. Quando Renzi dice che è il merito delle questioni a aver portato alla rottura, non dice la verità. E non tanto perché contemporaneamente ad una sfilacciata discussione sul programma era in corso una ben più solida contesa sugli assetti. Piuttosto perché egli fin dall’inizio coltivava due prospettive. Una di recuperare a proprio vantaggio la formula politica e l’esecutivo che aveva sfasciato; l’altra di destrutturare il Pd, la sua alleanza con il M5s, i confini tra destra e sinistra, sperando così di rimettersi in gioco dopo la cocente sconfitta del suo partito in questi mesi; che non è diventato simile a quello di Macron bensì una pattuglia residuale del 2 per cento che, solo per una transizione spropositata di parlamentari dal Pd, ambisce a svolgere la stessa funzione che fu di Craxi. Non avendo la forza politica del leader socialista, la storia dei Socialisti italiani nella costruzione della Repubblica, l’autonomia internazionale che il segretario del Psi dimostrò con coraggio e decisione di possedere.

 

goffredo bettini by edoardobaraldi 2

Ora, lo ha detto Zingaretti, la situazione si presenta drammatica. È stato conferito in queste ore un incarico pieno a Mario Draghi per formare un governo aperto a tutti. Draghi, lo dico con assoluta sincerità e anche simpatia umana, è una personalità di prestigio, di grande forza intellettuale e di competenza su numerosi settori di intervento. Ma lo stesso Draghi parte in una situazione del tutto confusa e incerta nelle prospettive. E questo preoccupa perché rappresenta davvero una riserva repubblicana, da preservare e proteggere a tutti i costi.

 

goffredo bettini in parlamento 2001

Dalle prime avvisaglie appare assai incerta la posizione della Lega a suo favore e nettamente contraria quella della destra estrema di Meloni. Così come il M5s ha escluso un proprio sostegno. Con quale base parlamentare potrà garantire un governo ampio, autorevole e senza scadenze temporali?

 

Il Pd, ancora una volta con generosità, ha detto di essere disponibile. Ma, come ha osservato Andrea Orlando, dire Draghi e basta significherebbe un vero e proprio “sciopero” circa la nostra funzione di rappresentanza democratica, popolare e politica. E non aiuterebbe lo stesso Draghi. Nel precedente governo abbiamo combattuto palmo a palmo, anche se non ci è stato riconosciuto dal sistema mediatico, per difendere le nostre proposte, i nostri valori e la nostra intima funzione emancipatrice rispetto alle speranze, ma anche ai tanti dolori che covano sotto la cenere nel profondo della società italiana.

goffredo bettini silvio berlusconi giuseppe conte by edoardobaraldi

 

Dovremo continuare a farlo qualsiasi governo dovessimo aiutare a costituirsi e a andare avanti. Mi riferisco alla rappresentanza degli interessi dei lavoratori, guidati saggiamente nella crisi dal sindacato italiano. E poi a una riforma fiscale che abbia il criterio, previsto dalla Costituzione, della proporzionalità e progressività. E poi la transizione ecologica e digitale. E ancora tante altre questioni che abbiamo riassunto come Pd in un documento di indirizzo.

goffredo bettini con massimo dalema

 

Ci sarebbe stato lo spazio per continuare a discutere. Conte aveva aperto a un patto di legislatura e alla necessità di un miglioramento della squadra. Non è stato possibile. Restano in campo le nostre esigenze, i nostri obiettivi e direi, persino, la nostra identità. Non in senso ideologico o astratto, ma riferita a ciò che in ogni momento della storia italiana e di fronte a qualsiasi scenario, deve caratterizzare il nostro agire e ci dà i nostri punti di riferimento fondamentali.

 

Conte Casalino meme Osho

Mi sono speso tantissimo, anche personalmente, per salvare il patrimonio che il Pd ha accumulato nella nuova stagione, diretta da Zingaretti. Qualcuno ha trovato esagerato e persino illegittimo questo mio impegno sincero, disinteressato e prevalentemente intellettuale. Anche nelle redazioni dei settimanali e dei giornali, tra tanti splendidi professionisti, ci sono quelli che non riescono neppure a concepire, a partire da sé stessi, una capacità di influenza e una funzione pubblica che non siano collegati a un potere cui rispondere e che indica il ruolo da recitare.

MATTEO RENZI ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO – AMICI MIEI

 

Mi scuso se mi trovo costretto a parlare di me, che è davvero poca cosa. Ma mi tocca spiegare perché più volte sono stato chiamato in causa ingiustamente. Parlo a nome mio, a nome della mia storia di dirigente dei comunisti italiani, che è entrato nella direzione nazionale del Pci giovanissimo e un po’ in soggezione di fronte ai giganti che allora la abitavano.

 

goffredo bettini walter veltroni dario franceschini

Parlo per aver guidato politicamente una stagione straordinaria di sindaci democratici a Roma. E poi, in nome della mia partecipazione attiva alla fondazione del Pd, di cui sono stato coordinatore nazionale accanto a un uomo come Walter Veltroni, con il quale in seguito ci sono stati anche contrasti, pur rimanendo sempre intatta l’amicizia, la stima e l’ammirazione per come egli intende la politica.

RENZI ZINGARETTI

 

È ovvio che molti non hanno condiviso le mie posizioni. Rispetto le critiche. Sempre. Tranne quelle accompagnate dalla intimazione a stare zitto. Ribadisco: il Conte ter era a portata di mano. Il governo precedente non è stato mai sfiduciato, ha dimostrato di avere una fiducia assoluta alla Camera e un ampissimo consenso al Senato. Era la sola naturale base di partenza per aprire una fase nuova di stabilità, di condivisione delle priorità fino alla fine della legislatura, di riassetto della squadra per renderla più forte.

 

goffredo bettini gianni letta giuseppe conte

Ecco perché, se qualcuno voleva mettere in crisi tale possibilità, era evidente prevedere uno sbocco elettorale nei tempi consentiti dall’andamento della pandemia. Anche perché le elezioni non sono praticabili oggi. Ma a giugno si vota nelle principali città italiane e, prima di giugno, anche in Calabria. E poi, quando le cose si fanno difficili, complicate e confuse; quando, cioè, c’è uno stato di emergenza o di eccezione, è proprio il momento in cui la parola va data alla politica e alla democrazia. E non il contrario.

goffredo bettini 3

 

Altrimenti per senso di responsabilità, rischiamo di essere irresponsabili: nel significato letterale del termine, di rinuncia alle nostre proprie responsabilità, ampliando le zone di apatia, sfiducia, disprezzo o paura nei meccanismi fondamentali di ogni regime democratico. Tra cui quello basico, insostituibile, e alla fine decisivo: l’espressione del voto popolare, sulla base di convincimenti politici e di scelte chiare del popolo. Quando sono esaurite le condizioni di una ricomposizione nel Parlamento, tornare dai cittadini diventa una necessità, seppure in alcuni momenti difficile, incerta e anche dolorosa.

 

goffredo bettini 11

Si vince o si perde. Ma si combatte e si rafforzano le radici della propria rappresentanza. E non si può continuare a dire che c’è il pericolo che vinca la destra. Valeva un anno e mezzo fa. Ma oggi si contrappongono due campi chiari e il tappo non può rimanere eternamente chiuso, altrimenti la bottiglia scoppia. Allora davvero quello che Nadia Urbinati chiama lo scontro tra ‘i molti’ e ‘i pochi’ rischierebbe di non trovare più i canali di un conflitto positivo, spurgato dall’odio e dalla rabbia e volto al compromesso e a pacifiche relazioni. L’assaggio inquietante di questa dinamica distruttiva lo abbiamo visto a Washington; proprio lì, nel cuore di quello che è ritenuto il simbolo delle istituzioni democratiche: il Congresso americano.

pippo civati gianni pittella gianni cuperlo goffredo bettinigoffredo bettini 2007mario draghi arriva al quirinale 2goffredo bettini goffredo bettini walter veltroni goffredo bettini 4goffredo bettini 10 goffredo bettini mario draghi arriva al quirinale 1mario draghi arriva al quirinale 5goffredo bettini sergio chiamparino

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