LA SINISTRA CAMPA SULLE DISGRAZIE ALTRUI! - DOPO LE VEDOVE D’ANTONA E CALIPARI, IL PD PENSA DI CANDIDARE LA RAGAZZA SFREGIATA CON L’ACIDO DAL SUO EX - LANGONE: ‘UN RICATTO MORALE, SCHIFOSAMENTE SLEALE CHE UNA PARTE POLITICA CERCHI DI APPROPRIARSI DEL MONOPOLIO DEL BENE’

Camillo Langone per "Il Giornale"
Campare sulle disgrazie, vecchio vizio della sinistra. Olga Di Serio, vedova di Massimo D'Antona ucciso a Roma nel 1999, venne candidata dai diessini ed eletta alla Camera. Adelaide Gaggio, detta Haidi Giuliani, madre di Carlo Giuliani ucciso a Genova nel 2001, venne candidata da Rifondazione comunista ed eletta al Senato. Rosa Maria Villecco, vedova di Nicola Calipari ucciso a Baghdad nel 2005, venne candidata dai diessini, eletta, poi ricandidata dai piddini e rieletta.

E tralascio altri casi e ne dimentico altri ancora trattandosi di una contabilità lunga e complicata che fra l'altro sembrava ormai inutile: Matteo Renzi non aveva rovesciato la sinistra come un calzino? Non aveva spazzato via costumi e malcostumi del Novecento comunista e post? Sembrava, ma l'ipotizzata candidatura di Lucia Annibali, alle elezioni europee per il Partito democratico, fa pensare che da quelle parti sia cambiato poco.

Ovviamente questa non è una polemica nei confronti dell'avvocata di Urbino sfregiata con l'acido dall'ex fidanzato in combutta con due complici albanesi, secondo la recentissima sentenza che ha distribuito un totale di quarantotto anni di carcere ai tre personaggi. La signora Annibali che certo ha passato terribili momenti, che certo ha subito danni morali e materiali incommensurabili, ha tutto il diritto di accettare tutte le candidature che vuole. Fossi io nella sua situazione (ma anche non nella sua situazione), al comodo e iper-retribuito seggio di Strasburgo ci farei più di un pensierino.

Questa è una polemica nei confronti di una parte politica che strumentalizza abitualmente i morti e i feriti, invece. Lucia Annibali ha subito una grande violenza fisica, la sua candidatura da parte del Pd sarebbe una piccola violenza intellettuale nei confronti di chi, come me, ha intenzione di votare altrove. Voglio chiamarlo col nome che si merita: è un ricatto morale.

Non ho capito a chi è venuto in mente, se a Renzi o ai due vicesegretari, Deborah Serracchiani e Lorenzo Guerini, sta di fatto che l'ipotesi circola ed è stata confermata dall' Unità , il giornale fondato da Antonio Gramsci: «L'avvocatessa urbinate è stata contattata nelle scorse settimane dalla segreteria nazionale Pd, che le ha chiesto la disponibilità a candidarsi per le Europee».

Il linguaggio è un filo brezneviano («Segreteria nazionale Pd» cosa significa in concreto? Chi ha telefonato a Lucia Annibali?) ma ciò nonostante ha fugato ogni dubbio. Parlavo di ricatto morale: continuando a candidare le vittime, la sinistra è come se dicesse che i carnefici stanno a destra. Non voti la vedova Calipari, la vedova D'Antona, mamma Giuliani?

Allora sei un insensibile, un duro di cuore, un bruto. Se la Annibali accettasse («Non ha sciolto la riserva» scrive l' Unità ) chi non la votasse correrebbe il rischio di essere considerato un simpatizzante dei dementi che l'hanno sfigurata. È schifosamente sleale che una parte politica cerchi di appropriarsi del monopolio del bene, un anelito che appartiene a tutti.

Non c'è bisogno di essere renziani per essere contrari al lancio di acido solforico sulla faccia delle persone. La candidatura Annibali ha il sapore di un'accusa, magari contro gli elettori che si ostinano a votare centrodestra, magari contro i maschi che si ostinano a essere maschi, secondo il ragionamento formulato dalla sinistra Boldrini subito dopo la sentenza: «La violenza di genere non è mai un fatto privato». E invece no: Costituzione (articolo 27) e religione (Confiteor) ci ricordano che la responsabilità è personale e la responsabilità della violenza subita da Lucia Annibali, lo ha detto il tribunale di Pesaro, è di Luca Varani.

 

LUCIA ANNIBALILUCIA ANNIBALI INCONTRA GLI STUDENTI Vincenzo Vita e Olga Dantona Rosa Calipari

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)