1. CHE BLA-BLA-VA RENZI, ANCHE SENZA I VOTI DI BERLUSCONI RIUSCIVA LO STESSO A FARCELA AL SENATO? MA L’UNICO PROBLEMA E’ CHE GLI MANCANO I VOTI DEL SUO PARTITO! 2. VANNINO CHITI E CORRADINO MINEO FANNO FRONTE COMUNE COI GRILLINI PER SMONTARE LA RIFORMA DEL SENATO E LA SEGRETERIA PD STRILLA: “RITIRATE QUEL TESTO” 3. MINEO: “SUL TESTO DI CHITI”, CHE PREVEDE L’ELEZIONE DI 106 SENATORI, “SI STA COALIZZANDO UNA MAGGIORANZA ALTERNATIVA”, FATTA CON IL M5S, CHE DICE CHE “È UN TESTO IDENTICO AL NOSTRO”. IL CAPOGRUPPO AL SENATO ZANDA PROVA A MEDIARE PROPONENDO COMUNQUE LA NON ELEGGIBILITÀ, MA I 22 SENATORI ANTI-RENZIANI NON MOLLANO

Da www.repubblica.it

I Cinque Stelle aprono al "lodo Mineo", la possibilità di raggiungere una maggioranza alternativa sulle riforme a partire dal testo Chiti. "Il ddl Chiti presentato al Senato - dice il capogruppo Vincenzo Santangelo - è praticamente la fotocopia del nostro, ad eccezione di una questione che riguarda il taglio delle indennità. Ma su tutto il resto, anche per quanto riguarda l'eleggibilità, se ne può ragionare. Non possiamo non essere d'accordo visto che ricalca la nostra proposta". Il punto più dirompente del testo Chiti, rispetto alla riforma indicata dal premier Matteo Renzi, consiste nella elezione di 106 senatori della camera alta in collegi regionali.

A proposito della possibilità di una convergenza di voti del Movimento 5 stelle sul testo presentato da Vannino Chiti e un'altra ventina di senatori Pd, annunciata dallo stesso Mineo, il presidente dei Cinque Stelle al Senato spiega: "Ci stiamo ragionando, ma sì, credo proprio di sì".

"Sì non lo escludiamo", conferma anche il senatore M5s Nicola Morra, componente della commissione affari costituzionali di Palazzo Madama. Il M5s, spiega, è a favore di "tutto quello che è a favore del mantenimento del sistema bicamerale e rispettoso dei valori costituzionali". Il senatore sottolinea inoltre l'importanza di "lavorare sullo snellimento della struttura" come il "dimezzamento dei parlamentari" e il "dimezzamento delle indennità". In proposito, secondo Morra, la proposta di Chiti dovrebbe essere integrata.

Nel Pd, intanto, è piena turbolenza. Durante la riunione dei senatori democratici, il presidente Luigi Zanda ammette interventi sul testo della riforma del Senato ma solo entro i paletti fissati da Renzi: non eleggibilità dei senatori, nessuna indennità, no al voto di bilancio e sulla fiducia. in particolare l'ineleggibilità. Con il primo che esclude di fatto l'ammissibilità del testo Chiti.

Corradino Mineo risponde dando voce ai "dissidenti", i cosiddetti 22. "Sul testo Chiti al Senato si sta coalizzando una maggioranza alternativa. Dobbiamo lavorare su questo". Per tutta risposta, con una chiara ascesa dei toni del dibattito, la maggioranza del gruppo Pd al senato chiede ai dissidenti di ritirare il testo Chiti, su proposta di Nicola Latorre: "La logica deve essere emendativa, non sostitutiva del testo del governo", spiega Andrea Marcucci, uno dei più attivi nel contrastare Mineo durante la riunione.

Tornando al M5S, Beppe Grillo chiama a raccolta dal suo blog il popolo degli attivisti per raccogliere finanziamenti per la campagna delle Europee. "Andiamo a fare elezioni straordinarie (...) Noi andremo lì, ma abbiamo bisogno di fondi, perché siamo ridotti così, faldoni, faldoni, firme, non faccio altro che firmare dal notaio. Mi sono fidanzato con un notaio - scrive Grillo- dobbiamo andare alle europee con una forza tremenda e fare vedere che cosa può diventare il parlamento europeo. Ci servono dei soldi, non vi chiedo tanto. Un milione di euro. Contribuiremo tutti, 5, 10, 20, 1000. Pochi ma buoni, pochi da tutti".

"Faremo come le politiche di due anni fa - aggiunge Grillo -: abbiamo fatto una cosa meravigliosa, abbiamo raccolto 750 mila euro, se vi ricordate, ne abbiamo spesi 350 mila. E i rimanenti 450 mila li abbiamo distribuiti: la prima tranche di 380 ai terremotati del modenese, adesso è aprile e daremo la differenza, ancora 80 mila euro. Faremo la stessa cosa, se avanzeranno dei soldi questa volta deciderete voi, deciderà la rete a chi dare la differenza dei soldi che resteranno"

 

 

 

Vannino Chiti CORRADINO MINEO nicola morra FIDUCIA AL GOVERNO RENZI IN SENATO FOTO LAPRESSE MADIA E RENZI ba a d c a becfe c MGzoom MADIA BOSCHI GIANNINI FIDUCIA AL GOVERNO RENZI IN SENATO FOTO LAPRESSE Nicola Latorre Luigi Zanda BEPPEGRILLO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…