LE PEN, IL CAVALLO DI TROIA DI PUTIN IN EUROPA: "QUANDO PARLA ALLA RUSSIA, SI RIVOLGE AL SUO BANCHIERE PUTIN" – PER VINCERE LE PRESIDENZIALI DEL 2017, L’ASSO NELLA MANICA DI MACRON FU UN PRESTITO DI 9 MILIONI OTTENUTO DA MARINE LE PEN DALLA ‘’FIRST CZECH RUSSIAN BANK” – UNA BANCA CHE L'OPPOSITORE RUSSO ALEKSEJ NAVALNY DESCRISSE COSÌ: "UN NOTO UFFICIO DI RICICLAGGIO DI DENARO DI PUTIN. VI PIACEREBBE SE UN POLITICO FRANCESE PRENDESSE SOLDI IN PRESTITO DA COSA NOSTRA?" - IL PRESTITO CON LA BANCA CECO-RUSSA FU CONTRATTO SUBITO DOPO LA GUERRA IN CRIMEA E LA DECISIONE DI LE PEN DI RICONOSCERE IL REFERENDUM SULL'ANNESSIONE RUSSA…
2014: IN ARRIVO NOVE MILIONI DALLA BANCA DI PUTIN PER L’ASCESA DI LE PEN
Stefano Montefiori per www.corriere.it del 24 novembre 2014 - Estratti
L’identità di vedute tra Marine Le Pen e Vladimir Putin viene da lontano, come ama ricordare la stessa leader del Front National: «Con grande lucidità già nel 1995 Putin disse che in dieci anni la Francia sarebbe diventata una colonia delle sue ex colonie».
Di Putin Marine Le Pen ammira «la forza di difendere la civiltà cristiana contro la barbarie dell’immigrazione», e «il coraggio di opporsi alla globalizzazione dominata dagli Stati Uniti». Nello scontro tra Unione europea e Russia a proposito dell’Ucraina, Marine Le Pen sta con Mosca, non con Bruxelles.
Questa amicizia sta dando i suoi frutti, perché le casse vuote del Front National hanno appena ricevuto una prima tranche di due milioni di euro sul totale dei nove ottenuti in prestito dalla First Czech Russian Bank, un piccolo istituto russo di proprietà di Roman Yakubovich Popov, uomo vicino al premier Medvedev e al presidente Putin.
I sondaggi che danno Marine Le Pen in testa per le presidenziali del 2017 a Mosca sono quindi visti con grande interesse. Per la Francia si apre la questione democratica di una formazione politica anti-sistema finanziata da una potenza straniera, come accadeva prima del crollo del Muro con il Partito comunista di Georges Marchais, sovvenzionato dall’Unione sovietica.
Al Front National però non sono imbarazzati: «Meglio un prestito da una banca russa - dice l’esponente Christian Bouchet - che prendere i soldi da Gheddafi come ha fatto Sarkozy».
2022: LE PEN, L’ULTIMA GRANA INTERESSI MILIONARI SUL PRESTITO DI PUTIN
Anais Ginori per www.repubblica.it del 23 Aprile 2022 - Estratti
"Quando parla alla Russia, si rivolge al suo banchiere. È un problema". L'affondo di Emmanuel Macron contro Marine Le Pen è uno dei momenti che resterà del duello tv per le presidenziali. "Lei dipende dal potere russo e da Putin", ha aggiunto il capo dello Stato.
La leader di estrema destra voleva far dimenticare i suoi legami con Mosca lodando gli sforzi di pace di Macron, sottolineando la sua solidarietà con il popolo ucraino, ma non è bastato a fugare i sospetti collegati al prestito ricevuto nel 2014 da una banca russa e ancora in corso.
L'allora Front National aveva avuto 9 milioni di euro dalla First Czech Russian Bank. "Questa banca è un noto ufficio di riciclaggio di denaro di Putin" ha scritto Aleksej Navalny. "Vi piacerebbe se un politico francese prendesse soldi in prestito da Cosa Nostra? È la stessa cosa" ha proseguito l'oppositore russo.
"Sono una donna libera, non dipendo da nessuno" ripete Le Pen. Per giustificare il ricorso a un istituto straniero, la candidata all'Eliseo ha ricordato che le banche francesi hanno sempre rifiutato di concederle prestiti.
MARINE LE PEN E VLADIMIR PUTIN
La banca ceco-russa Fcrb è stata chiusa nel 2016. Il prestito è stato venduto a una società russa di noleggio auto, Conti, e poi ancora a Aviazaptchast, società gestita da ex militari russi, sotto sanzioni degli Usa per aver violato l'embargo di vendita di armi a paesi come Siria e Iran.
Il prestito con la banca ceco-russa è stato contratto subito dopo la guerra in Crimea e la decisione di Le Pen di riconoscere il referendum sull'annessione russa. Da allora la leader francese è "persona non grata" in Ucraina come ha ricordato Zelensky.
La leader francese è stata varie volte invitata dalla Duma ed è andata al Cremlino nel 2017 per incontrare il presidente russo.
Nel suo programma Le Pen ha inserito l'uscita della Francia dal comando integrato della Nato e propone un "riavvicinamento strategico" tra l'Alleanza e Mosca una volta che "ci sarà un trattato di pace con l'Ucraina".





