PER FORTUNA CHE TRUMP PREDICAVA "AMERICA FIRST": DA QUANDO E' IN CARICA SI OCCUPA SOLO DI ROVESCIARE I GOVERNI DELLE NAZIONI OSTILI - IL PIANO DI TRUMP PER FAR SALTARE L'ESECUTIVO CUBANO, ANCORA CONTROLLATO DAL 95ENNE RAÚL CASTRO, FRATELLO MINORE DI FIDEL: GLI 007 AMERICANI STANNO CERCANDO ALLEATI INTERNI AL GOVERNO DELL'AVANA DA USARE COME GRIMALDELLO PER FAR SALTARE L'ESECUTIVO. SI STRATTA DELLA STRATEGIA USATA IN VENEZUELA, QUANDO GLI USA HANNO ARRESTATO MADURO...
Estratto dell'articolo di M. Bas. per "la Repubblica"
Dopo il Venezuela, Cuba. L'amministrazione americana sta cercando all'Avana persone interne al governo cubano in grado di raggiungere un accordo per estromettere la leadership comunista entro fine anno.
La storia, rivelata dal Wall Street Journal, indica anche la presenza di gole profonde a Washington, pronte a svelare i piani di Donald Trump, forse per aumentare la pressione psicologica sull'Avana o forse per sabotare il piano americano. Il governo cubano è ancora controllato da Raúl Castro, 94 anni, fratello minore di Fidel, mentre il presidente Miguel Díaz-Canel, 65, gestisce gli affari interni. [...]
Dopo il raid ,Trump aveva avvertito Cuba, dicendo che il Paese sarebbe stato il prossimo bersaglio. Quella dichiarazione aveva fatto scattare il conto alla rovescia. L'11 gennaio, con un post pubblicato sui social, Trump aveva lanciato un nuovo avvertimento all'Avana: «Suggerisco che facciano un accordo. Prima che sia troppo tardi». «Non ci saranno più petrolio o soldi» destinati a Cuba, aveva aggiunto.
Negli incontri con esuli cubani a Miami e Washington, secondo il Wsj, i rappresentanti del governo Trump hanno cercato di individuare persone disponibili a collaborare a un colpo di mano. Verrebbe seguito lo stesso schema usato per catturare Maduro, tradito da una persona del suo cerchio magico. Intanto la crisi potrebbe subire una accelerazione: secondo gli 007 americani, Cuba appare devastata dalla povertà, priva di beni di prima necessità e medicinali e colpita da frequenti blackout elettrici. [...]
Trump vuole approfittare dell'aggravarsi della crisi. Lo schema, militarmente, potrebbe essere quello già adottato per il Venezuela: pressione crescente nei Caraibi, impiegando la flotta americana, e poi un blitz. Rispetto all'invasione della Baia dei Porci appoggiata dalla Cia nel '61, stavolta la Casa Bianca è convinta di trovare meno resistenza. Non c'è più un Fidel, ma resta un grande punto interrogativo: a chi affidare la guida del Paese.





