trump carson rubio bush

PER CHI SUONA IL TRUMP-ONE - ''MI PARAGONANO A BERLUSCONI? NON MI DISPIACE, È UN BRAVO IMPRENDITORE. QUANDO SARÒ PRESIDENTE FAREMO GRANDI COSE CON L'ITALIA'' - BEN CARSON IL MARINO D'AMERICA: ''UN CHIRURGO INCOMPETENTE'' - RUBIO? ''È SOLO BELLO, NON HA UN PIANO'' - LA YELLEN: 'MANOVRATA DA OBAMA'

Paolo Mastrolilli per “la Stampa

 

donald trump presenta il suo librodonald trump presenta il suo libro

«Amo l' Italia e amo l' Europa. Quando sarò presidente, andremo d' accordo alla grande». Donald Trump ha appena finito la presentazione del suo nuovo libro, «Crippled America», fra i marmi e gli specchi della torre che porta il suo nome sulla Fifth Avenue. Scende dal palco e si ferma un momento a parlare del Vecchio continente e dell' Italia, dove viene paragonato a Berlusconi: «Non mi dispiace, è un bravo imprenditore. Faremo grandi cose con voi se capite due punti: primo, dovete liberare la vostra economia, per farla tornare a crescere; secondo, con me presidente l' America smetterà di perdere quando negozia i trattati e i rapporti commerciali internazionali».

donald trump firma il suo librodonald trump firma il suo libro

 

I SONDAGGI

donald trump  firma il suo librodonald trump firma il suo libro

La giornata non è cominciata bene per Trump. Un sondaggio del «Wall Street Journal», per la seconda volta dall' inizio della campagna elettorale, riporta che Ben Carson lo ha scavalcato a livello nazionale (29 contro 23%). Lui si scrolla subito la cattiva notizia dalle spalle: «Sarà, ma io continuo a dominare in tutti gli stati. Sono avanti ovunque: Iowa, New Hampshire, Texas, Georgia. Persino in Florida, cioè a casa di Rubio e Jeb Bush. Vincerò la nomination, e poi battere Hillary Clinton sarà ancora più facile. Ha un sacco di punti deboli che non sono ancora emersi, perché i media stanno con lei e la proteggono».

 

L' energia, la determinazione, anche la sfacciataggine, sono la cifra che hanno permesso a Trump di dominare a sorpresa la fase iniziale delle primarie.

ben carsonben carson

Lui lo conferma, quando gli chiediamo se costruire muri lungo i confini europei, come l' Ungheria ha fatto e Austria e Slovenia stanno pensando di fare, sarebbe la strada giusta da seguire per affrontare l' emergenza dei rifugiati siriani: «I muri funzionano, andate a chiederlo ad Israele. Ma costruiti bene, come quello che alzerò io lungo il confine col Messico».

 

I TEMI

La gente si è messa in fila all' alba, per farsi firmare il libro. Gli gridano «forza Donald, abbiamo bisogno di te!». E lui non li delude: «L' America è crippled, paralizzata, perché siamo guidati da leader incompetenti.

 

jeb bushjeb bush

Ormai perdiamo sempre, dall' economia alle guerre. Guardate l' Isis, o il disastroso accordo con l' Iran. Regaliamo miliardi a Messico, Cina, Giappone, invece di far rientrare i due trilioni di dollari che le aziende Usa hanno all' estero. Io però so come far tornare grande il nostro Paese. Aggiusterò anche il rapporto con Putin, credo che lo capirà».

 

CONTRO OBAMA

Ne ha per tutti, Donald: «Pensavo che Obama sarebbe stato almeno un grande cheerleader dell' America, un motivatore. Invece ha diviso il Paese, oltre a dimostrare la sua incompetenza in tutti i campi».

marco rubio gioca a footballmarco rubio gioca a football

 

Ce l' ha pure con la presidente della Fed, Janet Yellen, che secondo lui è manovrata dalla Casa Bianca: «Avrebbe dovuto alzare i tassi molti mesi fa. L' unico motivo per cui non lo ha fatto è che Obama le ha ordinato di non muoversi, perché vuole terminare il mandato senza problemi. Ma siamo in una bolla, che scoppierà quando dovremo toccare il costo del denaro. In più, ha lasciato che i nostri rivali sfruttassero la svalutazione delle monete, per rendere impossibile alle aziende Usa di competere».

rv ah202 rubio e 20120614232642rv ah202 rubio e 20120614232642

 

I RIVALI

Su Carson, che lo sta scavalcando, è netto: «Era un chirurgo. Non ha né la competenza, né l' energia per fare il presidente».

 

jeb george bushjeb george bush

Stesso discorso per Jeb Bush, che «non riuscirà più a riprendersi. In teoria avrebbe un buon messaggio, se a promuoverlo fossi io. Di sicuro è più preparato di Rubio. Però non ha l' energia, non ha voglia di competere». Secondo molti analisti il giovane senatore della Florida ha vinto l' ultimo dibattito televisivo, e ora lo insidia: «Dicono che è bello, non so se basta per guidare il Paese. È sopravvalutato. Non ha nessuna idea sul futuro dell' America, e le sue proposte sull' immigrazione sono completamente sbagliate».

 

Donald lo affonda anche sul piano personale: «I conti delle sue carte di credito sono disastrosi. Vive al di sopra delle sue possibilità». Lui no, come dimostra la dichiarazione dei redditi da 8 miliardi di dollari, che ha incluso nel libro: «È vecchia, ora sono più ricco. Ho avuto molto successo nella vita, e so come far tornare grande l' America».

janet yellen  barack obamajanet yellen barack obama

 

il libro di donald trumpil libro di donald trumpdonald trump  presenta il suo librodonald trump presenta il suo libro

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…