LE PERLE-PIRLA DELLA SETTIMANA SBERTUCCIATE DA TRAVAGLIO - IL GRANDE INTUITO DI LETTA L’11 FEBBRAIO: “DIMISSIONI? VOCI INFONDATE: È FANTAPOLITICA”

Marco Travaglio per il "Fatto quotidiano"

L'ultima barzelLetta. "Altro che dimissioni, voci totalmente infondate, è fantapolitica, sono assolutamente tranquillo" (Enrico Letta, La Stampa, 11-2). "Ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri" (Enrico Letta, 13-2). O quasi. "Renzi, governo lampo" (l'Unità, 15-2). Anzi, scusate, quella sopra era la penultima. TurboRenzi. "Firenze, i 60 scheletri sotto gli Uffizi: 'Necropoli del V secolo'. Trovati per caso durante i lavori per i nuovi ascensori della Galleria. Gli esperti: 'Uccisi da un'epidemia, prenderemo il Dna dalle ossa'" (Corriere della sera, 13-2). Renzi: "Non c'è bisogno, li ho rottamati io".

Mi voleva Obama. "Resto nel Pd" (Enrico Letta, l'Unità, 15-2). "Non cercatemi, non baciatemi, non ringraziatemi, non spingete, non mi avrete". "Scusi, ma con chi ce l'ha?".

CoeRenzi. "Il governo Letta ha ottenuto risultati straordinari, fino al capolavoro della scissione nel centrodestra" (Matteo Orfini, Pd, 13-2). Ed è per questo motivo che gli voto contro.

Tutta invidia. "Berlusconi all'attacco: 'Accade qualcosa di non democratico'" (Corriere della sera, 15-2). Com'è che non sono stato invitato?

Che due marò/1. "Marò, l'accusa è di terrorismo. Letta: 'Inaccettabile, reagiremo'" (la Repubblica, 11-2). Da casa, però.

Che due marò/2. "Marò, resta l'accusa di terrorismo. L'Italia: inaccettabile" (La Stampa, 11-2). Era solo tiro a segno.

Smart truccata. "Sono le quindici e quaranta quando Matteo Renzi sale sul palchetto montato a Roma al terzo piano di largo del Nazareno, scruta con sguardo insieme severo e infiammato i compagni della direzione, avvicina veloce la bocca al microfono e dopo due mesi passati a sfanalare con gli abbaglianti della Mart nello specchietto retrovisore della Panda di Enrico Letta decide di premere la frizione, di cambiare marcia, di mettersi in scia, di azionare la freccia e di tentare finalmente il sorpasso" (Claudio Cerasa, Il Foglio, 14-2). Hai capito il Renzi: se riesce persino a premere la frizione e a cambiare marcia su una Smartcolcambioautomatico,dev'essere proprio ganzo.

Stimoli. Segue a pag. 18 "Napolitano: tanti stimoli dalle consultazioni"(l'Unità,16-2). Infermiera, il pappagalloooooooo!

Spending review. "Reggio Calabria, soldi per scarcerare i boss: giudice arrestato" (Corriere della sera, 15-2). E pensare che c'è il decreto svuotacarceri della Cancellieri che li libera gratis.

Il Piccolo padre. "La provocazione. Rivalutare Togliatti. Aveva contraddizioni irrisolte. Ma cercava soluzioni condivise. Sinistra e grillini oggi spaccano" (Francesco Piccolo, Corriere della sera-La Lettura, 16-2). Ecco quello che manca alla sinistra italiana: un bel Togliatti. E i dissidenti nei gulag? E gli anarchici sterminati in Spagna? "Contraddizioni irrisolte", ma sempre alla ricerca di "soluzioni condivise". Un sincero democratico. "Grillo e la Lega attaccano Napolitano perchè ha accettato una crisi extraparlamentare. Ma è un procedimento che ha numerosissimi precedenti nella storia dell'Italia repubblicana e anche di quella monarchica" (Eugenio Scalfari, 16-2). Tipo il precedente di Mussolini.

Peli superflui. "Berlusconi oggi al Colle. Silvio dichiara guerra ad Alfano: utile idiota" (Libero, 15-2). Utile?

Attentato! "Il presidente della commissione di Vigilanza rassicuri i cittadini che pagano il canone sulle reali intenzioni di Beppe Grillo a Sanremo. Vuole danneggiare la trasmissione di punta della programmazione del servizio pubblico? Sarebbe gravissimo se il leader del partito che esprime il presidente della commissione di Vigilanza creasse un danno economico all'azienda e mettesse in difficoltà i lavoratori che permettono la realizzazione del Festival" (Michele Anzaldi, deputato del Pd, 14-2). Urge proclamare lo stato di emergenza nazionale.

Il maresciallo Toti. "Venga, venga, che le faccio vedere lo studio di Berlusconi" (Giovanni Toti all'intervistatrice Barbara Romano , Libero, 15-2). Chè ho appena finito di passare l'aspiraspolvere.

Svatileaks. "Benedetto ha un segreto: le dimissioni non sono valide. Tanti elementi fanno pensare che Ratzinger sia stato 'spinto' a lasciare. E, secondo il diritto canonico, se la volontà di un atto non è interiore e profonda, può decadere" (Antonio Socci, Libero, 12-2). Niente paura, fra una decina d'anni il Tar Lazio o la Consulta annullano anche quelle.

Riflessi pronti. "Letta prigioniero del liberismo. Serve una svolta" (Stefano Fassina, l'Unità, 13-2). Me ne sono accorto dopo otto mesi che facevo il viceministro dell'Economia del governo Letta. Appena in tempo.

Vergogniamoci per lui. "C'è solo da sperare che si trovi in Procura (di Palermo, ndr) almeno un pm che, mentre tutti gli altri (quattro, ndr) si occupano di improbabili processi processi per presunte trattative di vent'anni fa, si occupi di colpire la mafia di oggi" (Massimo Bordin, Il Foglio, 13-2). Vergognarsi mai, eh?

Vergogniamoci per loro. "Molti giovani non colgono le tante possibilità di lavoro che ci sono o perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione" (John Elkann, presidente della Fiat, 14-2). "Elkann e i giovani senza lavoro: per trovarlo serve più ambizione" (Corriere della sera, quotidiano partecipato per il 20,5% dalla Fiat, 15-2). "Elkann sprona i giovani: 'Il pessimismo è inutile'" (La Stampa, quotidiano di proprietà della Fiat, 15-2). Benvenuti a "Liscia la Notizia".

Il sequel. "Passera: è pronto il mio nuovo piano per l'Italia" (Corrado Passera, Corriere della sera, 13-2). Casomai non vi fosse bastato quello vecchio.

 

 

letta RENZI E LETTABERLUSCONI IN SENATO PER LA FIDUCIA AL GOVERNO LETTA FOTO LAPRESSE Massimiliano Latorre e Salvatore Girone NAPOLITANO E TESTA BERLUSCONI GIOVANNO TOTI PORTA A PORTA ANTONIO SOCCI - Copyright Pizzi

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?